IL BRASILE CONTRO IL TABU’ NORVEGIA: STASERA ALLE 22 A NEW YORK LA SELECAO DI CARLO ANCELOTTI SFIDA HAALAND (CHE SI E' DETTO "STANCO") E COMPAGNI. CONTRO DI LORO NON HA MAI VINTO (2 PAREGGI, 2 SCONFITTE). CARLETTO NON HA RAPHINHA (ANCORA INFORTUNATO) E SI AGGRAPPA A VINICIUS JR E DEVE STARE ATTENTO ALLA SETE DI RIVINCITA DEL NORVEGESE ODEGAARD: È STATO L’ALLENATORE ITALIANO A METTERE FINE ALLA SUA AVVENTURA AL REAL MADRID NEL 2021, UNA DECISIONE CHE HA CAMBIATO IL CORSO DELLA CARRIERA DEL GIOCATORE CHE POI ALL’ARSENAL HA VISSUTO LA SUA STAGIONE MIGLIORE…
Emanuela Audisio per repubblica.it - Estratti
Haaland contro Brasile. Un vichingo molto carnivoro, che si cucina da sé, molto geloso del suo codino di cavallo (Ibrahimovic gli ha detto di non tagliarlo), e lui che abbina il colore degli elastici dei capelli a quello della maglia, contro il popolo del futebol. Un vero numero 9 contro i falsi, contro chi quel 9 non ce l’ha. Un centravanti, di quelli che a questi Mondiali segnano tanto (Kane, Mbappé, Oyarzabal), contro chi non ha ancora trovato il sostituto di Ronaldo (quello vero, ci tiene a precisare lui), insomma di Ronaldone.
Oddio, ci sarebbe Vinicius che però proprio centravanti non è e se poi quando segna (4 gol) lo silenziano, come fosse uno che passa lì per caso, e inquadrano Neymar in panchina e tutto il Brasile applaude (Neymar non Vinicius) qualcosa vorrà pur dire. Vini jr. resta il condottiero sottovalutato, la star oscurata, eppure ha uno staff di 40 persone, eppure è lui che ha tenuto vivo l’attacco del Brasile, dopo una stagione non esaltante con il Real Madrid. Ma resta una punta che ama partire da sinistra per rientrare al centro e a volte anche a destra, ma niente da fare, ai tifosi piace solo la musica di O Ney. Tutti e due dopo il loro nome hanno il segno jr. ma Vinicius lo è ancora di più.
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Quelli che giocano sul ghiaccio contro quelli che carezzano la palla sulla sabbia. Ma anche un tabù: il Brasile contro la Norvegia non ha mai vinto (2 pareggi, 2 sconfitte). Ancelotti non ha Raphinha (ancora infortunato) e Martinelli dopo il gol al Giappone potrebbe trovare posto dall’inizio al posto di Paquetá, indisponibile. Neymar, 34 anni, resta ancora fuori: non ha giocato contro il Giappone ed è entrato solo per 14 minuti contro la Scozia.
A guadagnarsi la fiducia di Ancelotti c’è il 19enne Endrick del Real Madrid, in campo per mezz’ora con Haiti, per pochi minuti con la Scozia e tutto il secondo tempo contro il Giappone. Rayan, 19 anni anche lui, stella del Bournemouth, dovrebbe partire titolare come ala. E poi c’è la rivincita del centrocampista norvegese Martin Ødegaard, 27 anni.
È stato l’allenatore italiano a mettere fine alla sua avventura al Real Madrid nel 2021, una decisione che ha cambiato il corso della carriera del giocatore che poi all’Arsenal ha vissuto la sua stagione migliore. Ødegaard era arrivato al Real a soli 16 anni, accompagnato da aspettative enormi. Soprannominato il “Messi nordico”, era considerato uno dei talenti più promettenti del calcio mondiale. Sei anni dopo, però, lasciò il club senza essere mai riuscito a imporsi in prima squadra. Ancelotti spiegò la bocciatura: la concorrenza a centrocampo era troppo elevata per potergli garantire continuità. E rieccoli qui: uno contro l’altro. Ma la novità stavolta è che l’onda vichinga è alta e Haaland sa cavalcarla. Point-break per chi?




