fabio capello cardinale

“SONO SCIOCCATO DAL MILAN, CARDINALE CACCIA TUTTI SENZA CAPIRE IL PROBLEMA. SEMBRA DI ESSERE ALLA FIERA DELL'EST” – “DON FABIO” CAPELLO STRONCA LE SCELTE DEL PATRON ROSSONERO: “LEGGO DI POSSIBILI DIRETTORI SPORTIVI INGLESI O AMERICANI QUANDO QUELLI ITALIANI SONO UN’ECCELLENZA. LE SOLUZIONI DI CUI SI PARLA MI PREOCCUPANO. MOLTI DEI CALCIATORI CHE SONO SCESI IN CAMPO NELLE ULTIME PARTITE LI MANDEREI VIA – CONTE? LA NAZIONALE LO CHIAMI SUBITO, È L’UOMO GIUSTO. GASPERINI? È STATO ANCHE FORTUNATO..."

 

Simone Golia per corriere.it - Estratti

 

Fabio Capello ha allenato per l’ultima volta in serie A 20 anni fa, Reggina-Juventus 0-2. Ha vinto il campionato nove volte, quattro da giocatore e cinque da allenatore (senza contare i due scudetti con i bianconeri, revocati in seguito a Calciopoli), ma continua a studiarlo con l’entusiasmo di un ragazzino. Ne parla in qualità di opinionista su Sky, ne scrive da editorialista de La Gazzetta dello Sport.

 

fabio capello ph jule hering e sara busiol

Raramente si stupisce, un uomo di calcio come lui ne ha vissute e viste di tutti i colori. Ma davanti alla movimentata rivoluzione del Milan, squadra con cui ha trionfato in Italia e nel mondo, non riesce a farsene una ragione. Annota con stupore, sbuffa, sorride amaro. No, non è proprio d’accordo, per usare un eufemismo.

 

Via tutti, così ha deciso Cardinale.

«Beh, direi in pieno American style».

 

Vorrebbe Iraola, ma lui pare non voglia il Milan.

«E perché dovrebbe volerlo? Le sue squadre giocano davvero bene, il Bournemouth è stata una sorpresa fin dall’inizio della Premier League».

 

E quindi?

«Adesso è come se stesse cantando alla Scala. Allena in Inghilterra, nel torneo più importante di tutti. E lo lascerebbe per cosa? Purtroppo noi non abbiamo più appeal. Invece lui sa benissimo che con un altro anno così positivo e con delle coincidenze favorevoli potrebbe presto ritrovarsi alla guida di un top club in lotta per il titolo in Premier».

 

fabio capello

E Allegri? Vale ancora un top club?

«Prima di giudicare il suo lavoro o quello eventuale dei nomi che vengono fatti per la sua successione, serve che il Milan costruisca una dirigenza all’altezza».

 

Intanto Cardinale ha scelto: riparte da Zlatan Ibrahimovic.

«Sì, ma gli altri nomi che sento non mi tranquillizzano, tutt’altro. Leggo di possibili direttori sportivi inglesi o americani quando quelli italiani sono un’assoluta eccellenza. Ma perché? Incredibile. Sembra di essere alla fiera dell’est. Sono scioccato».

 

Da quali giocatori ripartirebbe?

«Molti di quelli che sono scesi in campo nelle ultime partite li manderei via».

 

Addirittura?

«Nella prima parte di stagione hanno giocato un calcio quanto meno efficace. Ma se sei al Milan non puoi passare da 100 a 50 nel giro di poche settimane».

 

mauro tassotti fabio capello adriano galliani

Cosa farebbe Capello per guarire il Milan?

«È una domanda difficile a cui rispondere. L’errore più grave è che nessuno è stato in grado di capire il motivo di questo tracollo. Perché nelle prime 25 giornate la squadra ha perso solo una partita e nelle ultime 13 ben sette? Prima di mandare via tutti, bisognava risalire a un perché. Se lo si individua, allora si è a buon punto. Sennò non si possono fare delle scelte, è inutile tagliare teste. O chi arriva è un mago e usa la bacchetta magico o non lo so. Auguri a chiunque verrà nominato».

 

Alla Juve nessun terremoto invece. Avanti con Spalletti e Comolli.

«E le dirò, sono convinto che sia quella la strada giusta. Evidentemente lì sono tutti consapevoli di ciò che hanno sbagliato. La Champions è sfumata a inizio stagione e alla fine, ma nel mezzo ci sono state diverse cose positive, Con Spalletti sono state gettate delle basi importanti».

 

E ora?

«Sanno dove mettere le mani, adesso si devono sedere e capire quali sono i giocatori migliori da prendere per rimediare certe lacune. Per la prossima stagione è inutile girarci intorno: niente scuse, la Juve dovrà lottare per lo scudetto».

capello guardiola

 

Conte poteva fare meglio quest’anno?

«Le faccio io una domanda».

 

Prego.

«Il Napoli nella sua storia ha mai vinto per due anni di fila?».

 

No.

«Ecco, allora si è già dato la risposta».

 

Lei però mi dica il perché.

«È una questione di ambiente, non di allenatore. Quando si tratta di ripetersi manca la giusta fame, la rabbia. Conte è stato chiaro quando dopo la brutta sconfitta di Bologna disse che non aveva intenzione di continuare in quel modo. Di accompagnare un morto».

 

fabio capello

Potrebbe accompagnare la Nazionale verso un Mondiale, finalmente.

«Sì, è l’uomo giusto, in assoluto. Lo chiamerei subito. Ci ha già lavorato, è già consapevole di quello che servirebbe, dei problemi che ci sono, delle difficoltà con cui ogni c.t deve convivere».

 

Ma adesso è libero anche Guardiola.

«Una fantasia totale, basta parlarne, non scherziamo. Il presidente federale, chiunque sarà, richiami subito Antonio».

 

Chivu subito campione, lui che aveva solo 13 partite da allenatore in serie A. Se lo aspettava?

«Ha fatto come me al Milan, ha ricostruito l’Inter partendo dalla testa, così che tutti avessero di nuovo fiducia in loro stessi, nelle loro capacità e anche in lui, in quello che diceva».

 

GERRY CARDINALE PAOLO MALDINI

Come Gasperini alla Roma. L’ha riportata in Champions, i Friedkin non ce l’avevano mai fatta prima.

«È stato anche fortunato. Diciamo che pescare a gennaio un attaccante come Malen, che in 18 partite di campionato ti segna 14 gol aiuta e non poco, ti risolve molti problemi. Certo, sarebbe curioso capire chi l’ha voluto prendere uno così».

 

Cioè?

«Lui non va d’accordo con Massara, così come non andava d’accordo con Ranieri, con cui il club alla fine ha deciso di separarsi. Ma Malen è arrivato quando Claudio era ancora in società...».

fabio capello silvio berlusconiTIFOSI DEL MILAN CONTESTANO GERRY CARDINALEALLEGRI CARDINALEfabio capello e la moglie laura

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?