"MUSETTI? ASPETTO SOLO CHE MI CHIAMI PER ALLENARLO” – L’EX TENNISTA PAOLO CANE’ S’OFFRE COME COACH: “LO PORTEREI NEI PRIMI CINQUE E LO FACCIO STARE LÌ DIECI ANNI. SENNÒ CONTINUERÀ A FARE COSÌ, VOGLIO ZERO EURO. I RAGAZZI AL GIORNO D'OGGI ASCOLTANO POCO GLI ALLENATORI, FANNO MOLTO DI TESTA LORO. UNA SERA, QUANDO LO FERMAI DOPO LE OLIMPIADI DUE ANNI FA A PARIGI GLI DISSI: ‘TI POSSO PARLARE?'. LUI RISPOSE: ‘ASSOLUTAMENTE'. ‘TI POSSO DARE UN CONSIGLIO? 'GIOCA A TENNIS. GIOCA COME SAI'. BASTA. NON CI SONO ALTRE CHIAVI, LUI NON GIOCA COME SA…” – LA BORDATA A DJOKOVIC: “MA CHI GLIELO FA FARE? QUESTO EGO DI CONTINUARE, COME QUELLO DELLE WILLIAMS. IO AVREI GIÀ MOLLATO DA TEMPO".
Da fanpage.it – Estratti
Parlando degli italiani, purtroppo Musetti ha dovuto fare i conti con gli ennesimi problemi fisici. È una stagione maledetta?
"Musetti? Aspetto solo che mi chiami per allenarlo. Per portarlo nei primi cinque e farlo stare lì dieci anni. Sennò continuerà a fare così. È una cosa semplice, è una cosa che io sento dentro da anni. Ho un'empatia con lui a distanza. Lo sento come se fosse un mio giocatore".
Ma ci sono stati dei contatti o qualcosa di concreto?
"Lì vai a lottare con Tartarini e con gli altri. Io mi sono proposto varie volte".
Hai avuto dei feedback positivi?
"No perché non ti avvicini a loro, perché c'è tutto un entourage di staff che non ti fa neanche avvicinare a parlare".
Ti sento davvero molto convinto.
"Sì sono sicuro. Voglio zero euro. Voglio lavorare con lui per una collaborazione. Ma bisogna vedere quanto si possono mettere in gioco i ragazzi al giorno d'oggi, perché ascoltano poco gli allenatori, fanno molto di testa loro. Una sera, quando lo fermai dopo le Olimpiadi due anni fa a Parigi gli dissi: ‘Ti posso parlare?'. Lui rispose: ‘Assolutamente'. ‘Ti rubo un minuto. Ti posso dare un consiglio?'Gioca a tennis. Gioca come sai'.
Basta. Non ci sono altre chiavi, lui non gioca come sa. Per me è così. Poi mi posso sbagliare, ma siccome lo vedo, lo conosco, lo seguo e lo commento da cinque anni, c'è poco da fare. Quando vedi che gioca in una certa maniera è il Musetti che conosciamo. Quando sta lontano dieci metri… Ripeto: lui deve giocare come sa. Ogni singola partita, a costo anche di perdere trenta partite di fila, ma deve giocare il proprio tennis".
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Quando hai visto Djokovic in così grande difficoltà fisica cosa hai pensato?
"Qui vado contro milioni di persone. Lui ha grande ego, è ancora un giocatore che ha bisogno dell'applauso del pubblico, in uno sport in cui è stato numero uno o tra i primi negli ultimi trent'anni. Ma la prima cosa che mi viene da pensare è: "Ma chi te lo fa fare?". Djokovic tra Australia, al Roland Garros, Wimbledon e US Open, è andato molto bene in due occasioni e maluccio nelle altre.
Nell'ultimo ha fatto pensare al fatto che non sia mai stato bene, ha sempre trovato condizioni difficilissime. Ma questo secondo me è una cosa a cui deve abituarsi, perché a quell'età lì, con quegli sforzi, può succedere. Quindi grande attenzione alla programmazione, giocando meno e puntando solo agli Slam che richiedono un maggiore sforzo fisico e dove è penalizzato dall'età. Vedremo il prossimo anno perché devi veramente volerti bene per giocare.
A New York è stata una batosta e il fatto che abbia vomitato gli fa pensare: ‘Ma veramente cosa sto facendo?'. Uno può dire mi alleno, lo provo una volta, due volte, faccio il risultato, va bene. Quando comincia a perdere al secondo turno però le scelte diventano personali. Questo ego di continuare, come quello delle Williams. Io non sono stato un campione come loro ma ho un'altra testa e avrei già mollato da tempo".
paolo cane
paolo cane adriano panatta
paolo cane adriano panatta
NOVAK DJOKOVIC
NOVAK DJOKOVIC 77
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lorenzo musetti
lorenzo musetti in lacrime
lorenzo musetti
paolo cane



