“MALAGÒ MI RICORDA GIGI PROIETTI. UNA VOLTA FATTA LA SCELTA, QUELLA DOVEVA ESSERE” – IL MINISTRO DELLO SPORT, ANDREA ABODI, ATTACCA IL PRESIDENTE DELLA FIGC DOPO IL PAPOCCHIO SU PIRLO E LE DIMISSIONI DI MALDINI: “CHE FIGURACCIA. BISOGNA RIMEDIARE IN FRETTA. VA CHIESTO A MALAGÒ SE VERAMENTE È STATO DECISO DI FERMARE LA NEGOZIAZIONE PER I LEGAMI DI PIRLO CON MOSCA” – MALAGO’ RISPONDE PICCATO: “BRUTTA FIGURA? BISOGNA VEDERE CHI L'HA FATTA. IL MONDO DI ABODI, LA POLITICA, NON PUÒ PARLARE DI BRUTTE FIGURE…”
Estratto dell’articolo di Giulio Cardone per “la Repubblica”
Alle otto del mattino Giovanni Malagò s'era già trincerato nell'ufficio di via Allegri, al quinto piano della sede della Federcalcio a Roma, con una sola idea in testa: rattoppare in fretta e furia lo squarcio con il direttore tecnico Paolo Maldini e il consulente Leonardo […]
mentre Malagò stava studiando un nuovo patto della concordia, il quasi ct Andrea Pirlo ha deciso di aprire Instagram e fornire la sua versione dei fatti, aggiornata dopo il post pubblicato la sera prima: «Mi hanno comunicato che non sarò io l'allenatore della Nazionale». Il tecnico ha voluto sbandierare in pubblico il gran rifiuto di Malagò, che la sentenza definitiva l'ha emessa nella notte: «Pirlo non può fare il ct».
[…] secondo l'ex regista di Milan e Juventus le ombre russe sono state usate come pretesto per scaricarlo. Un sospetto condiviso con gli amici Maldini e Leonardo, che non hanno capito la gravità di un contratto che prevdeva attività "in Russia e per la Russia".
Inaccettabile per la Figc. Malagò era convinto di poterli convincere a restare. Si sbagliava.
La terza via della riconciliazione è stata scartata da Maldini, che ha chiuso l'ultima telefonata dicendo: «Giovanni, mi prendo del tempo per riflettere». È in quel momento che Malagò ha fiutato il fallimento del suo piano: Paolo aveva già deciso di lasciare. Come se non bastasse, l'ex presidente del Coni ha incassato subito un altro colpo. Dalla politica: «Che figuraccia. Bisogna rimediare in fretta», l'attacco frontale del ministro per lo Sport Andrea Abodi, lo stesso che prima dell'elezione federale aveva marchiato Malagò come «diversamente amico».
Il presidente della Figc, di ritorno da una riunione nella sede della Lega dilettanti, ha provato a sollevare lo scudo: «Brutta figura? Bisogna vedere chi l'ha fatta. Il mondo di Abodi, la politica, non può parlare di brutte figure». Rispondendo alla provocazione, all'ora di pranzo Malagò s'è ritrovato a combattere su due fronti: uno con Maldini e Leonardo; l'altro col ministro. Che ha rincarato la dose: «Malagò mi ricorda Gigi Proietti. Una volta fatta la scelta, quella doveva essere». Non contento, il ministro ha sollevato dubbi sulla reale motivazione dell'accordo saltato: «Va chiesto a Malagò se veramente è stato deciso di fermare la negoziazione per i legami di Pirlo con Mosca». […]
A proposito del caso Pirlo-Russia: «Non ne sapevamo niente», ha raccontato Giancarlo Abete, presidente della Lega Dilettanti e fino a un mese fa rivale di Malagò nella corsa al vertice della Figc. […]




