CON CHI HA FATTO LA FRODE SPORTIVA L’EX DESIGNATORE ROCCHI? CON I SUOI ARBITRI? - TENSIONE A MILANO PER L’INCHIESTA ARBITROPOLI, LA PROCURA PRECISA CHE NON CI SONO INDAGATI FRA I TESSERATI DELLE SOCIETÀ E, DI CONSEGUENZA, NON CI SONO CLUB COINVOLTI - E ANCORA: SE NON C’ENTRA L’INTER, CHI È IL DESTINATARIO DELLA SCELTA DI ARBITRI GRADITI (COLOMBO) O SGRADITI (DOVERI)? SULLA BASE DI COSA VIENE DEFINITO IL “GRADIMENTO”? O ERANO SCELTE PURAMENTE TECNICHE? IN PROCURA E’ FINITA SOTTO LA LENTE LA GESTIONE DELL’INDAGINE DA PARTE DEL PM ASCIONE RISPETTO AI VERTICI DELL’UFFICIO, CHE È SEMBRATO ESSERE ALL’OSCURO...
Edmondo Pinna per corrieredellosport.it
Non ci sono indagati fra i tesserati delle società e, di conseguenza, non ci sono società coinvolte. In sintesi: l’Inter - come abbiamo sempre sostenuto - non c’entra nulla. L’affermazione sgombra il campo dalla seconda delle domande che si sono susseguite in questo lunghissimo weekend. Alla prima, invece, non c’è ancora risposta ed è quello che ha fatto letteralmente imbufalire l’ex designatore Rocchi.
Se, come ha fatto sapere la Procura di Milano, dicono particolarmente irritata perché (riporta l’ANSA) «si respira un clima di tensione, che sembra legato alla gestione dell’indagine da parte del pm rispetto ai vertici dell’ufficio», le partite sotto la lente di ingrandimento sarebbero «quattro o cinque» e gli indagati sarebbero «tutti appartenenti alla categoria arbitrale», con chi ha fatto la frode sportiva l’ex designatore Rocchi?
Con i suoi arbitri? E come mai, fra i cinque indagati noti (sono solo questi?), ovvero lo stesso Rocchi, il supervisore VAR Gervasoni (entrambi si sono autosospesi), il VAR Nasca, l’AVAR Di Vuolo più il VAR Paterna, non ci sono gli arbitri destinatari della frode sportiva? E perché Paterna, che è quello che durante Udinese-Parma, si gira e sembra dire «È rigore» è indagato per falsa testimonianza e non in frode, visto che quella gara è una delle gare imputate all’ex designatore?
Se non l’ha fatta con Paterna, che era il destinatario della “bussata”, con chi l’avrebbe fatta? Con Sozza (che di quella gara era l’AVAR)? E ancora, se non è coinvolta l’Inter (lo ha ammesso la stessa Procura), chi è il destinatario della scelta di arbitri graditi (Colombo) o sgraditi (Doveri)?
Sulla base di cosa viene definito il “gradimento”? O erano scelte puramente tecniche? Domande alle quali in particolare gli indagati aspettano una risposta. E che hanno fatto dire all’avvocato D’Avirro, il legale di Gianluca Rocchi, che questa è «un’inchiesta anomala».
Come detto, in Procura si respirava ieri aria di grande tensione circa questa vicenda, dai contorni ancora poco definiti. Il motivo è legato alla gestione dell’indagine da parte del pm Ascione rispetto ai vertici dell’ufficio, che è sembrato essere all’oscuro.
(...) In realtà, dal 25 aprile, giorno dell’arrivo delle notifiche degli inviti a comparire a Rocchi e Gervasoni, non c’è stata alcuna nota ufficiale, cosa che è stata notata nelle segrete stanze della Procura di Milano. Un’indagine delicata, che è scaduta domenica e per la quale il pm ha chiesto la proroga. Una richiesta che doveva essere motivata. Avendo gli indagati 5 giorni di tempo per presentare memorie, la proroga dovrebbe arrivare il primo maggio (dunque il 2 maggio), ma molti ieri si chiedevano se la proroga arriverà, visto il clima che si respira. Solo speculazioni giuridiche?
Gianluca Rocchi sembrerebbe ancora intenzionato (anzi, forse ancor di più) a non rispondere alla convocazione da parte del pm Ascione, fissata per giovedì prossimo. «Stiamo valutando, ma...» filtra dal suo entourage. Mentre l’ex supervisore VAR, Gervasoni, «dovrebbe rispondere» ha riferito il suo legale, l’avvocato Michele Ducci, inizialmente dubbioso di accettare una convocazione «al buio». C’è tempo fino a giovedì...
il video di daniele paterna nella sala var di lissone al centro dell'inchiesta su gianluca rocchi 1
DANIELE PATERNA



