gravina gattuso

“SE PENSIAMO CHE QUANDO C’È UN RISULTATO NEGATIVO BISOGNA CAMBIARE IL PRESIDENTE, COMMETTIAMO UN ERRORE” – IL NUMERO 1 FIGC GABRIELE GRAVINA SUL "CORRIERE DELLO SPORT" FA CAPIRE DI ESSERE PRONTO A IMBULLONARSI ALLA POLTRONA IN CASO DI ENNESIMO FLOP MONDIALE: "NON C’È UNA NORMA CHE MI IMPONE DI FARE UN PASSO INDIETRO MA DELLE RIFLESSIONI LE FAREI. SE VADO VIA IO CHE SUCCEDE? L’ITALIA VINCE IL MONDIALE E SPARISCONO I PROBLEMI? – "ABBIAMO 97 ITALIANI SELEZIONABILI, IL 25% DEL TOTALE. 97 SU 20 CLUB DI A, VI RENDETE CONTO? – E POI SPALLETTI (“IO NON L’AVREI MANDATO VIA NEANCHE DOPO LA NORVEGIA”), MANCINI E GATTUSO, LOTITO E L’INDICE DI LIQUIDITA’. E SUI RAPPORTI CON IL MINISTRO ABODI... - VIDEO

 

 

https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/2025/12/03-145007704/gravina_intervista_esclusiva_quante_bugie_se_vado_via_io_riparte_il_calcio_italiano_

 

Ivan Zazzaroni per il Corriere dello Sport

 

Per dirla alla Clive Staples «non puoi tornare indietro, ma puoi iniziare da dove sei e cambiare il finale». Gabriele Gravina, in quanto numero 1 del calcio italiano, è il Bersaglio, il Grande Accusato dall’appassionato dopo ogni fallimento, piccolo o grande che sia. A pochi mesi dai playoff, invitato dal nostro giornale, ha trovato opportuno fare un po’ di chiarezza sui tanti punti in discussione e non da ieri.

 

zazzaroni gravina

In questa intervista con il nostro direttore Ivan Zazzaroni, disponibile in video anche sul sito del Corriere dello Sport-Stadio, il presidente federale ha mostrato i muscoli affermando che «non c’è una norma che mi impone di fare un passo indietro», ma anche le sue fragilità e quei dubbi che continuano a turbarlo, ammettendo che, se andasse male pure stavolta, «delle riflessioni personali le farei». 

 

Di sicuro, ha respinto le accuse di immobilismo, rivendicando alcuni risultati progettuali come la battaglia per la sostenibilità in cui spesso fa la parte di Don Chisciotte con i presidenti a vento. La sua provocazione è da titolo: «A chi mi dice “vai a lavorare” rispondo: se vado via io, riparte il calcio e vinciamo i Mondiali? Se ne avessi la certezza, sarei il primo a farmi da parte. Per questo sono un uomo sereno».

 

Sono gli italiani a non esserlo, presidente. Il rischio di non qualificarsi a un altro Mondiale c’è.

«E perché mai? A marzo non manca molto e dopo l’inverno c’è sempre la primavera».

 

Dunque si aggrappa all’ottimismo?

gravina stadio maradona di napoli

«Sì, e lo faccio su basi concrete, reali, su elementi oggettivi come il percorso che ci ha portato fin qui al netto del secondo tempo con la Norvegia. Il pessimismo ci fa sprecare energie, disperderle non aiuta la causa. L’obiettivo è alla portata. Rimbocchiamoci le maniche, impegniamoci tutti insieme. E dico tutti».

Si riferisce ai suoi avversari?

«È innegabile che qualcuno viva la Nazionale come un fastidio».

Dal 2002, a parte i trionfi del 2006 e del 2021, rimediamo figuracce.

«Posso fare io una domanda? Le cause voi le avete individuate?»

 

zazzaroni gravina

Le elenchiamo da decenni. Alcune sembrano evidenti: i giovani non giocano, gli stranieri in campo sono sempre di più, gli investimenti nei vivai e nelle infrastrutture sono un miraggio e le proprietà estere hanno colonizzato il nostro calcio mettendo un impegno emotivo e politico limitato.

«I soldi li mettono, però. Sono tra i pochi che trasformano le risorse in capitale, dando ossigeno al sistema. Per me le cause sono anche altre».

 

Quali?

silvio baldini gabriele gravina

«La metodologia sbagliata. Ogni volta che la Nazionale commette un passo falso, immediatamente c’è l’indignazione popolare e si chiedono le teste. Ci sto, è il gioco dei tifosi. Ma noi continuiamo a cercare colpevoli senza renderci conto che la Figc non può imporre certe cose, ma soltanto sensibilizzare».

 

«Abbiamo ad esempio approvato una norma che permette di scorporare dal numeratore dell’indicatore del costo del lavoro allargato gli ammortamenti e gli stipendi degli Under 23 italiani. Rendiamo conveniente puntare sui giovani azzurri».

 

Ci si chiede come si possa avere una Nazionale competitiva senza italiani in campo.

«Ne abbiamo 97 selezionabili, il 25% del totale. Novantasette su 20 club di A, vi rendete conto?».

mattarella gravina girelli

Tornare al passato, con un numero ridotto e definito di stranieri per rosa, è utopistico?

«È impossibile. La Figc può solamente intervenire sugli extracomunitari, come ha già fatto, rispettando le quote assegnate dalla legge Bossi-Fini. È impossibile limitare il numero di stranieri comunitari, è contro le norme Ue che dalla sentenza Bosman in poi prevedono la libera circolazione dei calciatori. Puntare sugli italiani non può essere un obbligo, semmai deve diventare una vocazione naturale. Che si abbina agli investimenti sui settori giovanili e sulle infrastrutture».

 

La ricerca dei colpevoli resta lo sport più praticato in Italia.

«Ma è sbagliato. Ci sono delle leggi che non consentono imposizioni. Il calcio come industria, ahimè, rientra nell’economia di mercato. E negli ultimi trent’anni è cambiato, bisogna rendersene conto. Prima era tecnica e noi eravamo maestri. Oggi è tecnica, velocità, fisicità. Guardate la Norvegia».

La Norvegia però ha attuato un programma serio sui giovani.

«Anche noi ci stiamo lavorando».

rocchi gravina

 

Non è un po’ tardi?

«La nostra progettualità va avanti dal 2018, nel frattempo siamo diventati campioni d’Europa con l’Under 17 e con l’Under 19 e vicecampioni del mondo Under 20. Stiamo poi avviando un progetto per l’attività di base dai 5 ai 13 anni con due campioni del mondo, Perrotta e Zambrotta, insieme a un maestro come Prandelli. Vogliamo cancellare l’idea di un metodo incentrato solo sulla tattica».

La famosa tecnica di base, oggi perduta.

«Meno tattica e più tecnica, questo l’obiettivo. Dobbiamo liberare l’estro. I bambini si annoiano, vogliono giocare, gli allenatori tendono a ingabbiarli negli schemi già in tenera età».

 

gravina gattuso buffon

C’è chi chiede la separazione delle carriere degli allenatori.

«È la strada. Bisogna creare dei formatori».

Anche gli allenatori si giocano il posto, però. Se non portano risultati, vanno a casa.

«Chi punta al risultato non può lavorare nell’attività di base. Diverso sarebbe affidando i ragazzi a degli specialisti della formazione».

Ma le società di Serie A sono antagoniste della Nazionale?

«Oggettivamente lo sono, anche se involontariamente. Ogni club guarda al proprio tornaconto».

 

Lei ha detto “non esiste una norma che mi obblighi a fare un passo indietro”. Ma se andasse male nel playoff, ci penserebbe?

buffon gattuso gravina

«Vero, l’ho detto. Tutto il resto rientrerebbe in una valutazione personale. A chi dice che i miei predecessori si sono fatti da parte dopo una débacle ricordo che Abete si dimise per motivi personali, mentre Tavecchio fu sfiduciato e tradito. Alla base della nostra struttura c’è un principio di democrazia. Se pensiamo che quando c’è un risultato negativo bisogna cambiare il presidente, commettiamo un altro errore. Io in campo non vado, ma le mie scelte le difendo. Se vado via io che succede? L’Italia vince il Mondiale e spariscono i problemi? Nel 1994 volevano linciare i calciatori dopo una finale persa, lo ricordate? E ancora: la responsabilità sarebbe legata al risultato o alle riforme?»

 

Alle mancate riforme, direbbe qualcuno.

«Ecco, la mancanza di riforme è legata a norme statutarie e al consenso delle leghe. Se c’è una lega che è contraria, non le puoi fare».

Si è mai pentito di qualcosa in questi sette anni a Via Allegri?

«Una su tutte: ho convocato un’assemblea per la riforma e ho sbagliato a fare marcia indietro».

Perché lo ha fatto?

«Temevo che il confronto sarebbe stato aspro e duro, forse avrei pagato un prezzo personale troppo alto. Ho preferito il dialogo, ma il tempo ora non ce l’ho più. Quello però era il momento di spingere, come poi ho fatto per la modifica dello statuto».

 

buffon gattuso gravina

La riforma dei campionati è in agenda?

«Prima di marzo dobbiamo aprire il tavolo».

In tutte le leghe ci sono i “graviniani”, tranne in A. Le ultime elezioni le ha vinte con oltre il 98% dei consensi.

«La riforma dovrà essere radicale. In Italia abbiamo 100 società professionistiche rispetto alle 92 dell’inghilterra, che ha due livelli di professionismo. Nella nostra Serie B il 35% del turnover surriscalda il sistema e lo indebita. Il concetto di mutualità tra le leghe ha una percentuale altissima in termini di divario. Non può ridursi tutto a “Serie A a 18 sì o no”. Serve il consenso di tutte le leghe».

 

Torniamo al campo. Gattuso chi l’ha scelto, lei o Buffon?

«Nel Club Italia il dialogo è costante. A marzo 2025 avevamo già contattato Rino per coinvolgerlo: gli avrei affidato l’Under 21. Avremmo voluto a bordo anche Baldini. Così quando c’è stata l’occasione li abbiamo chiamati entrambi».

È vero che Roberto Mancini si era proposto per tornare?

«È vero. Ci ho parlato. Aveva dato la sua ampia disponibilità».

 

Spalletti andava esonerato prima di Norvegia-Italia?

«Io non l’avrei mandato via neanche dopo».

 

gravina

La accusarono di non essersi presentato alla conferenza in cui il ct annunciò la fine del rapporto.

«Non è vero. Ero lì. Ma essendo la conferenza Uefa della vigilia, non potevo intervenire».

C’era un accordo?

«Sì, che alla fine di quella conferenza io e Luciano, insieme, avremmo annunciato la risoluzione».

 

Quindi lui l’ha anticipata?

«Sì, è crollato alla prima domanda. Non ha trattenuto la sua esplosione di rabbia. Ma è stata una reazione da italiano vero».

Ha perdonato tutti.

«Ma io non devo perdonare nessuno. Però neppure dimentico».

Parliamo di debiti. Perché i proprietari più esposti non vengono fermati prima che acquistino i club? La mancanza di solidità diventa debito, che porta a penalizzazioni, che falsano i campionati.

«Esistono norme federali e norme del codice civile. Sfido chiunque, davanti a un notaio, a impedire il passaggio di quote. L’unica arma che noi abbiamo è il benestare della commissione sui principi etici e sulla solidità economico-finanziaria di alcuni soggetti».

stefano mei e gabriele gravina foto mezzelani gmt 039

Presidente, mentre lei tenta di stringere le maglie le società continuano a vivere al di sopra delle loro possibilità.

«La chiave è la sostenibilità, purtroppo confusa con il concetto di crescita senza limiti. Valore della produzione e costo del lavoro devono andare d’accordo. Non vuol dire che non puoi spendere, ma che si può fare mettendo delle risorse. In Bundesliga da 18 anni il 90% delle società chiude in utile».

Togliamoci il dente: chi è il responsabile del blocco del mercato della Lazio?

«È mancato il rapporto tra questo valore della produzione e il costo del lavoro. Quindi pochi ricavi e costi troppo alti. Il risultato ha dato tre parametri non rispettati. Così si è arrivati al blocco totale».

Bastava davvero che Lotito mettesse tre milioni?

«Ma dai, siamo seri. Se andiamo dietro alla demagogia non ne usciamo. Gli indicatori sono oggettivi e sono stati approvati a marzo del 2024. Tutti conoscevano le regole del gioco e anche Lotito le ha votate».

 

 

Ora l’indice di liquidità non conta più come prima.

«Guardate, io sono sempre stato per l’indice di liquidità ammissivo: se non rispetti il rapporto tra attività e passività correnti, non ti iscrivi al campionato. Era a 0,5, noi lo abbiamo portato a 0,6 quando nell’economia di mercato già 1 è un fattore di rischio. La Lega ci portò in tribunale. Oggi è evidente che il mondo del calcio viva momenti di fibrillazione finanziaria. E va dato merito a chi ricorre alle proprie finanze».

jannik sinner gabriele gravina e giuseppe de mita foto mezzelani gmt 040

È stata la Serie A a chiedere il costo del lavoro allargato come parametro?

«Sì, perché è un indice Uefa».

 

 

Oggi però questo indicatore preoccupa i club.

«Pensate, noi l’abbiamo appena portato al 70% e non è stato facile. Partivamo da 90, poi 80. Più è basso più ci avviciniamo alla sostenibilità. In Germania da anni è al 50%».

Nel frattempo, gli arbitri sono sempre nel caos: inchieste, polemiche, errori. Renderli indipendenti è la soluzione?

«Io sono favorevolissimo all’autonomia. Sono già usciti dal consiglio federale e mi auguro che dal 1 luglio 2026 ci sia una nuova società autonoma con dei soggetti azionisti».

 

Il presidente dell’AIA, Zappi, è finito nella lente della procura federale. Si va verso un commissariamento?

«Non corriamo troppo. Zappi per ora ha ricevuto soltanto una conclusione delle indagini».

Presidente, anche lei ha votato per Infantino?

«Non c’era nessun altro».

 

 

aleksander ceferin GABRIELE GRAVINA

Ormai si lamentano tutti: si gioca troppo. Ci rimettono lo spettacolo e la salute dei calciatori. Non si potrebbe frenare questo desiderio espansionistico, economico ed elettorale del presidente della Fifa?

«Infantino in questo momento vive in una dimensione mondiale. Sta valorizzando aspetti che il calcio non aveva mai conosciuto prima. Siede ai tavoli per la pace e ha rapporti consolidati con la politica internazionale. L’altra faccia della medaglia è questo motore che viaggia ad altissimi giri sempre. Così rischiamo di fonderlo. Dobbiamo cominciare a ragionare in maniera organica, di sistema, rispettare principi di globalizzazione ma anche le vere regole gioiose del calcio. Non dobbiamo ingolfare così i nostri calendari».

 

gabriele gravina foto mezzelani gmt 071

Molti ritengono sia colpa soprattutto delle nazionali.

«Come si fa anche solo a pensare di toglierle? La Nazionale è identità territoriale, fenomeno di aggregazione, ci rende orgogliosi del nostro Paese e ci unisce nella solidarietà quando va male. Sono sentimenti che fanno bene a un popolo».

lotito gravina

 

La sensazione è che Uefa e Fifa abbiano in mente soprattutto il profitto.

«Se fosse questa la direzione, sarebbe una direzione sbagliata».

I rapporti con il ministro Abodi sono buoni? La commissione governativa sui conti dei club lei l’ha contestata.

«Sì lo sono, anche se a volte non siamo d’accordo. Diciamo che abbiamo una buona capacità di essere schietti reciprocamente».

 

 

gabriele gravina giancarlo abeteGABRIELE GRAVINA aleksander ceferin

Ultimi Dagoreport

tomaso montanari carlo deodato carmen bambach giuli

DAGOREPORT – “MI DIMETTO”, “MI DIMETTO” MI “RIDIMETTO” E RIMETTO: QUANTE VOLTE HA RIMESSO TOMASO MONTANARI? LO STORICO DELL’ARTE, TANTO CARO AI SINISTRATI DA "SAL-OTTO E MEZZO" DI LILLI GRUBER, LASCIA IL COMITATO SCIENTIFICO DEGLI UFFIZI CON UNA LUNGA ARTICOLESSA SUL "FATTO QUOTIDIANO" - IL MINISTRO GIULI HA SCATENATO LA SUA IRA NOMINANDO ALL'INTERNO DEL CDA CARLO DEODATO, SEGRETARIO GENERALE DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO – MA COSA C’ENTRA DIMETTERSI ANCHE PER LA “COLLEGA” (SCRIVE MONTANARI) CARMEN BAMBACH, NOMINATA DA GIULI DOPO IL VIAGGIO NEWYORKESE DALL’OUTFIT STILE CAMICIE BRUNE? MENTRE MONTANARI HA TRASCORSO PARTE DEI SUOI ULTIMI ANNI DAVANTI ALLA TV, LA BAMBACH HA PUBBLICATO IL PIÙ IMPONENTE STUDIO IN TRE VOLUMI SU LEONARDO DA VINCI DIVENTANDONE LA MAGGIORE STUDIOSA MA NON LO FAI MICA FESSO COSÌ IL MONTANARI! VUOI VEDERE CHE, IN FUTURO, IL COMITATO SCIENTIFICO-FASCISTA DEGLI UFFIZI INTENDA PRESTARE A QUESTA MALANDRINA DEL CDA UNO O PIÙ DEI SUOI CIRCA 50.000 DISEGNI CONSERVATI NEI DEPOSITI? MEGLIO DIMETTERSI PREVENTIVAMENTE...

carlo cimbri andrea orcel messina luigi lovaglio giuseppe castagna

FLASH – MILANO HA PIAZZA AFFARI MA GLI AFFARI SI GESTISCONO AL CENTRO-SUD! NESSUNO DEI PRINCIPALI ATTORI IN CAMPO NEL RISIKO PIÙ CLAMOROSO DELLA STORIA È NATO ALL’OMBRA DELLA MADUNINA – L’AD DI INTESA, CARLO MESSINA, QUELLO DI UNICREDIT ANDREA ORCEL, E CALTAGIRONE SONO ROMANI DE ROMA; CARLO CIMBRI È CAGLIARITANO; IL RISANATORE DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, PASSATO IN POCHE SETTIMANE DA PREDATORE A PREDA, È LUCANO - GIUSEPPE CASTAGNA E' DI NAPOLI - L'UNICO MENEGHINO E' ALBERTO NAGEL: E' ANCHE L'UNICO CHE HA PERSO LA POLTRONA (A PROPOSITO DELL’EGEMONIA MILANESE…)

giorgia meloni merz macron starmer trump salvini vannacci friedrich donald emmanuel keir matteo roberto

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI CONFERMA DI POSSEDERE TUTTE LE VIRTU' DEL CAMALEONTE, ANCHE LE PIU' SFACCIATE: DA QUANTO TEMPO NON PRONUNCIA PIU' IL NOME DI TRUMP? SE VIENE ESCLUSA DAL TAVOLO DELLE DECISIONI DA MACRON E MERZ, PER RIPICCA FA LA ORBAN IN GONNELLA E DICE NO ALL'ABOLIZIONE DEL DIRITTO DI VETO NELLE DECISIONI DEL CONSIGLIO EUROPEO – PERO' A FAR VORTICARE GLI OTOLITI GIÀ FRAGILI DELLA DUCETTA E' LA TENUTA DI FORZA ITALIA E LEGA SULLA LEGGE ELETTORALE: COSTRETTA A CEDERE A SALVINI (ACCISE) E A DARGLI PURE UNA MANO PER NON VEDERE LA LEGA SMANTELLATA DA VANNACCI – DIFFICILE CHE SI AVVERI IL “GIORGIA'S DREAM"” DI ELEZIONI ANTICIPATE A PRIMAVERA, MA SENZA ELECTION DAY INSIEME ALLE AMMINISTRATIVE NELLE CINQUE GRANDI CITTÀ GOVERNATE DAL CENTROSINISTRA (ROMA, MILANO, NAPOLI, TORINO, BOLOGNA): MATTARELLA HA FATTO SAPERE ALLA FU "GIORGIA DEI DUE MONDI" CHE NON CI PENSA PROPRIO DI SPEZZARE IN DUE IL VOTO: SAREBBE UN DOPPIO, INUTILE, COSTO PER UN PAESE CHE ARRANCA TRA BOLLETTE ALLE STELLE E INFLAZIONE - E IL PALLINO DELLO SCIOGLIMENTO ANTICIPATO DELLE CAMERE E', PER ORA, IN MANO AL CAPO DELLO STATO...

schlein bonafoni taruffi furfaro boccia

DAGOREPORT – IL PD-ELLY E’ MESSO MALISSIMO: DOPO IL NAUFRAGIO VENEZIANO, I SONDAGGI SONO IN CALO DI DUE PUNTI, CIO' CHE RESTA DELL'ANIMA RIFORMISTA DEL PARTITO O LA DETESTA O TAGLIA LA CORDA E I 5STELLE NON LA VOTERANNO MAI COME CANDIDATO PREMIER DEL “CAMPO LARGO” – LE PRIMARIE SONO UN GUAZZABUGLIO: CHI POTRA’ VOTARE? SARANNO APERTE A TUTTI O SOLO AGLI ISCRITTI? E CHI CONTROLLERA’ CHI, E QUANTI, SONO GLI ISCRITTI DI 5STELLE, AVS, CASA RIFORMISTA? - E POI: SI VOTERÀ IN UN TURNO UNICO O CI SARÀ UN BALLOTTAGGIO? - SE NEL PD, IL SOVIET DI ELLY, I VARI CARNEADI BONAFONI, TARUFFI, FURFARO, SI PERMETTONO ORMAI DI BULLIZZARE SULLA CHAT DEL PARTITO PINA PICIERNO ("UNA ‘ROMPICOJONI IN MENO’’), LA VERA ANIMA NERA DEL SOVIET PD, DOVE SPADRONEGGIANO "PIPPE E MART-ELLY", E' L'UNO-E-TRINO FRANCESCO BOCCIA: IL "RASPUTIN DI BISCEGLIE" FA E DISFA PER LA DUCETTA DEL NAZARENO...

thiel olah papa leone xiv prevost

DAGOREPORT - COME MAI PETER THIEL TORNA A CIANCIARE DI ANTI CRISTO A ROMA? - A FAR GIRARE I NEURONI DEL CAVALIERE DELLA TECNODESTRA AMERICANA È STATA LA SCELTA DI PAPA LEONE XIV DI INVITARE IL CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, CHRISTOPHER OLAH, ALLA PRESENTAZIONE DELL’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” -PER QUESTO, L'ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA HA DECISO DI FAR ORGANIZZARE UNA NUOVA "CROCIATA" A ROMA (APPUNTAMENTO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA) - THIEL TORNA NELLA CITTA' ETERNA DOPO CHE, LO SCORSO MARZO, IL SUO CICLO DI CONFERENZE ERA STATO SNOBBATO SIA DAL GOVERNO MELONI, SIA DAI QUATTRO SCAPPATI DI CASA DELL’EGEMONIA CULTURALE DI DESTRA...

palantir papa leone xiv enciclica magnifica humanitas peter thiel

PALANTIR SBARCA A ROMA! – PETER THIEL, L’ESEGETA DELL’ANTICRISTO, TORNA NELLA CAPITALE PER SFIDARE L’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” DI PAPA LEONE XIV SUI PERICOLI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: L’APPUNTAMENTO È FISSATO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA – TRA I SELEZIONATISSIMI ORATORI C’È IL GURU DELLA TECNODESTRA AMERICANA ANDREA VENANZONI, IL “TECNOEVANGELISTA”  DAN CALINESCU, IL COSTITUZIONALISTA ALESSANDRO STERPA – L’EVENTO, DAL TITOLO “MAGNIFICA HUMANITAS. LO SGUARDO DELLA CHIESA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE”, È ORCHESTRATO DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE VINCENZO GIOBERTI, CHE AVEVA GIÀ PORTATO A ROMA LO SCORSO MARZO THIEL A SPROLOQUIARE SULL'ANTICRISTO – SARÀ IL PRIMO SCONTRO FRONTALE TRA LA TECNODESTRA AMERICANA, CONVINTA CHE LA PACE SI OTTENGA A COLPI DI DRONI E SORVEGLIANZA PREDITTIVA, E LA CHIESA CHE VUOLE DISARMARE GLI ALGORITMI – LA SILICON VALLEY PROVERÀ A SPIEGARE A DIO COME SI GESTISCE IL PARADISO DEI DATI... (PENSA TU CHE COJONI: SE LA CHIESA ESISTE DA DUEMILA ANNI, CI SARA' UN MOTIVO...)