I DUELLANTI DI MILANELLO: GALLIANI E LADY BARBARA VERSO LA RESA DEI CONTI – LA ROTTURA NELL’ULTIMO CDA SULLO SPONSOR - L’AD AGLI AMICI: “LA PAZIENZA HA UN LIMITE” – IL MILAN RIPARTE DA MALDINI-ALBERTINI?

Enrico Currò e Andrea Sorrentino per "la Repubblica"

Lui, stizzito e deluso, non parla di addio, ma agli amici dice che la pazienza ha un limite. Lei, imperturbabile e determinata, ha deciso che è arrivato il momento di cambiare i metodi, perché il calcio si è evoluto e la concorrenza non aspetta. L'immagine di Galliani e Barbara Berlusconi seduti accanto in tribuna al Camp Nou, a guardare il Milan che barcollava sotto i colpi di Messi restando orgogliosamente in piedi, non inganna nessuno: è stata la perfetta rappresentazione della provvisoria tregua in atto. La convivenza forzata può durare tutt'al più lo spazio di una partita.

Anche nei tempi un po' più dilatati dei conflitti di una grande azienda, il concetto è chiarissimo: è questione di settimane, al massimo di fine stagione, e poi le strade dell'amministratore delegato storico e della giovane dirigente che vuole ammodernare il club si separeranno. La decisione dovrà tuttavia essere ratificata da Berlusconi: è chiamato a chiudere un'era, per affidare quella nuova alla figlia, in nome del cambio di gestione e di generazioni.

Per ora non sono previsti appuntamenti ad Arcore, dove la politica continua a scrivere l'agenda. Però l'attesa non potrà essere troppo lunga: urge il confronto. La frattura è diventata insanabile nell'ultimo Cda, in cui Barbara ha contestato la scelta di prolungare il contratto con Adidas fino al 2024, senza ulteriori sondaggi di mercato. La reazione irosa di Galliani ha scavato tra i due un solco che nei giorni successivi si è fatto via via sempre più incolmabile.

L'ingresso nella nuova sede, proprio in queste ore, assume secondo la famiglia un valore simbolico: significa che esiste ancora l'intenzione di investire e di programmare. Ma tocca a Berlusconi ringiovanire la società, sotto la supervisione della non ancora trentenne Barbara.

Lo slogan non è nuovo - il Milan ai milanisti - però cambierebbero gli interpreti: arrivano i quarantenni. Se sarà così, restano da stabilire i tempi: è probabile che il divorzio si consumi a fine stagione. Galliani ha molte alternative, dal Psg alla presidenza della Lega di serie A, ma resisterà il più a lungo possibile nel suo ruolo operativo. Il primo a entrare, verosimilmente come direttore sportivo, sarà Paolo Maldini, col quale proseguono gli incontri.

Albertini, vicepresidente della Figc, è l'obiettivo non nascosto per un ruolo dirigenziale di vertice. Filippo Galli, attuale responsabile del settore giovanile, potrebbe essere confermato. Sono invece da definire la riforma della rete degli osservatori, vero tallone d'Achille, e soprattutto l'identikit di chi dovrà fare quadrare i conti.

Si analizzano i candidati potenziali, a cominciare dall'ad della Roma Fenucci. Intanto, però, c'è una stagione da salvare. E c'è un allenatore che vuole portarla a termine il più in alto possibile, prima di cedere il testimone a Seedorf. Per il momento Allegri sa di dovere vivere alla giornata: domenica deve battere il Chievo. Altrimenti, viste le 3 sconfitte nelle ultime 4 partite, l'ombra di Inzaghi, di Mangia o del vice Tassotti si allungherebbe sulla sua panchina.

A Verona avrà il tridente Kakà-Matri-Robinho, non lo squalificato (e corteggiato da Mourinho) Balotelli, il cui iniziale accantonamento, prima del discreto ingresso in campo nella ripresa a Barcellona, ha stupito assai i media spagnoli. Lo staff lo ha invece promosso con riserva. È eccellente nell'assolo, ma partecipa poco al gioco di una squadra che con lui si è un po' risvegliata, dopo un inizio rassegnato: 71 a 29 per il Barça la percentuale del possesso palla nei primi 12'.

La rassegnazione è emersa in occasione dei primi due gol, viziati da decisioni contestabili - rigore troppo severo, punizione per un fallo su Neymar simile a quello ignorato su Kakà e fuorigioco di Busquets - eppure accettati quasi senza fiatare da Montolivo & C. Il Milan si è lamentato con l'Uefa del carneade serbo Mazic: già la sua designazione aveva fatto storcere il naso.

Ha dato fastidio anche l'episodio del "cinque" dato dall'arbitro a Iniesta, dopo un tiro parato da Abbiati. «Era solo un modo per chiedere scusa: aveva involontariamente ostacolato Iniesta». Ma il Milan è convinto che la potenza del Barça crei sudditanza psicologica. Ai bei tempi, probabilmente, sarebbe successo il contrario.

 

 

 

Galliani e Barbara Berlusconi allo stadio durante Barcellona Milan Galliani e Barbara Berlusconi allo stadio durante Barcellona Milan FOTO GALLIANI BARBARA BERLUSCONIpaolo MALDINI AJAX MILAN BALOTELLI Demetrio Albertini

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