andrea kimi antonelli charles leclerc

"NON È ACCETTABILE. 3 FRENI SU 4 NON FUNZIONAVANO, DIVENTA PERICOLOSO" – LA FURIA DI LECLERC CHE SULLE STRADE DI CASA A MONACO E’ ANDATO A MURO – TERRUZZI: “NELLA GESTUALITÀ GIOIOSA DI ANTONELLI, LECLERC VEDE CON DISPIACERE QUALCOSA CHE A LUI DOVREBBE APPARTENERE. UN TRAGUARDO TAGLIATO, FINALMENTE E CON MERITO, DOPO ANNI DI SALA D’ATTESA. CIÒ CHE GLI SPETTEREBBE PER DIRITTO E TALENTO, SCIPPATO DA UN BIMBO COMPARSO IN UN BALENO. LECLERC: SUPERATO DUE VOLTE. IN PISTA E NELLA TRACCIA DEL DESTINO VISTO CHE KIMI PORTA CON SÉ UN VENTO NUOVO…”

 

Estratti da it.motorsport.com

GP MONTECARLO LECLERC

“Sono estremamente deluso, triste e arrabbiato. Un mix di emozioni negative. Non so quanto posso andare nei dettagli. Ma non è accettabile e i problemi che ho sperimentato con i miei freni…

 

Non è che è difficile, è solo che diventa impossibile in questo momento”. Si era ipotizzato che l’asfalto che si stava sgretolando e finiva sulla gomma anteriore sinistra potesse aver avuto un ruolo nella dinamica, ma per il monegasco la causa è legata ai freni.

 

KIMI ANTONELLI

“Non darei colpa alla pista, anche se quello non aiuta. Quando i freni funzionavano, anche 4-5 giri prima, sono andato su quella parte”. “Sicuramente c'è un po' meno grip, ma mi aiutava ad aprire la curva. E quello andava bene, anche se è un po' più scivoloso. Non sono uno che si nasconde dietro delle scuse. E più volte ho preso la colpa anche quando c'erano piccole cose che non erano ottimali, ma fa parte del nostro sport”, ha commentato Leclerc dopo la corsa.

 

“Oggi, anche riguardando i dati, non potevo fare assolutamente niente. Quando si tocca il freno ha una pressione... Non è neanche frenare. Mettere il piede sul freno e che il freno dietro è come se non ci fosse. Il freno davanti ti dà la doppia coppia frenante che su altri giri. Solo perché non sono nella temperatura giusta, non è buono abbastanza. Ma non è che non è buono abbastanza, è che è al punto dove diventa pericoloso”.

 

LECLERC

Giorgio Terruzzi per corriere.it - Estratti

hamilton leclerc vasseur

 

Oro e fiele. Antonelli e Leclerc. Da una parte abbiamo questo ragazzino che traccia indisturbato una traiettoria perfetta. Padrone.

 

Della macchina, della pista, del posto. Il posto dell’altro, al posto dell’altro, Charles. Che in un angolo sta, a masticare una delusione ennesima e fonda, mentre Kimi domina, stravince, va sul podio e nemmeno bada al Principe visto che il principe è lui. Lanciato dal proprio talento, da una Mercedes che lo corrisponde in un’orbita da vertigine.

 

Con l’unico in grado di contrastarlo, Russell, fuori scena, stravolto e rognato, che ripete «Al Mondiale ormai non penso più». È la prima incoronazione, autorevole e precoce, dentro uno scuotimento capace di cambiare i parametri dell’intera F1.

 

elkann leclerc

Ciò che sta combinando Antonelli, ciò che segna il percorso di Antonelli, comporta una sofferenza doppia per Leclerc, arrivato nel suo regno carico di progetti felici: il contratto rinnovato con la Ferrari, le strade che più conosce e ama, una platea di tifosi che lo adora, una quantità di analisi tecniche utili ad incrementare la fiducia. È che Charles dovrebbe aver imparato cosa significa correre per la Ferrari, una squadra che gli garantisce un ottimo ingaggio, che lo premia in popolarità ma che pare incapace di dargli ciò che più cerca e conta.

 

Infatti. Magagne, complicazioni, errori. In qualifica prima, in gara poi. Lui spinge, sbatte, va in bestia quando lo chiamano ai box favorendo Hamilton, obbedisce sempre, finisce fuori, a muro, tradito dall’asfalto, quello lì, di Montecarlo, ma pensa te, dai freni, a costo di beccare una mezza smentita da chi i freni costruisce.

 

charles leclerc alexandra saint mleux 4

Parole trattenute, una faccia che abbiamo imparato a conoscere a furia di vederla così, tirata e triste nei tramonti da Gp. Non è solo questo. Nella gestualità gioiosa di Antonelli, proprio Leclerc vede con dispiacere qualcosa che a lui dovrebbe appartenere. Un traguardo tagliato, finalmente e con merito, dopo anni di sala d’attesa. Ciò che gli spetterebbe per diritto e talento, scippato da un bimbo comparso in un baleno, capace di occupare con disarmante disinvoltura l’intera scena. A Monaco ora, ovunque da ora. Leclerc: superato due volte. In pista e nella traccia del destino visto che Kimi porta con sé un vento nuovo, è il simbolo di una intera generazione pronta a fare lo show.

charles leclerc alexandra saint mleux 5

 

alexandra saint mleux charles leclercKIMI ANTONELLI

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