mendes raiola kia

MERCANTI DEL PALLONE – MINO RAIOLA, JORGE MENDES E KIA JOOROBCHIAN: ECCO I VERI PADRONI DEL CALCIO MONDIALE – IL METODO RAIOLA, “MISTER 20%”: PIU’ TRASFERIMENTI, PIU’ COMMISSIONI – DA RONALDO A MOURINHO: L’IMPERO DI JORGE MENDES TRA SOCIETA’ OFF-SHORE, FONDI DI INVESTIMENTO E DIRETTORI SPORIVI "CONTROLLATI" DA LUI – L’ASSE CON SUNING E LE RELAZIONI CON I RUSSI DI KIA…

JORGE MENDES

 

Carlos Passerini per il Corriere della Sera

 

MENDESMENDES

Dei tre è senz' altro il più mediatico: glam, abbronzatura immutabile, capello cesellato, discretamente presenzialista, moglie stilosissima (per tutti in Portogallo è Sandra la Rossa) oltre a una sfilza di clienti che lo adorano alla follia, a partire da Mourinho («Jorge non è un agente, è un fratello») fino a Cristiano Ronaldo il quale l' estate di due anni fa gli ha regalato un' isola greca come dono di nozze («Jorge non è un agente, è un padre»).

 

Eppure dei tre mammasantissima del calciomercato globale Mendes è anche il più enigmatico, di sicuro il più ambiguo per via proprio di questo strano miscuglio di platealità comunicativa e misteriosi intrecci d' affari che secondo Forbes nel 2016 gli hanno fruttato qualcosa come 72,7 milioni di dollari. Non si perde una festa del jet-set anche se da anni lui e il suo impero - la Gestifute fondata nel 1996 ha sotto contratto oggi almeno 100 fra calciatori e allenatori, una gioielleria da 700 milioni - sono al centro di innumerevoli inchieste giudiziarie e giornalistiche.

 

MENDES CRISTIANO RONALDO MOURINHOMENDES CRISTIANO RONALDO MOURINHO

Tipo Football Leaks che nel dicembre scorso ha accuratamente ricostruito una rete di società offshore creata per la gestione dei patrimoni degli atleti: un' offensiva violenta alla quale tuttavia il superagente dall' eterno sorriso ha risposto con la consueta disinvoltura replicando di non aver commesso reati fiscali. Intanto però proprio nei giorni scorsi da parte della procura di Madrid è stata formalizzata l' accusa di frode fiscale per Cristiano Ronaldo, oltre 14 milioni evasi fra 2011 e 2014. «Abbiamo la coscienza pulita» sostiene Gestifute, però CR7 ha detto che vuol lasciare l' amato Real. E non è uno scherzo.

 

Ma non è solo una questione di tasse dovute o meno, il regno di Mendes è altro, è di più. Ne ha fatta di strada questo 51enne da quando da ragazzino a Lisbona aiutava la madre a vendere cappelli di paglia in spiaggia. Ha anche provato a giocare a pallone salvo poi accorgersi presto di non valere granché come mezzala, quindi a metà anni Novanta s' è messo in testa di fare l' agente per un amico portiere portandolo dal Guimaraes al Deportivo La Coruña: fu un affarone.

 

ronaldo con il superagente jorge mendesronaldo con il superagente jorge mendes

Il suo nome era Nuno Espirito Santo, oggi allenatore di quel Wolverhampton che è una delle squadre dell' orbita Mendes. Come Benfica, Porto, ma anche Monaco, Atletico Madrid e Valencia, club sui quali la sua influenza è enorme, indirettamente o attraverso fondi d' investimento internazionali come il cinese Fosun.

 

C' è chi dice sia lui addirittura a scegliere i direttori sportivi. Cattiverie? Fatto sta che Mendes ha continuato a fare soldi a palate anche dopo il 2015, quando la Fifa ha messo fuorilegge le famigerate Tpo con le quali s' era arricchito fino ad allora. Più che di procure Jorge s' occupa di finanza, questa è la verità.

 

Ha snobbato l' Italia per anni: pochi soldi, pochi affari. Ora però sta stringendo i rapporti col Milan, André Silva l' ha portato lui. Per 38 milioni.

MINO RAIOLA MINO RAIOLA

 

2. MINO RAIOLA

 

Arianna Ravelli per il Corriere della Sera

 

Non c' è dubbio che Mino Raiola avesse un rapporto migliore con il vecchio Milan di Berlusconi e Galliani rispetto al nuovo e se la vicenda Donnarumma è andata com' è andata anche questo ha avuto un peso. Diciamo che si è partiti con un reciproco scetticismo; di Raiola, di sicuro, ampiamente pubblicizzato; un pochino anche del nuovo Milan, desideroso - anche se nessuno lo ammetterà mai - di prendere un po' le distanze.

 

Mister commissione nel recente passato ha fatto buoni affari dalle parti di Milanello. Niente a che vedere con le cifre dell' affare Pogba (circa 27 milioni intascati dalla Juve; 22 dal Manchester United, spalmati su cinque anni), ma comunque buoni affari. In sette anni, dal 2010 a oggi, risulta che dal Milan Raiola abbia incassato qualcosa come 33 milioni di euro. Non male, anche perché il peso dei giocatori trattati non era esattamente lo stesso di Pogba.

IBRA RAIOLAIBRA RAIOLA

 

Un esempio rimbalzato in questi giorni è quello di Rodrigo Ely: il difensore, ora in prestito all' Alaves, ha giocato per due stagioni nella Primavera nel Milan; gli è stato rinnovato il contratto prima di cederlo in prestito al Varese, poi è stato venduto all' Avellino e, solo un anno dopo, è stato ricomprato dal Milan il 9 giugno 2015. A Raiola andarono 8 milioni; l' agente nelle recenti interviste, sollecitato sul tema, ha risposto con un «Non credo che sia vero», ma le sue commissioni sono iscritte a bilancio come ammortamento.

 

Ely ha giocato, con Mihajlovic in panchina, la prima da titolare contro la Fiorentina, si è fatto espellere e non ha più rivisto il campo.

 

Come funzioni il sistema Raiola è chiaro: più trasferimenti, più commissioni. Lui, furbissimo (persino l' abbigliamento trasandato è funzionale a farsi sottostimare dalle controparti) quanto vendicativo, in grado di entrare nella testa dei campioni come pochi, è solo più bravo di quasi tutti gli altri, se è vero che - iniziando la carriera a 24 anni con il passaggio di Bryan Roy dall' Ajax al Foggia per 2,2 miliardi di lire (il servizio comprendeva anche l' aiuto a dipingere la casa del ragazzo),

 

MINO RAIOLAMINO RAIOLA

proseguendolo con gli affari Nedved, poi Ibra, Balotelli e così via -, la scorsa estate ha movimentato 500 milioni di euro. Un' industria. Nel caso Donnarumma, poi, in attesa di capire come finirà davvero la storia, gli è già riuscito un capolavoro: quando il portierino fenomeno ha firmato il primo contratto con il Milan da 150 mila euro, un avvocato del clan Raiola ha guadagnato di commissioni un milione di euro.

 

E ora? L' ad del Milan Marco Fassone ha ribadito che non c' è nessuna preclusione verso Raiola, i rapporti tra loro sono buoni e non ci saranno ripercussioni per gli altri suoi assistiti, Abate e Bonaventura (che entrò nella scuderia di Raiola dopo essere arrivato al Milan, lasciando lo storico agente Giocondo Martorelli). E se dovesse restare Gigio, anche il nuovo Milan dovrà venire a patti con Mino. Nel caso, vedremo quanto costerà .

 

POGBA RAIOLAPOGBA RAIOLA

3. KIA JOOROBCHIAN

 

Guido De Carolis per il Corriere della Sera

 

Nella classifica del quotidiano Daily Telegraph, Kia Joorabchian è al 4° posto tra i procuratori più potenti al mondo, dietro Jorge Mendes, Mino Raiola e Jonathan Barnett. È passato poco più di un anno da quando il gruppo Suning ha rilevato circa il 70% dell' Inter e da allora il nome di Kia è stato spesso accostato all' Inter. Il 45enne anglo-iraniano più che un agente è un vero uomo d' affari ed è stato bravo e scaltro a costruire il suo impero. Ha stretti legami non solo con l' Inter e ha capito in anticipo le potenzialità (economiche) del calcio cinese.

 

Joorabchian sembra il nome del cattivo in un film di spionaggio, di certo l' uomo non ama esporsi. Rare le sue interviste e parecchio difficile è trovare il suo nome in fondo ai bonifici pagati dai club. Secondo il sito Football Leaks , avrebbe guadagnato negli ultimi 4 anni 170 milioni vendendo giocatori.

 

Cifra cui vanno sommati gli introiti che gli arrivano delle sue varie catene di ristoranti sparse da Londra a Hong Kong. Figlio di un ex venditore d' auto di Teheran, Kia si è fatto da solo, piuttosto in fretta. Alimenta la sua stessa leggenda, allargando costantemente la ragnatela grazie a buone relazioni.

 

KIAKIA

Ad aiutarlo nella scalata sarebbero stati (ma qui si entra nel romanzo) gli oligarchi russi Boris Berezovsky (oppositore di Putin trovato morto in circostanze misteriose nel 2013 a Londra), cui Kia aveva rivenduto il giornale russo Kommersant , e il patron del Chelsea: Roman Abramovich. È proprio all' agente che il club londinese deve il passaggio di Oscar allo Shanghai per 60 milioni.

 

Tra società alle Isole Vergini, fondi sportivi e amicizie altisonanti, Kia si è mosso veloce. Di lui il calcio s' è accorto anni fa, quando gestiva Carlos Tevez, ma all' Inter è arrivato con Suning con cui aveva fatto affari in Cina, vendendo al Jiangsu (l' altra squadra del gruppo allenata da Fabio Capello) Alex Teixeira e Ramires: due colpi da 80 milioni. Ora con i cinesi il rapporto si è un po' allentato, ma l' estate scorsa è stato il grande protagonista del ribaltone e della campagna acquisti dell' Inter. Non correva buon sangue con Roberto Mancini già dai tempi del Manchester City e con la risoluzione del contratto dell' ex tecnico nerazzurro, Kia ha fatto da consigliere di Suning.

 

All' agente vengono ricondotte le operazioni Joao Mario e Gabigol. Kia ha sempre negato di essere coinvolto nell' arrivo del brasiliano, pagato 29 milioni più altri 4 (come rivelò il sito Calciomercato ), finiti nelle tasche di Giuliano Bertolucci, collega proprio di Kia Joorabchian.

 

mino raiolamino raiola

Anche per Joao Mario, di cui invece Kia si prende la paternità, l' Inter ha scucito 4 milioni di intermediazione, pagati alla Quality Football Fund Ireland, società di Amir Ali Kohansal, altra figura accostata all' agente. Secondo il report della Figc, nell' anno solare 2016 l' Inter ha pagato 23,4 milioni di commissioni agli agenti ed è quella che ha speso di più dopo la Juventus (51,8).

 

 

MENDES CRISTIANO RONALDOMENDES CRISTIANO RONALDO

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