“IL PADIGLIONE RUSSO ALLA BIENNALE RESTERA’ CHIUSO AL PUBBLICO PER RISPETTARE LE SANZIONI” - IL VERBALE DEGLI ISPETTORI DEL MINISTERO DELLA CULTURA MANDATI A VENEZIA – LA LEGGE EUROPEA RENDE PENALMENTE PERSEGUIBILE CHI OFFRE SERVIZI ALLA FEDERAZIONE RUSSA MA "LA LEGALE DELLA BIENNALE SPIEGA CHE NON E' STATO EFFETTUATO ALCUN INTERVENTO SUL FABBRICATO DEL CREMLINO" - LA RELAZIONE SPIEGA IN QUALCHE CONTESTO SIANO MATURATE LE DIMISSIONI DELLE CINQUE GIURATE CHE AVEVANO ESCLUSO ISRAELE E RUSSIA “INFORMATE DEL LORO PERSONALE RISCHIO DI ESPOSIZIONE AL RISARCIMENTO DEI DANNI..." (IN PRATICA, RISCHIAVANO DI RIMETTERCI DI TASCA PROPRIA) - DOMANI LE CARTE A PALAZZO CHIGI - LA BATTAGLIA GIULI-BUTTAFUOCO E COME FINIRA' IL PASTROCCHIO BIENNALE: DAGOREPORT
DAGOREPORT
Serena Riformato per la Repubblica - Estratti
ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO
Com’è possibile che la Biennale di Venezia possa riaprire il padiglione russo nonostante il quadro sanzionatorio in vigore contro Mosca? La risposta è nelle sette pagine di verbale stilato dagli ispettori del ministero della Cultura lo scorso 29 e 30 aprile. È uno dei documenti che domani il ministro della Cultura Alessandro Giuli inoltrerà a palazzo Chigi, all’attenzione della premier e dei sottosegretari alla presidenza del Consiglio.
Repubblica ha preso visione delle sette pagine di resoconto firmato dalle due parti: per il Collegio romano Luca Maggi e Arianna Proietti del Servizio ispettivo, Orsola Bonifati della Direzione Generale Creatività Contemporanea e Valerio Sarcone, vice-capo di gabinetto del ministro; per la fondazione il direttore generale Andrea Del Mercato, l’avvocata Debora Rossi della direzione affari legali e istituzionali, Arianna Laurenzi dell’Ufficio progetti speciali e Martina Ballarin della Direzione affari legali e istituzionali.
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Gli emissari del Mic chiedono alla controparte «se sia stata verificato, da parte dei competenti organi della Fondazione, il rispetto del Regolamento Europeo 833/2014» e se «queste in qualche modo possano evidenziare delle responsabilità in capo alla Fondazione stessa». Sono le norme sulle sanzioni contro Mosca che, secondo l’accusa della Commissione europea, la Biennale avrebbe violato.
L’avvocata della fondazione Debora Rossi garantisce che l’istituzione culturale «ha verificato e rispettato tutte le norme vigenti».
PIETRANGELO BUTTAFUOCO E ALESSANDRO GIULI
La legge europea rende penalmente perseguibile chi offre servizi alla Federazione russa. Per questo la legale della Biennale tiene a specificare che «non risulterebbe alla fondazione che sia stato effettuato alcun intervento sul fabbricato» del Cremlino «né di manutenzione ordinaria né straordinaria».
Il cuore della difesa della Biennale è però un altro. Il padiglione Russia sarà aperto solo nei giorni della pre-apertura e poi sarà chiuso dal 9 maggio, quando la rassegna aprirà ai visitatori. Perché? «Il vernissage, tra il 5 e l'8 maggio 2026, è un evento privato, su invito e non aperto al pubblico e, pertanto non si prevede la presentazione di SCIA per manifestazione pubblica». Sembra un passaggio burocratico, ma è fondamentale perché, lo spiega l’avvocata Rossi, «la Federazione Russa, in base alle sanzioni vigenti, non potrebbe ottenere le autorizzazioni per aprire il padiglione al pubblico e, dunque, questo non può essere accessibile nel periodo di apertura al pubblico della mostra».
Nel resto del verbale, i funzionari di Mic e Biennale discutono delle azioni legali minacciate dall’artista israeliano Belu-Simion Fainaru dopo la decisione della giuria di escludere Stato ebraico e Russia. Come anticipato da Repubblica, la relazione spiega in qualche contesto siano maturate le dimissioni delle cinque giurate, «contattate e informate non solo della portata mediatica a danni della Biennale ma anche del loro personale rischio di esposizione al risarcimento dei danni non solo a carico del ricorrente», ovvero l’artista israeliano, «ma anche della fondazione». Le cinque esperte, in altri termini, rischiavano di dover pagare di tasca propria gli effetti di un eventuale ricorso.
ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO
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