lo scolapasta d'oro

ALTRO CHE INSALATIERA D’ARGENTO, MEJO LO "SCOLAPASTA D'ORO"! RICKY TOGNAZZI RICORDA IL TORNEO DI TENNIS ORGANIZZATO DAL PADRE UGO A TORVAJANICA COME RISPOSTA IRONICA ALLA "INSALATIERA D'ARGENTO" DELLA COPPA DAVIS - C'ERANO MONICELLI, GASSMAN, PAVAROTTI, PHILIPPE LEROY CHE FACEVA IL MANGIA FUOCO, ANTHONY QUINN CHE SI ESIBIVA CON LA SUA FRUSTA MESSICANA. UNA VOLTA VENNERO ANCHE I ROLLING STONES, CHE SI FECERO UNA CANNA IN GIARDINO. MICHELE PLACIDO DISSE CHE ERA PIÙ FACILE TROVARE LAVORO LÌ CHE AL FESTIVAL DI VENEZIA" – E QUEST’ ANNO… - VIDEO

 

 

Ricky Tognazzi per “Specchio – La Stampa”

 

ugo tognazzi 56

Lo diceva Pasolini, «noi siamo quelli che hanno visto il mare», e quelli come me, poco più giovani di lui, nati tra gli anni Cinquanta e Sessanta con il boom economico, ci siamo cresciuti al mare, noi che avevamo i piedi pizzicati dalle tracine di Torvajanica, di Ostia, di Fregene, noi che avevamo il mare vicino a Roma, quel mare trasparente che abbiamo visto solo noi, perché oggi i nostri figli, i nostri nipoti per vedere il mare, quello bello, che noi avevamo ad un passo da casa, devono andare in giro per il mondo, fare venti ore di volo, fino alle Maldive e trovare quei pesci meravigliosi che noi non abbiamo mai visto, perché avevamo le tracine, gli scorfani, le sardine, il pesce azzurro, le telline, le meduse grandi come torte nuziali che si spiaggiavano sulla battigia bianche e trasparenti e le infilzavamo come spiedini con i remi dei canotti, anche se erano innocue; questi pesci, anche se non c'era la barriera corallina, erano stupendi perché erano i nostri.

 

ugo tognazzi 26

Biglie e vulcani Ho ancora nella mente il profumo di salsedine dei tre mesi di vacanza al mare, i nostri genitori, ci mollavano sulla battigia, che trasformavamo in cittadelle di piste per le biglie, con curve paraboliche solcate dal sedere dell'amichetto di turno trascinato per i piedi, i castelli diroccati dal passaggio distratto dei bagnanti e al tramonto, i vulcani di sabbia che non si accendevano mai; avevamo sempre un gran da fare sotto al sol leone e poi, di notte, le mani di mia madre che mi spalma sulla schiena paonazza quel miracoloso e soprattutto gelido unguento di bianco d'uovo e olio d'oliva.

 

tognazzi pavarotti

Il bagnino abbronzatissimo, con la catena d'oro al collo, orgoglioso, mani sui fianchi, accanto al suo pattino rosso fiammante e le Kodak instamatic, con il rullino che non sviluppavi mai, ti rimaneva nel cassetto per tutta l'estate e, a volte, anche tutto l'inverno, finché un giorno non lo ritrovavi per caso, lo facevi sviluppare dal fotografo e riaffioravano i ricordi di una vita e mezza fa.

 

Poi i panini che si riempivano di sabbia, il cocco fresco, il ghiacciolo arcobaleno, lo jo jo, le battaglie di bombe d'acqua, i primi baci dietro alle cabine e quel senso di libertà che i nostri figli, e ancor di più i nostri nipoti, non hanno mai vissuto perché, i ragazzi, oggi, di libertà ne hanno fin troppa e bisogna tenerli al guinzaglio perché c'è il bullismo, c'è la droga e ci sono "gli uomini cattivi che ti portano via".

 

L'estate sembrava non finire mai, eppure gli amichetti più cari e le fidanzatine li conoscevi sempre troppo tardi, l'ultimo giorno, che avevi già le valige pronte per tornare a casa.

 

Meglio di Venezia Per me l'estate era papà, l'inverno era mamma, la scuola a Milano, poi in Inghilterra. Ma a giugno, mi dirigevo a Torvajanica, in quel posto magico, di fianco alla pineta della tenuta presidenziale dove è nato il Villaggio Tognazzi. Non perché quel luogo fosse di papà ma perché Ugo che, a quel posto, aveva letteralmente dato i natali. Lì, la famiglia si è allargata, è nato prima Gian Marco, poi Maria Sole, poi è arrivato il biondo Thomas dalla Norvegia, che aveva già otto anni, non sapevamo che fosse nostro fratello ma lo è diventato presto, nel modo più naturale possibile.

 

tognazzi 56

Durante l'estate sbocciava una vita diversa, prendeva forma un'altra quotidianità basata sull'amore di una famiglia aperta, priva di pregiudizi.

 

La mia estate, era anche il torneo di tennis, il mitico "Scolapasta d'oro" che era la risposta ironica e godereccia di Ugo alla banale e frugale "Insalatiera d'argento" della coppa Davis; perché il torneo, il tennis, erano il pretesto per aggregare gli amici, i colleghi, gli attori, i registi quasi tutti delle gran pippe a tennis ma era lo stesso, perché era sempre festa e la gente veniva soprattutto per mangiare i mitici spaghetti di papà, conoscere gente e ridere insieme; Michele Placido disse che era più facile trovare lavoro allo "Scolapasta d'oro" che al festival di Venezia, perché lì, a casa di papà, c'erano proprio tutti: Monicelli, Gassman, Salce, Pontecorvo, Pavarotti, Diletta D'Andrea, le gemelle Kessler; una volta vennero anche i Rolling Stones, che non giocarono a tennis e non mangiarono nemmeno gli spaghetti ma si fecero una canna in giardino.

 

gassman tognazzi

Il colpo di scena Franca, organizzava tutto insieme a papà, Nazarena e Carmen, le sue due assistenti ciociare che lo aiutavano a fare queste enormi padellate di sughi, di cozze, di pesci innaffiati dal vino Velletrano che faceva lui, nel suo adorato vigneto. Sì, perché papà era bucolico, ma amava soprattutto le sorprese, i colpi di scena; alle premiazioni del torneo, arrivavano elefanti, ballerine, giocolieri, Philippe Leroy faceva il mangia fuoco, Anthony Quinn si esibiva con la sua frusta messicana, che una volta, per poco, non acceca Ugo, per spegnergli la sigaretta che aveva in bocca, e poi quella volta che chiamò quelli degli effetti speciali e fece nevicare ad Agosto.

 

ugo e ricky tognazzi

Era veramente un'estate che più di così non potrei immaginare. Venticinque anni è durato quel delirio, poi papà se n'è andato ed è calato il sipario. Quest' anno che ricorre il suo centenario, celebriamo lui e la nostra estate con uno schermo sulla spiaggia dove proietteremo i film di Ugo, uno schermo in piazza con le commedie italiane più divertenti dell'anno e poi un torneo di padel. Una volta si giocava a tennis ed ora si gioca a padel, cambia il nome, è vero, ma il gioco più o meno è lo stesso: ci sono le racchette, che assomigliano a delle padelle e il mitico trofeo "Scolapasta d'oro" si è trasformato ne "La padella d'oro", l'occasione per giocare di nuovo tutti insieme.

ricky tognazzi e simona izzo a oggi e' un altro giorno 1Simona Izzo e Ricky Tognazzitognazzi 48

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…