LUTTO NEL MONDO DELL’ARTE: È MORTA BETYE SAAR, ESPONENTE DEL “BLACK ART MOVEMENT” DEGLI ANNI ’60. AVREBBE COMPIUTO 100 ANNI IL 30 LUGLIO – L’ARTISTA, NATA A LOS ANGELES, ERA CELEBRE PER LE OPERE REALIZZATE CON OGGETTI DI RECUPERO, TRASFORMANDO SIMBOLI E STEREOTIPI RAZZISTI IN STRUMENTI DI DENUNCIA – BETYE SAAR INIZIÒ LA CARRIERA ARTISTICA SOLO DOPO I 35 ANNI E RIVELÒ CHE IL PUNTO DI SVOLTA FU L’OMICIDIO DI MARTIN LUTHER KING JR: "QUELLA MORTE SCATENÒ UNA RABBIA DENTRO DI ME. LA MISTICA SI TRASFORMÒ IN GUERRIERA…”
Gina Di Meo per l’ANSA
Alla soglia dei cento anni, che avrebbe compiuto il 30 luglio, è morta Betye Saar, artista afroamericana, esponente del Black Art Movement degli anni Sessanta. Era nata nel 1926 a Los Angeles, dove è si è spenta. Saar ha avuto il merito di trasformare oggetti e stereotipi del razzismo in strumenti di liberazione: un esempio, le sue celebri 'scatole-assemblage', sculture realizzate con oggetti trovati, bambole, lavatoi e cimeli dell'era Jim Crow. Con questo metodo l'artista restituiva dignità alle storie e alle persone che il razzismo voleva cancellare.
Betye Saar si avvicinò alla carriera artistica solo dopo i 35 anni e dopo gli inizi nel mondo del design. A segnare la svolta nella sua vita fu l'uccisione di Martin Luther King Jr nel 1968. Commentando il tragico avvenimento, disse: "Quella morte scatenò una rabbia dentro di me. La mistica si trasformò in guerriera".
"Ebbi tante esitazioni in merito all'uso di immagini potenti e negative come queste - spiegò -, pensavo a come i bianchi guardavano i neri e come questo influenzò il modo in cui le persone nere si vedevano. A salvarmi fu la trasformazione di Aunt Jemima in una figura rivoluzionaria".
liberation of aunt jemima di betye saar
Aunt Jemima è stato uno storico marchio di prodotti alimentari commercializzati in Usa: le confezioni mostravano l'immagine di una donna afroamericana nel ruolo appunto di Aunt Jemima, personaggio basato sull'archetipo comune della schiava Mammy.
Saar rimosse dalla confezione di pancake la caricatura razzista della Mammy, ossia la governante di colore sottomessa creata dalla pubblicità commerciale negli Stati Uniti e mettendole in mano un fucile e una granata la trasformò da stereotipo in icona della lotta per i diritti civili.Il frutto di quella trasformazione fu la realizzazione nel 1972 di 'The Liberation of Aunt Jemima'.
"Hanno abolito la schiavitù ma hanno mantenuto i neri in cucina come barattoli 'Mammy' - disse parlando dei motivi che l'avevano spinta a realizzare l'opera -. Avevo questa Aunt Jemima e volevo metterle un fucile e una granata sotto la gonna. Volevo darle potere, volevo farne una guerriera. Volevo che la gente sapesse che i neri non si sarebbero fatti ridurre in schiavitù da tutto questo".
Nonostante la popolarità, Saar è stata per decenni ai margini dell'arte mainstream. Nel 1975 il Whitney Museum di New York le dedicò una mostra personale e solo nel 1993 il Los Angeles County Museum of Art e il Museum of Modern Art di New York seguirono lo stesso esempio. La fama dell'artista non sfuggì all'Italia e nel 2016 la Fondazione Prada di Milano le dedicò la retrospettiva 'Uneasy Dancer', con più di 80 opere tra installazioni, assemblage, collage e lavori scultorei creati tra il 1966 e il 2016.
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