“MANCINI HA LA CAPACITA’ DI VEDERE IL TALENTO E NON HA PAURA A LANCIARLO” – LELE ADANI IN LODE DEL RITORNO DEL “MANCIO” SULLA PANCHINA DELLA NAZIONALE: “MANCINI CONOSCE I CALCIATORI, SA TIRARGLI FUORI IL MEGLIO. IMPORTANTE ANCHE IL RILANCIO DI UNA COMUNICAZIONE POSITIVA: SI GIOCA PER VINCERE, NON SI PARTE BATTUTI CON NESSUNO. ‘GIOCARE BENE’ È LA FRASE MANIFESTO DELLA SUA NUOVA GESTIONE..."
Estratto dell’articolo di Lele Adani per il “Corriere della Sera”
[…] Roberto Mancini […] alla prima domanda […] è stato chiaro su come guadagnarsi il riscatto: «Spero che la squadra possa giocare così bene da ricevere il perdono per quanto è successo tre anni fa». «Giocare bene» è stata la frase manifesto quindi della sua nuova gestione. […] Una strada chiara ma che forse deve, a maggior ragione oggi, essere letta con più attenzione. I 37 risultati utili consecutivi non sono solo stati fatti attaccando: prendiamo le due partite più importanti della gestione di Mancini.
Nella semifinale dell’Europeo con la Spagna dell’allenatore probabilmente più rivoluzionario dell’ultimo decennio, Luis Enrique, gli azzurri sono costretti a difendersi ma lo fanno da squadra matura e consapevole e soprattutto lo fanno senza rinunciare ad attaccare. […] L’altra gara è la finale di quella competizione: dominio in casa dell’Inghilterra, con Bonucci e Chiellini che giocano a 70 metri dalla loro porta e mettono in mezzo, nel palleggio, Kane.
[…] Cosa abbiamo visto ancora nel precedente percorso manciniano? La capacità, quasi unica, di vedere il talento, spesso giovane, e l’assenza di preoccupazione nel lanciarlo. La formula offensiva col doppio regista Jorginho-Verratti, che per molti non potevano giocare insieme. Pregiudizio abbattuto, come quello che con difensori alla Chiellini non si poteva fare palleggio costruttivo ed efficace. Le ali lasciate libere di creare, puntare, ed esprimere il proprio talento.
claudio ranieri, roberto mancini foto lapresse 3
Mancini conosce i calciatori, sa tirargli fuori il meglio. Importante, nel ct dell’Italia anche il rilancio di una comunicazione positiva: si gioca per vincere, non si parte battuti con nessuno. E anche qui il Mondiale ci ha fatto di nuovo scuola: il Marocco ha messo sotto il Brasile, l’Ecuador ha battuto la Germania, Capo Verde contro l’Argentina costruisce dal basso l’azione che la porta al gol: coraggio e fiducia nelle proprie qualità, senza nascondersi, anche nei discorsi di calcio, che devono ridiventare centrali. […]

