GRAVINA, A QUANDO LE DIMISSIONI? PER L’ITALIA E’ IL TERZO FALLIMENTO MONDIALE (IL SECONDO CONSECUTIVO PER IL PRESIDENTE FIGC). GRAVINA NEI GIORNI SCORSI SI E’ IMBULLONATO ALLA POLTRONA (“SE IL DESTINO DELLA FIGC È LEGATO A QUELLO DELLA NAZIONALE? NON C’È UNA NORMA SU QUESTO, IO HO RICEVUTO IL 98% DELLE PREFERENZE") – MA IL NUMERO 1 DI VIA ALLEGRI SA CHE IL CALCIO E’ UNO DEI PRINCIPALI COMPARTI INDUSTRIALI DEL PAESE? E’ NORMALE CHE SIA GESTITO DA DILETTANTI ALLO SBARAGLIO CHE NON RENDONO CONTO DEI MOLTEPLICI DISASTRI? L’IPOTESI DI COMMISSARIAMENTO DELLA FEDERAZIONE…
Elisabetta Esposito per gazzetta.it
Stavolta rischia di spezzarsi. L’Italia saluta il Mondiale per la terza volta consecutiva e lui, Gabriele Gravina, che una volta - dopo aver risposto al meglio all’ennesima sequenza di ostacoli - aveva detto: "Io sono un giunco e difficilmente mi spezzo", adesso è nel pieno della tempesta più feroce.
Lui prende tempo, ha bisogno di riflettere e soprattutto di confrontarsi con il Consiglio federale, ma sono in tanti, ora, ad aspettarsi un passo indietro. Il presidente della Figc non ha mai permesso a nessuno di decidere per lui, e questo è un merito, ma oggi, quando la delusione è tanto potente, viene da chiedersi se abbia la forza per andare avanti.
Nei giorni, anzi nei mesi, che hanno preceduto questi playoff maledetti, Gravina non aveva lasciato intendere nulla delle sue intenzioni e alcune frasi, ben dosate, avevano lasciato un certo margine di manovra. Come quando, a fine novembre, aveva detto: "Se il destino della Figc è legato a quello della Nazionale? Non c’è una norma su questo, al nostro interno c’è un principio di democrazia, io ho ricevuto il 98% delle preferenze". Aggiungendo però: "Poi ci sono delle riflessioni da fare, legate a scelte di responsabilità e di natura personale".
A lui la scelta, dunque. Fondamentale sarà il confronto con il Consiglio federale: inutile dire che al momento gode della fiducia praticamente di tutti, quindi pensare a una sfiducia, al momento, è molto difficile, anche se nulla è impossibile. Anche l’ipotesi di commissariamento, Statuto Coni alla mano, è meno percorribile di quanto sembri. Qualcosa potrebbe fare la politica, ma, come si diceva, su questo fronte Gravina ha sempre rivendicato l’autonomia dello sport.
Due anni fa, dopo il deludente Europeo con Spalletti, aveva detto: "Ci sono critiche che feriscono, quelle strumentali legate a una richiesta di dimissioni. Non esiste che qualcuno possa governare dall’esterno il nostro mondo, questo vale per la politica e per tutti gli altri, nel chiedere le dimissioni sia di Gravina sia di Spalletti. Non esiste. Io affronto i problemi con il lavoro, non fuggo di fronte alle responsabilità che mi riguardano. Tengo divise le difficoltà politiche da quelle tecniche e il gioco nel quale i trionfatori di singhiozzi si dilettano, a me non interessa. Il senso di responsabilità da parte mia invoca un senso di lucidità, ovvero non mettere in pratica atti che determinino danni superiori a quelli che ci sono ora".
buffon gattuso gravina
gabriele gravina foto mezzelani gmt 0007
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