asghar adibi

“LA FIFA NON AVREBBE DOVUTO FAR PARTECIPARE L’IRAN AI MONDIALI. MOLTI IRANIANI NON LA CHIAMANO NEMMENO ‘NAZIONALE’, MA ‘LA SQUADRA DEI RELIGIOSI’” – ASGHAR ADIBI, EX CALCIATORE DELLA NAZIONALE IRANIANA E OPPOSITORE DEL REGIME DI TEHERAN, RACCONTA ALL’”ADNKRONOS”: “QUESTI MONDIALI NON APPORTANO ALCUN BENEFICIO DIRETTO AGLI IRANIANI COMUNI. LE PERSONE CHE UN TEMPO TIFAVANO CON PASSIONE PER LA PROPRIA NAZIONALE E NE CELEBRAVANO LE VITTORIE POTREBBERO NON SEGUIRE PIÙ NEMMENO I RISULTATI. ANZI, ALCUNI POTREBBERO ADDIRITTURA RALLEGRARSI DELLE SCONFITTE DELLA SQUADRA” – “LA QUESTIONE VA OLTRE LE RELAZIONE CON WASHINGTON: L’IRAN NON SOLO È IN CONFLITTO CON GLI USA, MA ANCHE CON..."

Michele Antonelli per www.adnkronos.com

 

asghar adibi 3

"Per me, la Fifa non avrebbe dovuto far partecipare l’Iran ai Mondiali. Le opinioni di molti iraniani, che non considerano questa squadra come la loro vera rappresentativa, sono evidenti da anni". Asghar Adibi, ex calciatore della nazionale iraniana, mito del Persepolis Fc e oppositore del regime, inizia così il suo racconto all’Adnkronos.

 

Dalla partecipazione della nazionale iraniana alla Coppa del Mondo tra Messico, Canada e Stati Uniti al ritiro della stessa in Messico, per evidenti questioni politiche legate al conflitto in corso con gli Usa, sono diversi i temi toccati.

 

"È importante - spiega - distinguere le tensioni tra la Repubblica Islamica e gli Stati Uniti e la questione della Coppa del Mondo in sé. L’Iran non solo è in conflitto con gli Usa, ma ha anche vissuto tensioni e controversie con molti altri Paesi, tra cui gli Stati confinanti, su cui ha spesso fatto affidamento per aggirare le sanzioni internazionali. La questione è più articolata, va oltre le relazioni con Washington".

 

In che modo questo Mondiale di calcio può essere un’occasione per l’Iran?

"Questi Mondiali non apportano alcun beneficio diretto agli iraniani comuni. Le persone che un tempo tifavano con passione per la propria nazionale e ne celebravano le vittorie potrebbero non seguire più nemmeno i risultati. Anzi, alcuni potrebbero addirittura rallegrarsi delle sconfitte della squadra".

 

asghar adibi 2

 L’Iran è in ritiro in Messico. Cosa ne pensa?

"Non è stata una scelta, ma una necessità. In primo luogo, gli Stati Uniti non avrebbero concesso i visti a diverse persone al seguito della squadra a causa dei loro presunti legami con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. In secondo luogo, i dirigenti sono consapevoli del livello di ostilità che una parte della comunità iraniana, in particolare all’estero, prova nei confronti di questa squadra.

 

Se il ritiro fosse stato negli Usa, la delegazione avrebbe di sicuro dovuto affrontare continue proteste. Anche le restrizioni in termini di sicurezza avrebbero reso la situazione più complicata. Il Messico è una soluzione inevitabile più che una scelta strategica, diciamo così. Ancora oggi, alla delegazione viene concesso solo un permesso limitato di permanenza sul suolo statunitense. Ci sono procedure speciali per ogni ingresso".

 

In Iran, la situazione della nazionale è percepita in maniera particolare...

"In quanti Paesi un numero significativo di cittadini festeggia apertamente le sconfitte della propria nazionale? Molti iraniani non la chiamano nemmeno ‘nazionale’, ma ‘la squadra dei religiosi’. Ciò riflette la distanza tra una parte della società e una squadra considerata legata all’establishment".

asghar adibi e pele' 1

 

Com’è stato il suo periodo in nazionale?

"Ho giocato per quattordici anni in una delle principali squadre di calcio iraniane. Abbiamo vinto numerosi titoli e campionati. Anche se la mia permanenza in nazionale non è stata lunga quanto la mia carriera nel club, mi ha sempre commosso l’affetto dei tifosi e dei media. Ho provato un grande orgoglio nell’indossare i colori del mio Paese.

 

Negli anni ho avuto il privilegio di affrontare alcuni dei più grandi calciatori di quell’epoca, tra cui Pelé, Eusebio, Tostao, Clodoaldo e molti altri. Pensi, ho giocato la partita inaugurale dello stadio Azadi di Teheran, contro i campioni brasiliani davanti a quasi centomila spettatori".

 

Poi qualcosa è cambiato...

“Negli anni successivi, purtroppo, un regime che ritengo abbia agito contro gli interessi iraniani e lo sviluppo dello sport mi ha impedito di servire le giovani generazioni del mio Paese. Tanti illustri atleti, tra cui Habib Khabiri, ex capitano della nazionale, così come molti altri talenti in diverse discipline sportive, hanno perso la vita o hanno subito anni di prigionia, pressioni e persecuzioni.

 

asghar adibi 4

Nessun Paese dovrebbe trattare i propri atleti in questo modo. Inoltre, in particolare negli ultimi due anni, il numero delle esecuzioni in Iran ha raggiunto livelli allarmanti. Tra le vittime ci sono giovani che avrebbero potuto portare orgoglio e onore all’Iran”.

 

Secondo lei, perché si è arrivati a questo punto?

"La situazione del popolo iraniano è difficile da paragonare a quella di molte altre nazioni. L’Iran possiede alcune delle più grandi risorse naturali del mondo e ha una popolazione altamente istruita. Nell’istruzione superiore, occupa una posizione di rilievo in Medio Oriente e può essere paragonato a molti paesi europei. Oggi gran parte della popolazione vive però al di sotto della soglia di povertà. Per me è doloroso vedere tante persone rovistare tra i rifiuti per sopravvivere. Sono scene strazianti".

 

asghar adibi e pele' 2asghar adibi 1

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