GATTUSO, GARANZIA DI FLOP – PARTE MALISSIMO L’AVVENTURA DELL’EX CT AZZURRO SULLA PANCHINA DELLA LAZIO: I BIANCOCELESTI SONO STATI ELIMINATI AI 32ESIMI DELLA COPPA ITALIA DAL MANTOVA, CON UN SECCO 2-0 ALLO STADIO OLIMPICO – IL CLUB DI CLAUDIO LOTITO (CONTESTATISSIMO DAI TIFOSI) È L’UNICA SQUADRA DI SERIE A AD ESSERE USCITA SUBITO DALLA COMPETIZIONE – DOPO LA DISFATTA, GATTUSO HA PROPOSTO LA SOLITA MANFRINA: “CI METTO LA FACCIA, MI ASSUMO LA RESPONSABILITÀ. ORA BISOGNA PEDALARE…” – VIDEO
Estratto dell’articolo di Stefano Cieri per www.gazzetta.it
[…Parte malissimo l’avventura di Rino Gattuso sulla panchina della Lazio. La formazione biancoceleste perde all’Olimpico con il Mantova ed esce subito (unico club di A) da quella Coppa Italia nella quale era arrivata in finale nella scorsa stagione.
Un tonfo clamoroso, inatteso, ma assolutamente meritato. Perché la squadra lombarda interpreta alla perfezione la partita e passa giustamente il turno, mentre la formazione di casa mette in mostra una prestazione imbarazzante in entrambe le fasi, con un comun denominatore tra attacco e difesa: la lentezza nell’esecuzione delle giocate.
A nulla serve neppure l’ingresso di Frattesi, che debutta in biancoceleste a 20 minuti dalla fine senza riuscire però a incidere. Così uno dei due obiettivi stagionali è già fallito per la Lazio. Ma il ko è anche e soprattutto un terribile campanello d’allarme in vista del campionato.
Per Gattuso il debutto ufficiale sulla panchina della Lazio si rivela subito una montagna da scalare. La formazione biancoceleste parte bene, produce due nitide palle-gol nei primissimi minuti (il tiro di Dele-Bashiru finisce sul palo, poi Dia si fa ipnotizzare da Bardi per il comodo tap in), ma poi si ferma.
E sale in cattedra un Mantova che col passare dei minuti acquisisce sempre maggiore confidenza e affonda con una certa facilità nella metà campo avversaria. Alla squadra lombarda manca soltanto la finalizzazione, un po’ per l’imprecisione dei suoi attaccanti, un po’ per la prontezza di Mandas che sventa un paio di minacce.
La Lazio è ferma sulle gambe, fa un giro palla lento e prevedibile e non trova spazi per penetrare in area. Il 4-3-3 proposto da Gattuso divide la squadra in compartimenti stagni, i reparti fanno fatica a dialogare tra loro sia in fase offensiva che in quella difensiva. […]
Ma ciò che l’interessante formazione allenata da Modesto non riesce a combinare nei primi 45 minuti si materializza nella ripresa. Il copione della gara non cambia, anche perché nessuno dei due tecnici effettua cambi nell’intervallo.
Se è fin troppo scontato che non lo faccia il tecnico dei lombardi, meno comprensibile è che non provveda a rimescolare qualcosa Gattuso (lo fa solo nel finale). Così la squadra di casa continua a ruminare un gioco lento e privo di spunti, in cui col passare dei minuti si spegne anche la brillantezza di Dele-Bashiru, l’unico tra i laziali che nella prima ora di gioco dà un senso alla sua prestazione.
Il Mantova controlla e gestisce senza alcun affanno e, quando ha l’occasione, colpisce. Il gol che sblocca la gara e regala la clamorosa qualificazione ai lombardi arriva alla mezzora. Poco dopo che Modesto effettua i tre cambi che danno la spallata decisiva. Entrano Meroni, Cajazzo e Bragantini (per Ilie, Tomasevic e Ignacchitti) ed è proprio uno dei nuovi (Bragantini) a regalare la palla dell’1-0 a Ruocco che si infila tra i difensori della Lazio, fermi come statue, e infila Mandas.
Sarà poi un altro dei subentrati, Cajazzo, ad arrotondare il punteggio nell’ultima azione della gara, dopo che Mandas lascia la porta sguarnita per andare nell’area avversaria sul calcio d’angolo finale. Tra le due reti la Lazio produce soltanto un paio di occasioni, una con Noslin, l’altra con Taylor che non cambiano la partita. Per Gattuso l’inizio sulla panchina della Lazio è un vero incubo.






