gasperini papu gomez

“NON OBBEDII A UNA CONSEGNA TATTICA. POI NELLO SPOGLIATOIO GASPERINI TENTÒ DI PICCHIARMI” – IL PAPU GOMEZ ROMPE IL SILENZIO E PARLA DEL SUO ADDIO ALL’ATALANTA: “IL GIORNO DOPO CI FU UNA RIUNIONE DELLA SQUADRA. CHIESI SCUSA A TUTTI. GASPERINI, PERÒ, NON PROFERÌ PAROLA. PERCASSI NON HA AVUTO LE PALLE DI CHIEDERE A GASPERINI DI PORGERMI LE SUE SCUSE. MI HA GETTATO NELLA SPAZZATURA” – LA RISPOSTA DEL TECNICO: "I COMPORTAMENTI DI GOMEZ ERANO DIVENTATI INACCETTABILI. L’AGGRESSIONE FISICA È STATA SUA, NON MIA, MA IL VERO MOTIVO PER CUI È ANDATO VIA DA BERGAMO È…”

gasperini papu gomez 1

PAPU GOMEZ ROMPE IL SILENZIO

Marco Guidi per www.gazzetta.it

 

Papu Gomez rompe il silenzio sulle ragioni che lo hanno portato a dire addio all’Atalanta, il suo paradiso da capitano e leader della squadra. L’argentino lo fa in una lunga intervista a "La Nacion", in cui tesse le lodi di tanti amici e compagni, da Messi ("Un capitano vero e la persona più semplice che conosca") al Cuti Romero ("Un fenomeno, un autentico crack"). 

 

gasperini papu gomez 5

La nota dolente arriva quando si parla della Dea e di Gian Piero Gasperini. Il Papu ricostruisce la dinamica della separazione, passo per passo, partendo da ciò che successe nella partita di Champions a Bergamo contro il Midtyjlland. 

 

"Sbagliai anche io, perché non obbedii a una consegna tattica. Mancavano 10 minuti alla fine del primo tempo, Gasperini mi chiese di spostarmi sulla destra, ma io stavo giocando benissimo a sinistra. Così gli risposi di no. Immaginate che significa, sul campo oggi, con tutte le telecamere. Sapevo che l’allenatore si sarebbe arrabbiato, che mi avrebbe tolto all’intervallo e in effetti fu così. Ma quello che successe poi nello spogliatoio valicò ogni limite".

gasperini papu gomez 3

 

Gomez lo racconta dal suo punto di vista, senza peli sulla lingua, per la prima volta. "Gasperini tentò di picchiarmi. Ok discutere, ma un’aggressione fisica non la posso accettare. Così, dopo questo fatto, chiesi ad Antonio Percassi un incontro e gli spiegai che per me non c’erano problemi a continuare assieme, ammettendo anche le mie colpe: come capitano non mi ero comportato a modo, ero stato un cattivo esempio non obbedendo a un’indicazione dell’allenatore. Però chiesi al presidente che per andare avanti avevo bisogno delle scuse di Gasperini. Una società non può tollerare che il tecnico provi ad aggredire un calciatore".

papu gomez percassi 1

 

LA SITUAZIONE PRECIPITA

Insomma, c’erano elementi per riportare la pace. Ma non fu così. Il Papu continua nel suo racconto: "Il giorno dopo ci fu una riunione di tutta la squadra. Io mi feci avanti e chiesi scusa a tutti: allenatore e compagni. Gasperini, però, non proferì parola. Ma come? Io riconosco di essermi comportato male e quello che ha fatto lui? Andava bene, nessuna scusa? Dopo qualche giorno comunicai a Percassi che non volevo più stare all’Atalanta e lavorare con Gasperini, se le cose stavano così. Il presidente mi rispose che non mi avrebbe lasciato andare via così a cuor leggero. Cominciò il tira e molla, le cui conseguenze le ho pagate sulla mia pelle: mi misero fuori squadra, ad allenarmi da solo o con le riserve".

 

DELUSIONE

papu gomez percassi 2

Da capitano a separato in casa, il Papu Gomez ha vissuto un momento di buio che mai si sarebbe immaginato dopo 7 anni a Bergamo. "Dopo tutto quello che avevo fatto per il club… Sì, si comportarono male e non posso negarlo. Percassi non ha avuto le palle di chiedere a Gasperini di porgermi le sue scuse. Si sarebbe risolto tutto. Poi mi chiusero le porte del calcio italiano: ero il miglior centrocampista della Serie A e non volevano cedermi a una rivale diretta. Avevo offerte dall’Arabia e dagli Stati Uniti, volevano mandarmi per forza là. Grazie a Dio, alla fine spuntò il Siviglia. E’ stato fondamentale per me, perché volevo a tutti i costi giocare la Coppa America con l’Argentina e così è stato possibile".

 

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PAROLE DURE

Ma chi tra Gasperini e i Percassi ha deluso di più l’ex capitano nerazzurro? "La proprietà del club. Dopo tanti anni insieme, con il bel rapporto che avevamo: i miei figli andavano a scuola con i bambini della famiglia Percassi, condividevamo un sacco di cose. Poi mi hanno gettato nella spazzatura. Una cosa che mi fa male ancora adesso. Con un allenatore è normale si possa litigare, sono cose che succedono spesso, anche in altri lavori capita. Ma la reazione della società mi fece soffrire sul serio". 

 

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Gomez ha una sua ragione sul perché i Percassi si comportarono così: "Motivi economici. Gasperini è uno dei migliori allenatori d’Europa, che con il suo lavoro fa crescere il valore dei calciatori della rosa. Scelsero lui e non me, perché sapevano che avrebbe continuato a garantire loro soldi dalle cessioni dei calciatori". 

 

Il Papu ha però un ultimo pensiero per la gente di Bergamo: "Si merita di sapere la verità, per questo oggi ho voluto raccontarla. Ed è giusto anche per me. Da un giorno all’altro mi fecero sparire e l’intenzione era quella di addossarmi tutte le colpe. Volevano far credere che me ne andassi a Siviglia per i soldi. E’ ora che i tifosi dell’Atalanta sappiano come è andata".

gasperini

 

LA RISPOSTA DI GASPERINI

DA www.gazzetta.it

 

Dopo le durissime parole del Papu Gomez a "La Nacion" ("Gasperini ha cercato di picchiarmi e Percassi ha scelto lui e non me"), ecco la replica del tecnico dell'Atalanta in esclusiva a Gazzetta.it.

 

"I comportamenti - dichiara Gasperini - e gli atteggiamenti di Gomez, in campo e fuori, erano diventati inaccettabili per l’allenatore e per i compagni. L’aggressione fisica è stata sua, non mia, ma il vero motivo per cui è andato via da Bergamo è per aver gravemente mancato di rispetto ai proprietari del club. Mi auguro che Gomez possa continuare a far parlare di sè con le prestazioni, come faceva all’Atalanta".

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