ORO, INCENSO E…MIRRA! A PARIGI È NATA UNA STELLA: MIRRA ANDREEVA TRIONFA AL ROLAND GARROS: BATTUTA IN FINALE LA POLACCA CHWALINSKA (PARTITA DALLE QUALIFICAZIONI). LA 19ENNE RUSSA DIVENTA LA PIÙ GIOVANE CAMPIONESSA DI SEMPRE SULLA TERRA ROSSA PARIGINA – AFFRONTANDO UNA UCRAINA, ANDREEVA HA DETTO: “NON MI IMPORTA CHI SIA, IO GIOCO CONTRO UNA PALLA” - L’UCRAINA KOSTYUK NON GLIELA HA MANDATA A DIRE: “NON SO COME FACCIA A DORMIRE MENTRE IL SUO PAESE UCCIDE ALTRE PERSONE...”
Marco Calabresi per corriere.it - Estratti
Era solo questione di tempo. Il primo giorno di gloria in uno Slam di Mirra Andreeva è arrivato a Parigi, in un Roland Garros soltanto sfiorato dalla sua allenatrice Conchita Martinez e che la russa si è presa di prepotenza, dominando la finale (6-3 6-2 in un'ora e 23') contro una giocatrice che tre settimane fa mai si sarebbe immaginata di potersi giocare il titolo in un Major.
La differenza si è vista tutta: da una parte una 19enne già campionessa — e da oggi in testa alla Race — e più giovane vincitrice del Roland Garros dai tempi di Monica Seles, dall'altra una giocatrice trovatasi catapultata in qualcosa di enormemente più grande: partita dalle qualificazioni e da numero 114 del ranking, Chwalinska aveva già fatto più del massimo arrivando alla finale, e dopo i primi game equilibrati sul Philippe Chatrier non c'è stata storia.
Quattro break nei primi quattro game, in cui anche Andreeva era sembrata bloccata dalla tensione: più abituata a giocare questi livelli, ma pur sempre alle prese con il primo Slam da conquistare.
Tolto il blocco, più mentale che altro, dal 3-2 per la polacca sono arrivati quattro game consecutivi per Mirra, diventati nove di fila in un secondo set senza storia, dove Andreeva si è leggermente rilassata una volta andata a servire per il match: il break di Maja ha soltanto allungato un film dall'epilogo scontato, fino alla chiusura in ginocchio di Andreeva sulla terra rossa di Parigi, alle inevitabili lacrime e all'abbraccio con Conchita.
«Sei così talentuosa da far venire il nervoso — l'ammissione di Chwalinska —. Ci sono stati dei momenti in cui mi sono dovuta dare dei pizzichi per capire che tutto questo è reale: avrei voluto dare un match migliore a tutti voi, ma è stata colpa di Mirra, è stata troppo forte». Poi, palcoscenico alla regina: «Osservavo il Roland Garros sin da bambina: non riesco a credere di avere la coppa in mano. Grazie Conchita per aver condiviso con me la sua esperienza e al team per avermi spinto al limite e per farmi lavorare anche quando non ne ho voglia». Era capitato in passato, difficilmente capiterà ancora.
KOSTUYK
Estratti da repubblica.it
Kostyuk: "Andreeva, affrontando una ucraina, ha detto: “Non mi importa chi sia, io gioco contro una palla”. Così è ancora più frustrante. Sono tutte persone adulte. Sanno benissimo di cosa stanno parlando. Sanno cosa succede nel loro Paese. Hanno Instagram. Seguono le notizie. Sono informate. Forse evitano di affrontare l’argomento, ma sono loro che devono convivere con questa realtà, non io. Hanno scelto una strategia che funziona per loro. Io non posso fare molto al riguardo. Mi piacerebbe che ci fosse una presa di posizione più chiara su quello che sta succedendo, soprattutto quando il tuo Paese sta uccidendo altre persone. Non so come possano dormire tranquille sapendo tutto ciò che accade».



