ente promozione sportiva barbaro perissa

LO SPORT E’ UNA GALLINA DALLE UOVA D’ORO – GABANELLI: "GLI ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA NON DOVREBBERO GUADAGNARE MA DAL CONI RICEVONO 16 MILIONI DI EURO. HANNO 9 MILIONI DI SOCI E GODONO DI ENORMI BENEFICI FISCALI - COSA C'È DIETRO UN MONDO CON FORTI SPONSOR IN PARLAMENTO: OPES, LEGATO A FRATELLI D'ITALIA, HA SPEDITO IN PARLAMENTO L'EX PRESIDENTE MARCO PERISSA. ASI È PRESIEDUTA DALL'EX DEPUTATO DI LEGA E AN CLAUDIO BARBARO..." - GLI IMBROGLI DELLE PALESTRE - MA E’ MAI POSSIBILE CHE TRA LE 300 DISCIPLINE CLASSIFICATE COME AGONISTICHE CI SIA ANCORA IL LANCIO DEL FORMAGGIO?

Marco Bonarrigo,Milena Gabanelli per il “Corriere della Sera”

 

marco perissa

Nel 2022 lo sport italiano ha ricevuto 288 milioni di euro di finanziamento pubblico: lo Stato mette i soldi, il Coni decide a chi darli, Sport e Salute (società per azioni del Mef) come suddividerli. Alle 45 federazioni sportive vanno 264 milioni, alle 18 federazioni associate 4 milioni, e ai 15 Enti di promozione sportiva (Eps) riconosciuti dal Coni spettano 16 milioni. Solo il Coni può assegnare la qualifica di Eps che permette alle centinaia di migliaia di società affiliate vantaggi fiscali enormi.

I soci sono complessivamente 9 milioni.

 

Eps e partiti politici di riferimento

 

Gli Eps nascono nel dopoguerra come strumento di propaganda e azione sociale di partiti politici e movimenti confessionali.

La Libertas alla Dc, l'Arci-Uisp (ora solo Uisp) al Pci, l'Endas ai repubblicani, la Fiamma ai missini, il Csi alla Curia e così via. La loro natura è definita per regolamento, con una regola sacra: l'assenza di fini di lucro per loro e tutte le società associate. I ricavi, se ci sono, non possono essere distribuiti ai soci né in modo diretto e né in modo indiretto e neanche in futuro.

milena gabanelli

 

Indagini della Guardia di Finanza Nella realtà le cose vanno in un altro modo: Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate e Ispettorato del Lavoro già nel 2010 (Operazione Ercole) avevano trovato irregolarità in 95 circoli sportivi su 100. Nel 2022 hanno aperto centinaia di verbali. Il 20 gennaio la Gdf della Toscana ha accertato evasioni per oltre un milione di euro in una struttura di Grosseto i cui soci-atleti erano in realtà clienti iscritti a corsi fitness, inconsapevoli di far parte di una società sportiva. Trecentomila euro evasi e 5 lavoratori in nero a Sassuolo, dove «le finalità non lucrative espresse nello statuto erano finalizzate esclusivamente al profitto». In una grande palestra di Pomezia, vicino Roma, sono stati trovati completamente in nero istruttori, addetti alle pulizie, impiegati di segreteria ed esperti di marketing. Verbali analoghi a Trento, Cuneo (con canoni di affitto sovrastimati per lucrare sui crediti d'imposta), Cesena, Parma e altre località.

 

Tutti gli imbrogli delle palestre Quasi metà delle società affiliate ad alcuni Eps sono palestre. Due centri sportivi di fama nel quartiere Eur di Roma hanno sale pesi, piscine e campi da tennis a disposizione dei clienti, adulti e benestanti. Un abbonamento annuale costa dagli 800 ai 1.300 euro, a seconda dei servizi offerti. In più si paga una cifra annuale (50/70 euro) di iscrizione. Nessun scontrino o ricevuta, ma una semplice notula priva di valore fiscale perché le due palestre si sono associate al Centro Sportivo Italiano (Csi) con la qualifica di «società sportive dilettantistiche» senza fini di lucro. La più grande - a scorrere il registro del Coni - conta 3.800 «atleti».

perissa malagò

 

Nel momento in cui ti iscrivi alla palestra, anche se nessuno te lo dice, diventi un atleta del Csi che infatti dichiara 1,3 milioni di soci. I vantaggi: la palestra non paga tasse e Iva sulla quota incassata, può assumere allenatori senza versare contributi pensionistici o assicurativi entro i 10 mila euro, ha sconti sulle forniture di metano e sulle tasse sui rifiuti e può defiscalizzare anche i ricavi del bar sociale. Il lucro c'è ma non si vede. Il presidente della società sportiva non può incamerare gli incassi della palestra ma può, ad esempio, girarseli sotto forma di affitto in quanto proprietario dell'impianto. E gli affitti sono molto alti. Secondo Silvio Martinello, oro olimpico ad Atlanta nel ciclismo e gestore di una delle palestre più grandi del Veneto, «l'operatore può sfruttare i benefici del lavoro sportivo con i dipendenti, ma deve sempre battere lo scontrino per le prestazioni di fitness che sono un lucro e vanno tassate. I vantaggi sono riservati a chi davvero fa attività sportiva dilettantistica, individuale e di squadra».

 

Controlli e sanzioni Enti come Asi, Opes, Csen hanno efficientissime strutture parallele con fiscalisti e consulenti del lavoro che spiegano come schivare controlli e sanzioni: bisogna evitare in ogni modo che «l'attività sia volta solo al mantenimento della forma fisica individuale e al miglioramento estetico» - recita il vademecum Asi - e non alla «partecipazione a manifestazioni o gare o preparazione sportiva». Rischiano grosso le strutture con «ampia gamma di attività assimilabili alle aziende commerciali e non di promozione dei valori sportivi». Cioè buona parte delle palestre. Per evitare contestazioni, Asi propone di «creare eventi sportivi dilettantistici documentabili» tra i clienti «pubblicando classifiche per categorie di età e diffondendole sul web». Insomma, simulare un'attività amatoriale fornendo anche «attestati con documentazione degli esiti sportivi».

MALAGO MELONI PERISSA

 

Vittorio Bosio, presidente Csi (1 milione di soci), dice: «Al Csi puntiamo allo sport sociale per i giovani, sappiamo che ci sono palestre che si affiliano a noi per risparmiare sulle tasse, ma sono poche e le scoraggiamo». Dimentica che il Csi ha firmato un accordo con Anif, l'associazione che raduna 800 grandi palestre e centri fitness italiani, cui vende pacchetti di 2.000 tessere a 3.400 euro. Giampaolo Duregon (Anif) ammette: «Non paghiamo tasse e Iva, ma ce lo meritiamo perché svolgiamo attività sociale che migliora la salute dei cittadini». A dire il vero l'attività è sociale se non è a fini di lucro.

Calcio canino e braccio di ferro Gli Eps sono anche una formidabile macchina per sdoganare attività non codificate.

 

L'insegnamento della ginnastica posturale, ad esempio, andrebbe affidato a fisioterapisti o laureati in scienze motorie. La scorciatoia è un corso online di 13 ore proposto dallo Csen che per 300 euro offre diploma, patentino e riconoscimento Coni per esercitare l'attività. I requisiti per frequentarlo?

MARCO PERISSA

«Aver praticato la disciplina specifica/analoga per almeno una stagione sportiva oppure avere buone competenze nell'anatomo-fisiologia di ossa, muscoli ed articolazioni». E i tecnici abilitati, spiegano allo Csen,«quando operano in una società dilettantistica, possono usufruire del regime fiscale agevolato». Enti come Csen o Asi riconoscono come attività sportiva il calcio canino, il braccio di ferro, le danze primitive e il tiro con la fionda. Il Coni ha redatto un elenco di quasi 300 discipline legittimate a definirsi sportive. L'immaginazione non ha limiti: il lancio del formaggio, il volo in dirigibile, le gare con barchette telecomandate.

 

claudio barbaro

C'è un altro aspetto monitorato dalla Guardia di Finanza, quello del lavoro. Il 90% di personal trainer o allenatori di palestra usufruisce di uno sgravio fiscale totale fino a 10 mila euro di reddito grazie a una norma nata per incoraggiare gli insegnanti di educazione fisica a dedicare alcune ore pomeridiane all'allenamento dei ragazzi. Succede, invece, che molte palestre fanno sottoscrivere contratti defiscalizzati e senza versamento di contributi pensionistici anche agli amministrativi, che invece vanno inquadrati nei contratti di settore pagando le tasse per intero. Il governo Draghi, consapevole degli abusi, ha riscritto la legge, introducendo i contributi nella fascia di reddito tra i 5 e i 15 mila euro per fornire più garanzie ai lavoratori. Ma il progetto potrebbe essere rimesso in discussione dal nuovo esecutivo, pressato dagli Eps che in Parlamento hanno ottimi sponsor.

 

IL LANCIO DEL FORMAGGIO 1

Gli sponsor in Parlamento

 

Opes, legato a Fratelli d'Italia, ha spedito in Parlamento l'ex presidente Marco Perissa. Asi è presieduta dall'ex deputato di Lega e An Claudio Barbaro, appena nominato sottosegretario all'Ambiente e Sicurezza energetica. Sul sito Asi, Barbaro scrive che «nati in continuità con la storia della Destra sportiva italiana, noi di Asi da sempre siamo un riferimento per tutto il nostro mondo». Lo sport sociale non dovrebbe guardare a destra, sinistra o centro e fare lucro truccando le carte. Si potrebbe cominciare dando la possibilità di scaricare una quota dell'abbonamento alle palestre ai cittadini che vorrebbero frequentarle, ma non possono per via di costi alti. Così i titolari avrebbero l'obbligo di emettere una ricevuta fiscale.

IL LANCIO DEL FORMAGGIO

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