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GRAZIE A RODRI, CHE HA CACCIATO VIA CON UN SORRISO IL DESPOTA TRUMP, IL CALCIO SI E’ RIPRESO IL SUO POSTO - IL CAPITANO DELLA SPAGNA HA INDICATO AL PRESIDENTE USA L’USCITA, APPENA PRIMA DI ALZARE LA COPPA DEL MONDO: UN MODO PER RESPINGERE UN’INVASIONE DI CAMPO. DOPO CHE LA POLITICA HA PASSATO I LIMITI, COME SE LA SFERA DEL DESIDERIO DI MILIARDI DI APPASSIONATI SI FOSSE TRASFORMATA NEL GIOCATTOLO PRIVATO DI TRUMP, ASSECONDATO DALLO SCIAGURATO CAPO DELLA FIFA INFANTINO CHE GLI HA PERMESSO DI CREDERSI ONNIPOTENTE… - VIDEO

 

 

Gigi Riva per https://www.editorialedomani.it/sport/trump-foto-finale-mondiale-rodri-calcio-riprende-tempio-stati-uniti-infantino-hkca77qz - Estratti

 

 

E fu così che diciotto mesi dopo il ritorno alla Casa Bianca; dopo le angherie, le sopraffazioni, le smargiassate, le decisioni d’imperio, le autocelebrazioni, le guerre scatenate senza un perché; dopo che tutti o quasi hanno abbassato la testa per nutrirsi di qualche briciola dalla mano del padrone; dopo tutto questo ecco che un uomo di trent’anni, in calzoncini corti e maglietta rossa si avvicina a Donald Trump e dolcemente ma con fermezza, con il semplice gesto di un palmo appoggiato sulla spalla lo spinge un po’ più in là, via, fuori dall’inquadratura, lei non c’entra niente qui, sembra dirgli.

trump rodri

 

E quello spaesato, sorpreso, con andare da plantigrado si sposta di qualche passo non sa se esibire la solita sicumera proterva, deve decidere che non può perché gli 80mila spettatori non glielo perdonerebbero, lo hanno già sonoramente fischiato e quell’invadenza darebbe la stura a un finimondo di riprovazione.

 

Si volta indietro guarda i ragazzi trionfanti come per accertarsi che davvero non lo vogliano. Sì, non lo vogliono. Prima che la fissità del presidente lo trasformi in bersaglio di altre contumelie, il suo fedele scendiletto di nome Gianni Infantino, presidente della Fifa, la Federazione mondiale del football, gli va in soccorso, lo conduce giù dal palco con spirito da badante.

 

trump rodri

Il trentenne in pantaloncini corti e maglietta si chiama Rodrigo Hernandez Cascante, detto Rodri, è il capitano della Spagna. Stavolta è un don Rodrigo che sta con i buoni, anzi a voler esagerare, e in altri tempi si sarebbe fatto, è il vendicatore degli ultimi della terra, quelli a cui il potere plutocratico ha cercato (non c’è da dubitare, cercherà ancora) di sottrarre lo sport più popolare, meglio ancora: il più popolano.

 

Quelli che continuano ad anteporre la bellezza al business perché della bellezza sono mendicanti, e questa è una parafrasi del grande Eduardo Galeano. Rodri con quel gesto è campione del mondo due volte, sia pure per una manciata di secondi risistema un immaginario, riordina la scala dei valori, fornisce un altro significato alla bellezza.

 

RODRI FRANCIA SPAGNA

È il calcio che si riprende il primato nel tempio dove è stato celebrato visto che si tratta dell’ultima religione laica rimasta all’occidente. Lo sport respinge l’invasione di campo della politica, non nuova a queste incursioni, anzi abbonata alla fame di consenso che può garantire il pallone che rotola. Stavolta la politica ha passato davvero i limiti, come se la sfera del desiderio di miliardi di appassionati si fosse trasformata nel giocattolo privato del presidente degli Stati Uniti, la supposta volpe, assecondato dallo sciagurato gatto che gli ha permesso di credersi onnipotente, il capo della Fifa appunto.

 

Solo quando i due in abito blu lasciano la scena, don Rodrigo è pronto per la cerimonia vera, da trasmettere ai posteri, alza al cielo la Coppa appena vinta, la passa ai compagni per dividere il successo di quella che è stata squadra e non un insieme di solisti. Volendo, un’altra metafora della sconfitta dell’uomo solo al comando. Ed è allora che tutto si compie, il Mondiale ha avuto la sua nemesi grazie all’esorcismo contro le troppe offensive diaboliche sopportate da una rassegna che si vorrebbe universale.

GIANNI INFANTINO - DONALD TRUMP - FINALE MONDIALI 2026

 

Gianni Infantino, a Trump eletto ma non ancora insediato, aveva cominciato a picconare la credibilità del sistema conferendogli “motu proprio” il premio Fifa per la pace, una surroga del Nobel che quei cattivoni di scandinavi non avevano voluto riconoscergli.

 

 

(...)

 

Trump tifava Argentina per via dell’amicone Javier Milei e contro la Spagna ostile di Pedro Sanchez. Sappiamo come è andata a finire. Con il largo sorriso di Rodri che ha espulso con un cartellino rosso il despota Trump dall’inquadratura più ambìta.

infantino trumpDONALD TRUMP - GIANNI INFANTINO - FINALE MONDIALI 2026

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