jannik sinner

"ORA BASTA, SERVE RISPETTO" – SINNER MEJO DI LANDINI! IL ROSCIO NUMERO 1 DEL MONDO CAPEGGIA LA RIVOLTA DEI TENNISTI CONTRO GLI ORGANIZZATORI DEGLI SLAM PER AVERE PIÙ SOLDI, PIÙ TUTELE E PIÙ PESO NELLE SCELTE DI CALENDARIO – PER DARE UN SEGNALE AL ROLAND GARROS CONFERENZE RIDOTTE A 15 MINUTI E INCONTRI CON I MEDIA LIMITATI (E TANTO MENO DI COSI?...) - SINNER: "RIMANERE SENZA RISPOSTE PER PIÙ DI UN ANNO NON È TOLLERABILE. NOI GIOCATORI SIAMO MOLTO UNITI, VALUTEREMO"

 

Riccardo Crivelli per gazzetta.it - Estratti

 

jannik sinner foto mezzelani gmt0263

A Parigi la Fronda la conoscono bene, avendola organizzata già 378 anni fa contro il cardinale Mazarino. In fondo, nella protesta dei tennisti contro gli Slam, sopravvive una sorta di ribellione all’assolutismo dei quattro tornei maggiori, accusati di non ripartire equamente i profitti con i veri protagonisti dello spettacolo, cioè i giocatori.

 

La querelle è piuttosto nota: con i montepremi, gli Slam destinano loro circa il 15% dei proventi, cifra inferiore al 22% garantito ad esempio dai Masters 1000, e considerata decisamente insufficiente, in particolare in merito al sostegno dei giocatori di seconda fascia e alle coperture pensionistiche per il dopo-agonismo. Così, dopo che la lettera inviata a marzo del 2025 dai top player agli organizzatori degli Slam non ha mai avuto risposta, a Roma si è cominciato a parlare di azioni eclatanti, fino a minacciare il boicottaggio.

jannik sinner foto mezzelani gmt0262

 

Al momento, il bis di quanto avvenne a Wimbledon nel 1973 con il ritiro di 83 giocatori a supporto dello squalificato (per questioni di Coppa Davis) Pilic, è stato scongiurato, ma una ventina di giocatori, tra cui tutti i top ten già presenti a Parigi ad eccezione di Djokovic (che compiva gli anni e comunque ha confermato di essere schierato per un radicale cambiamento), hanno deciso di dare un segnale limitando a 15 minuti (cifra che richiama il famoso 15%...) la durata delle conferenze stampa del media day e di non rilasciare interviste alle tv detentrici dei diritti.

jannik sinner foto mezzelani gmt0274

 

La protesta peraltro è iniziata in modo piuttosto disorganizzato: con i cellulari in mano, i giornalisti hanno cronometrato al secondo i tempi di parola dei giocatori: l’americano Fritz è stato 10 minuti e 30 secondi nella sala stampa principale, poi 4 minuti e 30 secondi davanti all'emittente americana TNT.

 

Tra i giocatori che hanno aderito alla protesta anche Jannik Sinner: “Non è un atto contro i giornalisti, anzi siamo felici di condividere come sempre le nostre sensazioni con voi. E’ una questione di rispetto, rimanere senza risposte per più di un anno non è tollerabile. Noi giocatori siamo molto uniti, ed è quello che conta. Vedremo quali saranno le mosse della controparte, poi decideremo eventualmente passi ulteriori. Di certo vogliamo avere più voce in capitolo, anche nelle scelte di calendario”.

jannik sinner foto mezzelani gmt0249jannik sinner foto mezzelani gmt0275jannik sinner foto mezzelani gmt0260jannik sinner foto mezzelani gmt0276

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…