larissa iapichino

MAMMA CHE SALTO! “PAZZESCO, HO I BRIVIDI. QUESTO ORO MI DÀ LO SLANCIO MA LASCIATE STARE I PARAGONI...”, LARISSA IAPICHINO, FIGLIA DI FIONA MAY, A 17 ANNI VINCE IL LUNGO AGLI EUROPEI UNDER 20 COME LA MADRE NELL' 87: “HO SCOPERTO UN CARATTERE CHE NON PENSAVO DI AVERE. ADESSO FESTEGGERÒ CONCEDENDOMI UNA SCHIFEZZA A UN FAST-FOOD”. E POI PARLA DEL SUO RAGAZZO… - VIDEO

 

Andrea Buongiovanni per la Gazzetta dello Sport

 

larissa iapichino

Quando a metà pomeriggio, sfumate le note dell' inno di Mameli, scende dal gradino più alto del podio, l' emozione ha il sopravvento. Si capta anche al telefono. Larissa Iapichino, a 17 anni (compiuti giovedì), ancora allieva quindi, sulle padana del Ryavallen Athletics Stadium di Boras, in Svezia, in mattinata ha conquistato il titolo europeo junior del lungo.

Junior, ovvero under 20. Contro avversarie che hanno anche due anni abbondanti più di lei.

Quest' oro sembra uscire da un libro di favole. Per come è andata la gara (vinta con un 6.58 che è a soli 6 cm dal super personale del mese scorso) e per la storia della ragazza fiorentina.

Figlia di Fiona May, nella stessa specialità tra le più grandi di sempre (anche due argenti olimpici e due ori mondiali) e di Gianni Iapichino, nel lungo un personale di 7.95 e, soprattutto, ex primatista italiano dell' asta.

 

Immaginava una finale con un simile copione thriller?

«È stata molto dura: mi sono imposta più con la testa che con le gambe. La pioggia dei primi due salti ha rischiato di farmi perdere la bussola. Il 5.93 iniziale lo dimostra».

Però ha subito svoltato...

larissa iapichino fiona may gianni iapichino

«Ho scoperto di avere un carattere che non pensavo di avere: il 6.37 della seconda prova, che per qualche minuto mi ha anche messo in testa, mi ha dato una gran carica».

Da lì, tra lei, la svedese Tilde Johansson, la più accreditata e la britannica Holly Mills, è stata battaglia vera.

«Con sorpassi continui. Credo chi seguisse si sia divertito: 6.48 e 6.50 Holly alla seconda e alla terza, 6.51 io alla quarta, 6.52 Tilde alla quinta, 6.58 io subito dopo. Saltando per ultima, il sesto e ultimo tentativo è diventato inutile. Ma fosse servito avrei fatto ancor meglio, tanto ero concentrata».

La Johansson ha di che recriminare e i giudici svedesi sono stati molto onesti...

«Mi han detto che il suo salto a 6.52 era più lungo, ma che il segno lasciato dalla coda di cavallo lo ha compromesso».

larissa iapichino

 

E adesso?

«La strada è tanto lunga e non so dove mi porterà. Però, cavolo, questa medaglia è pesantissima. Riparto da qui con enorme slancio».

 

Lasciando le altre specialità?

«Vedremo: intanto, il prossimo weekend, agli Assoluti di Bressanone, probabilmente tonerò ai 100 hs. E non è detto che entro la fine della stagione non provi anche i 400 hs».

 

Cosa le han detto i suoi?

«Erano in tribuna, ci siamo subito abbracciati. Erano emozionatissimi, non riuscivano a parlare. Entrambi sono ripartiti quasi subito. C' era anche Anastasia, la mia sorellina: gioca a tennis e fa teatro. Ma il suo tifo è rumorosissimo».

 

Mamma, 32 anni fa, a Birmingham 1987, quando ancora rappresentava la Gran Bretagna, vinse il suo stesso oro: che effetto fa?

«È difficile da spiegare. Anche perché, lo sapete, non amo tanto i confronti con quello che han fatto i miei genitori».

 

A chi dedica il successo?

larissa iapichino

«A Veronica Besana, mia rivale sugli ostacoli che dovrebbe essere a Baku, agli Eyof, ma è a casa infortunata. Là c' è anche Ilaria Ceccarelli, uno dei due miei coach. Gianni Cecconi, invece, era qui».

A Baku, per correre i 100, c' è anche un amico speciale...

«Matteo Melluzzo, oggi (ieri, ndr) è il nostro primo mesanniversario . Ci siamo messi insieme ai tricolori allievi di Agropoli, dove entrambi abbiamo vinto il titolo italiano. Mi ha detto che gli ho fatto perdere cinque anni di vita. Spero faccia altrettanto».

 

Come festeggerà?

«Intanto concedendomi una schifezza a un fast-food. Poi vedrò: ho anche il compleanno e la promozione in quarta liceo scientifico da celebrare. A scuola è stato un anno tosto» .

 

 

 

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