MALAGO’ E IL GOLPE DEL CAVILLO – AL CONI CHE SCHIERA 4 GIURISTI PER DECIDERE IL FUTURO DELLA FIGC, RISPONDE LA FEDERCALCIO DI MALAGO’ CHE HA CHIESTO IL PARERE DI 5 ESPERTI. IN PARTICOLARE SI LAVORA SUL PRINCIPIO CHE IL COMMISSARIAMENTO VIOLEREBBE "IL PRINCIPIO DI PROPORZIONALITA’" DELLE SANZIONI – CAZZULLO: “UNA QUESTIONE BUROCRATICA E PROCEDURALE VIENE USATA PER BUTTARE GIÙ UNA PERSONA NON GRADITA A QUALCUNO. I CAVILLI SONO CHIARAMENTI PRETESTI. LO STESSO PROCURATORE GENERALE HA CHIARITO CHE MALAGÒ, INVISO A UN PAIO DI MINISTRI DELL’ATTUALE GOVERNO, È VITTIMA DELLA SITUAZIONE. IL SISTEMA PAESE AVREBBE INTERESSE AD AIUTARLO, NON A OSTACOLARLO…”
Caro Aldo,
in questo balletto intorno alla carica di Malagò, se è valida oppure deve dimettersi, una cosa è sicura, che queste querelle mostrano quanto poco, in fondo, si ami il calcio italiano e il suo futuro.
GIOVANNI MALAGO' LUCIANO BUONFIGLIO
Simone Volpe
Malagò, già presidente del Coni, avrebbe dovuto risollevare le sorti del calcio italiano. Arriva la nomina, poi salta fuori che non è tesserato alla Federcalcio, come se ce ne fosse bisogno. La burocrazia italiana questa volta serve a qualcosa, buttare giù una persona non gradita a qualcuno. A me sembra una scusa, o no?
Giuseppe Maggioni
LA RISPOSTA DI ALDO CAZZULLO
Cari lettori,
mi pare che abbiate colto il punto: una questione burocratica e procedurale viene usata per buttare giù una persona non gradita a qualcuno. Riassumiamo i fatti.
Giovanni Malagò viene eletto presidente della Federazione italiana gioco calcio con il 70 per cento dei voti, tenendo insieme calciatori, allenatori e le varie leghe professionali. Eredita una situazione disastrosa: tre Mondiali di fila saltati. Nomina allenatore l’ultimo ct che ha vinto qualcosa, Roberto Mancini.
Dopo un esordio difficile contro il Belgio — l’unica squadra che ai Mondiali abbia davvero messo in difficoltà la Spagna campione — la nuova Nazionale vince 4-1 in Turchia, su un campo non facile, mostrando progressi interessanti. Abbiamo un Europeo cui qualificarci nel 2028, un Mondiale da non mancare nel 2030, un Europeo da organizzare nel 2032. C’è da tenere testa a un segretario della Fifa molto discutibile come Infantino.
Malagò, che ha fatto bene al Coni e ha qualità di gestione sportiva che gli vengono riconosciute pure dagli avversari, ha appena cominciato un cammino complesso ma promettente.
Ed ecco che si tirano fuori cavilli — un’interpretazione contro un’altra interpretazione — che sono chiaramente pretesti.
Non ci sarà un processo: l’ha escluso lo stesso procuratore generale, chiarendo che semmai Malagò è vittima della situazione. Sento dire che sia inviso a un paio di ministri dell’attuale governo.
Non conosco le sue opinioni politiche; ma dubito sia un trotzkista. È semplicemente uno del mestiere, che sta cercando di fare qualcosa nell’interesse di un mondo, il calcio italiano, in grave difficoltà. Il sistema Paese avrebbe interesse ad aiutarlo, non a ostacolarlo.
andrea abodi luciano buonfiglio e giovanni malago foto mezzelani gmt 109
andrea abodi luciano buonfiglio e giovanni malago foto mezzelani gmt 110
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