IL MONDIALE AMERICANO ERA L’OCCASIONE GIUSTA PER PORTARE UN PO' CULTURA CALCISTICA NEGLI STATI UNITI, MA TRA POLEMICHE, PUBBLICITÀ E LA SUDDITANZA DI INFANTINO A TRUMP, ALLA FINE SONO STATI GLI "AMEREGANI" A IMPORRE LA LORO CULTURA NEL CALCIO (CON RISULTATI DISASTROSI) – "REPUBBLICA": “TRUMP NON SA CHE COSA SIA IL CARTELLINO ROSSO, AGLI SPETTATORI CHE TI TROVI A FIANCO DEVI SPIEGARE IL FUORIGIOCO, POI RISPIEGARLO. IL VUOTO È STATO COLMATO CON IL CAPITALISMO E LE SUE REGOLE” – “SE LO SPETTACOLO IN CAMPO HA RATTRISTATO GLI AMERICANI, QUELLO SUGLI SPALTI HA AMAREGGIATO IL RESTO DEL MONDO…”
Estratto dell’articolo di Gabriele Romagnoli per "La Repubblica"
meme usa belgio - donald trump
[…] Un fulmine dallo Zeus di Washington ha abbattuto la nazionale degli Stati Uniti. Lo urlava un tifoso sugli spalti di Seattle: «Quel che Trump tocca muore». È una superstizione sportiva, ma funziona. Il presidente era in tribuna nell'unica sconfitta dei Knicks in finale. In quest'altro caso il suo intervento per annullare la squalifica del centravanti Balogun ha avuto un effetto controproducente. Ha destabilizzato l'intera squadra e galvanizzato gli avversari.
Gli americani, contestati dal resto del mondo (vendono magliette con la scritta "US vs. Everybody"), hanno sentito il peso della vittoria obbligata, forse perfino quello della colpa per l'ingiustizia inferta; di certo si sono allenati per due giorni con un diverso schema, prima di tornare all'antico, e si sono persi.
[…] Infantino Gianni non porta inganni. Ci prova, ma poi non gli riesce. Capita, che il destino rimedi alle umane malefatte. Come disse Ibra tornando in Europa: «Ora potete ridarvi al baseball». Nei turni a eliminazione diretta gli Usa non superano mai l'ostacolo di una squadra europea.
Tra Bruxelles e Washington il cuore di Salvini (in assenza di Mosca) batteva dalla parte sbagliata della storia, la cui fine era già scritta, incisa nella pietra. Muore così un piccolo sogno di grandezza, il Nightmare Team dell'ultima recita tira il sipario, anche stavolta si cresce fra quattro anni, ma l'America avrà la capacità di aspettare che questo sport non suo lo diventi attraverso l'unica forma di appropriazione conosciuta, la vittoria? O a Seattle si è spezzato qualcosa?
[…] Gli Usa uscirono agli ottavi con il Belgio già nel 2014. Nel 1994, l'altra volta in cui organizzarono i Mondiali, inciamparono sullo stesso confine, ma con il Brasile avviato al trionfo e parve un virtuale podio. La profezia che li voleva campioni nel nuovo millennio non si è avverata. Sono arrivati ai quarti nel 2002, mai più avanti. Che cosa li frena? Il loro campionato, la Mls, non decolla.
[…] Da quel torneo non escono talenti. Non un portiere decente: come può essere titolare il goffo Freese, quando europei che fanno le riserve in Spagna al suo confronto sembrano fenomeni? Nella classifica dei 100 più forti giocatori al mondo non c'è un americano. Un caso? No, perché 80 appartengono alle 8 nazioni vincitrici di un mondiale. […]
Chi si ricorda di Freddy Adu? La coppa del mondo doveva essere il detonatore, rischia di provocare lo zapping sul telecomando, della tv e della vita. La pazienza non abita qui, l'hanno respinta alla frontiera.
hydration break ai mondiali 2026 2
[…] L'assenza di cultura calcistica è evidente: il presidente non sa che cosa sia il cartellino rosso, agli spettatori che ti trovi a fianco devi spiegare il fuorigioco, poi rispiegarlo. Il vuoto è stato colmato con il capitalismo e le sue regole: i bambini scendono in campo per la prospettiva di guadagno, per spirito di competizione.
Non si accende in loro il vero motore della storia: il desiderio. Dai all'America la massima competizione calcistica e te la stravolgono con pause pubblicitarie per bisogni inesistenti, recuperi che durano quanto i supplementari che così si vogliono scongiurare. Non si educano così i futuri campioni, a poco serve aumentare le classi facendo eccezioni ai principi e ammettendo lo ius soli per chi è più bravo in palestra che in aula. A pochissimo importare maestri dall'estero: Pochettino non va più lontano di Berhalter.
[…] Se lo spettacolo in campo ha rattristato gli americani, quello sugli spalti ha amareggiato il resto del mondo. La reazione all'annuncio delle formazioni è stata una spiegazione della vittoria di Trump e del perché non si debba confidare troppo nei sondaggi che sostengono il calo del suo gradimento. Al nome di Balogun, graziato per indebita intercessione, c'è stato un boato di entusiasmo. Nessun rimorso, nessun sussulto delle coscienze.
È questa l'America di Trump: qualunque ordine internazionale, anche quello sportivo, può essere modificato, addirittura sconvolto se è questo che conviene. Poi però si gioca e il campo, senza altri interventi, decreta la rivincita.
BELGIO STATI UNITI
INFANTINO TRUMP EQUIPE
TRUMP INFANTINO 2
BELGIO STATI UNITI
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BELGIO STATI UNITI
meme sul premio fifa per la pace a donald trump 3
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