ana mendieta

COLD CASE A REGOLA D’ARTE – LA TATE MODERN DI LONDRA DEDICA UNA GRANDE MOSTRA AL’ARTISTA CUBANA ANA MENDIETA – ANTONIO RIELLO: “IL ‘CASO ANA MENDIETA’ È STATO UNA SPECIE DI ‘CASO GARLASCO” DELL'ARTE CONTEMPORANEA. FU TROVATA MORTA L’8 SETTEMBRE 1985 SU UN MARCIAPIEDE DI NEW YORK, APPENA PRECIPITATA DA UN ALTO EDIFICIO. VIVEVA NELL'APPARTAMENTO AL 34ESIMO PIANO CON IL MARITO, L’ARTISTA MINIMALISTA CARL ANDRE. I DUE AVEVANO APPENA AVUTO UNA VIOLENTA LITIGATA. CARL ANDRE NON È MAI STATO FORMALMENTE INCRIMINATO MA SUBITO, NEL GIRO CULTURAL-ARTISTICO DELLA GRANDE MELA, SI SONO FORMATI DUE PARTITI: UNO COLPEVOLISTA E L'ALTRO INNOCENTISTA…”

Antonio Riello per Dagospia

 

carl andre e ana mendieta (01)

Il "caso Ana Mendieta" è stato una specie di "caso Garlasco" dell'Arte Contemporanea. Le 5.10 di mattina dell'8 Settembre 1985. Siamo a New York (Mercer Street, Greenwich Village). Viene trovato sul marciapiede il corpo senza vita di una donna, Ana Mendieta, appena precipitata da un alto edificio. La vittima viveva nell'appartamento al 34esimo piano con il marito (il famoso artista minimalista Carl Andre).

 

ana mendieta e carl andre

I due, soli in casa in quel momento, avevano appena avuto una violenta litigata (così disse una vicina). Carl Andre (mancato nel 2024) non è mai stato formalmente incriminato per la caduta, il NYPD l'ha ritenuta accidentale.

 

Ma subito, nel giro cultural-artistico della Grande Mela, si sono formati due partiti: uno colpevolista e l'altro innocentista. Anche se sono passati tanti anni, il gossip (erano entrambi figure piuttosto note) e le polemiche non si sono ancora completamente placate. Per qualcuno è ancora un caso aperto: forse si è trattato di un femminicidio eccellente. Impossibile stabilirlo con certezza.

 

ana mendieta bird run

Ma cambiamo tempo e luogo. La Tate Modern di Londra ha appena inaugurata una grande mostra dedicata a quella donna (ci sono 120 sue opere). I curatori sono: Michael Wellen, Valentine Umansky e Elsa Collinson. Ana Mendieta (1948-1985) era nata a Cuba da una famiglia benestante che, dopo l'ascesa di Fidel Castro, l'aveva mandata, assieme alla sorella, negli Stati Uniti. Dopo aver studiato Archeologia alla Iowa University , dopo una breve visita in Messico, inizia a fare l'artista.

 

La Geografia e la Storia Naturale fanno da sfondo alla sua ricerca, sempre tormentata dalla nostalgia e da un perenne senso di esilio. La Natura è certamente il punto di partenza, ma quello di arrivo è il suo stesso corpo che, di volta in volta, si mescola con terra, cenere, fango, fuoco, rami, foglie. E' anche un'antesignana del cosiddetto "Botanical Turn" (ovvero dell'uso dell'ambiente vegetale come oggetto di pratica artistica).

 

ana mendieta 10

Le dinamiche sociali, in particolare quelle che riguardavano la condizione delle donne e delle ragazze nell'America Latina, sono l'altro punto focale. La sua è una Geografia non fatta di mappe ma di esseri umani. Viene, a ragione, considerata una artista femminista che inizia ad operare su scala globale.

 

Le sue "Silhouettes" sono interventi dove appare una personalissima e audace sintesi di Body Language, Performance e Land Art. Ana Mendieta sembra capace di portare nel lavoro che produce una specie di primigenia energia tellurica. Celebra (con l'Arte) rituali di rinascita e resurrezione. Indaga l'identità di genere, usa linguaggi semplici - in apparenza quasi primitivi - per dire cose complesse e universali.

 

Nel 1981 riesce finalmente a fare ritorno a Cuba, dove utilizza come medium le rocce di un canyon. Interventi rupestri dedicati alla femminilità (il più famoso è "First Woman"). In qualche modo riemerge la passione per l'Archeologia: graffiti d'autore alla ricerca di Dee Madri precolombiane.

 

ana mendieta silhouette

A New York fu una attivista dei diritti umani e partecipò all'attività della famosa A.I.R. Gallery, il primo spazio americano no-profit nato per dare visibilità alle donne-artiste. Nel 1983 spese un lungo periodo a Roma, presso l'American Academy.

 

In mostra a Londra alcuni suoi video (con il corpo che si ricopre di latte di mucca, del proprio sangue e di piume di gallina). I titoli più significativi? "Bird Run" (1974), "Anima" (1974), "Ochun" 1981. Si può vedere anche ricco un archivio fotografico sulle sue ardite e sensuali performance.

 

ana mendieta cuba

Tra le opere c'è anche "La Jungla" (complessa realizzazione nel 1985 fatta con tronchi di albero e polvere da sparo: un pezzo "storico"). Sono state ricostruite per l'occasione diverse delle opere effimere che ha prodotto nella sua carriera.

 

Nella seconda metà degli anni '70 alcuni artisti iniziarono a produrre opere che si deterioravano, quindi volutamente non mercificabili: in pratica non si poteva comperarle o venderle (chissà se chi ha acquistato - strapagandola - la "banana di Maurizio Cattelan" ci ha mai pensato?).

 

ana mendieta 03

Ana Mendieta comunque era una di loro: il mercato artistico non solo non la interessava ma anzi lo riteneva un elemento potenzialmente tossico.  E' presente a Londra anche una sua importante installazione vegetale del 1982, con alberi che si espandono fuori dell'edificio della Tate.

 

Una mostra assolutamente da vedere. Non necessariamente sempre spettacolare (la parte archivistico-documentaria è naturalmente significativa e richiede una certa attenzione) ma comunque mai modaiola o ruffiana.  L'aspetto più importante dell'esperienza di Ana Mendieta è forse quello di essere stata la carismatica ispiratrice di una certa coscienza politico-ambientale. Il suo incontenibile estro è diventato musa-e-modello per le generazioni successive. E si può tranquillamente aggiungere che, per libertà ed indipendenza creativa, supera senz'altro i suoi epigoni e i suoi imitatori.

 

genderiello

Ana Mendieta

Tate Modern

Bankside, Londra SE1 9TG

fino al 17 Gennaio 2027

ana mendieta 08ana mendieta 14ana mendieta 11ana mendieta 07ana mendieta body tracksana mendieta 28ana mendieta 05ana mendieta 29ana mendieta 01carl andreana mendieta 24ana mendieta 19ana mendieta 09

 

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…