elly schlein goffredo bettini giuseppe conte

PIPPE E MART-ELLY! - “IL CENTROSINISTRA E’ SENZ’ANIMA. NON ACCENDE ANCORA UN LAMPO DI SPERANZA” - GOFFREDO BETTINI COMMENTA IL RISULTATO DELLE AMMINISTRATIVE (“NON C’E’ STATA ALCUNA VITTORIA DELLA DESTRA”), PARLA DELLE POLITICHE (“LA PARTITA RESTA “APERTISSIMA”) E SGANCIA SILURI CONTRO ELLY E I SINISTRATI CHE GIA’ SI VEDONO A PALAZZO CHIGI: “CI VUOLE PIÙ RIGORE NEL SOPIRE AMBIZIONI E PERSONALISMI E METTERE AL CENTRO L’INTERESSE COMUNE. ALTRO CHE TOTO-MINISTRI. QUI C’È DA LOTTARE FINO ALL’ULTIMO, CON GRANDE UMILTÀ” – LE PRIMARIE? NO, SE NON CAMBIA LA LEGGE ELETTORALE. ALTRIMENTI LE FAREMO” – SULLA GAMBA CENTRISTA DEL CAMPO DELL’ALTERNATIVA GOFFREDONE PUNTA SULLA “STRAORDINARIA ESPERIENZA CIVICA” PROMOSSA DA ALESSANDRO ONORATO….

Articolo di Salvatore Cannavò per “il Fatto Quotidiano” - Estratti

 

goffredo bettini rilancio di rinascita

Il voto delle Amministrative fa discutere a sinistra. E Goffredo Bettini, tra i fondatori del Pd, interviene con una serie di proposte molto esplicite. C’è stata una battuta d’arresto a sinistra?

Non c’è stata alcuna vittoria della destra. Lei su questo giornale ha riassunto i dati reali. Un sostanziale equilibrio, con una lieve prevalenza del centrosinistra. La partita per le Politiche è apertissima, ma non sarà una marcia trionfale.

 

Giorgia Meloni ha fallito la prova del governo e ha subito dei colpi.

La sua compagine è divisa, ma non domata. Il voto, tuttavia, ha confermato alcuni elementi essenziali: l’ondata del No al referendum non si riversa meccanicamente nel voto politico e amministrativo; l’alleanza unitaria è la premessa per vincere, però da sola non basta; il nostro campo nell’insieme non accende ancora un lampo di speranza, di empatia, di passione per un futuro diverso dell’Italia.

 

Ancora siamo un po’ troppo sull’idea: ognuno per sé e Dio per tutti.

elly schlein goffredo bettini foto lapresse

Ci vuole più rigore, in ogni momento, nel sopire ambizioni e personalismi e mettere al centro l’interesse comune. Altro che toto-ministri. Qui c’è da lottare fino all’ultimo, con grande umiltà.

 

 

 

Il centrosinistra ha conquistato Pistoia con un sindaco pacifista: si è dato un’anima e ha vinto. È così anche a livello nazionale?

Sì, ci vuole un’anima. Ci vogliono risposte nette su alcuni dilemmi.

La lotta per la pace, senza tanti se e tanti ma. Se non c’è la pace tutto il resto è vano. Se si apre un conflitto si deve operare con la diplomazia e la politica per chiuderlo il prima possibile, in modo realistico.

 

bettini d'alema

Nell’assetto mondiale, poi, il riconoscimento del multipolarismo: la sola via per convivere. Non c’è più solo un impero, ci sono tanti imperi. Inoltre, un’Europa totalmente diversa, non subalterna agli Stati Uniti, né trascinata dai Volenterosi in avventure guerresche; piuttosto autonoma, unita politicamente, con una forte difesa comune di deterrenza per l’aggressività degli altri. Ancora: la solidarietà a ogni popolo martoriato e indifeso. A partire dalla Palestina, che va riconosciuta dal governo italiano. Per l’Italia, un concreto e dettagliato programma per la ricostruzione industriale; la progressività fiscale; la lotta agli sprechi e alle disuguaglianze.

 

E poi – ecco l’anima!–, la cura delle persone in carne e ossa.

 

(...)

Però la coalizione oggi appare ancora slabbrata, come ha detto lei, ognun per sé.

giuseppe conte francesco rutelli goffredo bettini roberto gualtieri foto mezzelani gmt024

La nostra coalizione raduna partiti diversi. Metterli insieme non è stato facile. Non finirò mai di dire che Conte ha fatto un miracolo nel portare il Movimento 5 Stelle a un accordo per il governo del Paese.

 

Così come è stata ammirevole la volontà unitaria di Elly Schlein. Ma dobbiamo sapere che l’elettorato dei 5 Stelle si allarga o si restringe a seconda della situazione che si trova di fronte e quindi non bisogna maramaldeggiare sul voto di Venezia, né sulla figura del candidato del centrosinistra. Alle Amministrative va sempre male; se sente puzza di bruciato circa alcuni valori o principi ritenuti costitutivi, si allontana.

 

Alle Politiche nazionali il partito di Conte si esprime al massimo.

Nei sondaggi è stabilmente sopra il 13%. Se, come credo, ci sarà una legge elettorale che vincola gli schieramenti a un programma comune e all’indicazione del premier, tutto ciò imporrà un salto di qualità nella fiducia e nel rispetto reciproco, nell’iniziativa unitaria e nella definizione dei punti fondamentali di una visione comune.

 

 

goffredo bettini dimartedì

Ma come si può procedere per decidere la guida della coalizione?

Criticano Conte e Schlein? Il problema del centrosinistra mi pare inverso. Ha persino troppe personalità in grado di guidare la coalizione e candidarsi a premier.

Scegliere, per tanti motivi, non è facile e scontato. Se non cambia la legge elettorale, sulla base appunto di un manifesto comune, ogni partito può andare con il suo leader e sotto le proprie bandiere. Per formare il governo dopo il voto. Se, al contrario, saremo obbligati dalle regole elettorali a scegliere prima, lo faremo nel solo modo possibile, allo stato attuale: le primarie. In questo caso saranno decisivi la lealtà e il clima fraterno.

 

Il termine “Campo Largo” è una sua invenzione: vale ancora?

Quando dico campo largo, intendo un campo senza pregiudizi, veti, ferite del passato, settarismi vecchi o nuovi.

 

roberto gualtieri - stefano bonaccini - giuseppe conte - enrico gasbarra - goffredo bettini

Ho detto, ben prima di tutti, che sarebbe stato essenziale organizzare un campo di energie che non si riconoscono nei partiti e che possono raccogliere un voto democratico, riformista o moderato. In quest’ultima direzione si sono mosse forze importanti. Renzi si è candidato a rappresentarne alcune. Altre si muovono ancora in autonomia. E sta irrompendo nella scena politica la straordinaria esperienza civica promossa da Alessandro Onorato.

 

Vedremo il 12 alla loro assemblea nazionale, se avranno la forza politica e programmatica per diventare un soggetto nazionale più stabile. Ma Campo Largo, forse, non basta più. Indica la voglia di includere, ma non l’obiettivo che deve qualificarlo. Oggi, mi piace di più parlare di campo dell’alternativa.

alessandro onoratogiuseppe conte goffredo bettini

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