"COL CALDO ESTREMO TENNIS AD ALTO RISCHIO” – LA TORRIDA PARIGI METTE IN GINOCCHIO SINNER CHE CROLLA CONTRO CERUNDOLO. IERI MENSIK E RUUD AVEVANO ACCUSATO GLI STESSI PROBLEMI - L’ALLARME DEI MEDICI: “I RISCHI SONO MOLTO ELEVATI, DALLA DISIDRATAZIONE FINO ALLA SINCOPE E A DANNI RENALI. SENZA CONTARE CHE IN UNA SITUAZIONE DI TEMPERATURE ALTE BASTA UN NULLA PER AVERE DEI CRAMPI" - L’ATP HA VARATO NUOVE REGOLE CHE PREVEDONO UN “COOLING BREAK” DI DIECI MINUTI SE SI SUPERANO I 30 GRADI E UNA SOSPENSIONE TOTALE SE SI VA OLTRE I 32 – LA POLEMICA PER I TROPPI TORNEI GIOCATI DA SINNER - VIDEO
The moment Jannik Sinner sit and stopped playing when he was serving for the match. pic.twitter.com/M2W0rghfh2
— José Morgado (@josemorgado) May 28, 2026
Francesco Palma per gazzetta.it - Estratti
Il caldo sta diventando sempre di più un problema. E l’inizio del Roland Garros non ha fatto eccezione: l’ultima “vittima” è Jannik Sinner che durante la sfida con Cerundolo ha avuto un crollo fisico.
Ma anche Jakub Mensik, dopo aver battuto Navone in 5 set si era accasciato a terra. E prima ancore, pure Casper Ruud ha avuto seri problemi col caldo, pur riuscendo a vincere contro Safiullin: “Credo di aver avuto davvero un colpo di calore. Avevo le vertigini e mi sentivo uno zombie. Mi era accaduto solamente una volta a Washington qualche anno fa e in quella circostanza fui costretto ad abbandonare il match. Questa volta ero avanti due a uno, quindi mi sono detto che dovevo abbassare la temperatura corporea, per fortuna ha funzionato".
Dopo questi primi due casi è arrivato l’allarme anche da parte del professor Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima): “Con il caldo estremo che ha colpito la Francia, dove è in corso il torneo Roland Garros, a correre rischi non sono i tennisti, ma anche raccattapalle e spettatori.
I principali rischi sanitari sono disidratazione, squilibri elettrolitici, crampi da calore, esaurimento da calore, sincope, colpo di calore, rabdomiolisi, danno renale acuto, riduzione della performance cognitiva e motoria, aumento del rischio di infortuni, ustioni solari e rash da calore. Particolare attenzione va posta ai raccattapalle giovani. E sono più vulnerabili anche gli atleti non acclimatati, reduci da viaggi o con recupero insufficiente".
In teoria l’Atp ha varato nuove regole che prevedono un “cooling break” di dieci minuti se si superano i 30 gradi e una sospensione totale se si va oltre i 32, ma queste non si applicano automaticamente ai tornei degli Slam. Spiega Miani: “Le partite possono durare ore e si sommano esposizione solare, sforzo ad alta intensità, superfici che accumulano calore, umidità e ridotta ventilazione.
Non basta misurare la temperatura dell'aria indicata dalle stazioni meteo: occorre valutare il calore percepito realmente sul campo, integrando umidità, radiazione solare, vento, ombra disponibile e materiale della superficie. L'indicatore più corretto è il Wbgt, Wet Bulb Globe Temperature, già utilizzato da Itf, Atp e diversi tornei internazionali per attivare pause di raffreddamento, modifiche del gioco o sospensione delle partite. La protezione della salute non può essere lasciata alla percezione individuale del giocatore o alla sola temperatura dell'aria: servono indicatori ambientali corretti, protocolli chiari, formazione del personale e misure di raffreddamento già predisposte prima che compaiano i sintomi".
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“In una situazione di questo tipo basta un nulla per avere dei crampi, con delle temperature molto elevate e una dispersione di liquidi così importante che si aggiungono allo sforzo già di per sé elevato di un tennista professionista. La temperatura interna si alza e la disidratazione aumenta.



