“PER FARE UN GIOVANE COME KIMI ANTONELLI SERVE UN ADULTO COME TOTO WOLFF, IL MANAGER DELLA MERCEDES, UNO CAPACE DI 'VEDERTI' QUANDO SEI ANCORA SCONOSCIUTO ANCHE A TE STESSO” – IL PEANA DI MASSIMO GRAMELLINI PER IL CAPO DEL MURETTO MERCEDES: “SE VOGLIAMO CRESCERE DEGLI ANTONELLI, ABBIAMO BISOGNO DEI WOLFF, CHE NON 'RISOLVONO PROBLEMI' MA MOSTRANO IL VERSO IN CUI AFFRONTARLI” - DITE A GRAMELLINI CHE PER CRESCERE DEGLI ANTONELLI C’E’ BISOGNO ANCHE DEGLI INVESTIMENTI DELL’ACCADEMIA MERCEDES CHE COLTIVA I TALENTI NON BADANDO A SPESE. PER IL PERCORSO DI CRESCITA DI ANTONELLI, LE FRECCE D’ARGENTO HANNO SPESO PIÙ DI 15 MILIONI (TOTO WOLFF NON E' UN PEDAGOGO...)
Massimo Gramellini per corriere.it - Estratti
In queste ore di sbornia motoristica si sente dire da più parti che i ventenni ansiosi e scettici del nostro tempo dovrebbero prendere esempio da Kimi Antonelli, un ragazzo che ha creduto nei propri sogni senza mai sembrare remissivo né diventare arrogante.
Andrebbe però aggiunto che per fare un giovane come Antonelli serve un adulto come Wolff, il manager della Mercedes. Uno capace di «vederti» quando sei ancora sconosciuto anche a te stesso, di investire su di te e poi di metterti un bolide sotto il sedere, anziché parcheggiarti in garage a scoppiare nell’attesa, fino a sgonfiarti. Un adulto che ti protegga senza soffocarti, ti sgridi senza umiliarti, ti sproni senza angosciarti. Dopo l’esordio da incubo di Kimi, due anni fa a Monza, chiunque altro lo avrebbe tolto dai circuiti e riaccompagnato alle giostre.
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Se vogliamo crescere degli Antonelli, abbiamo bisogno dei Wolff, che non «risolvono problemi» come il quasi omonimo (con una f sola) di Pulp Fiction, ma mostrano il verso in cui affrontarli. Ne abbiamo bisogno in famiglia, a scuola, in ufficio, nella politica e nell’imprenditoria. Persone adulte e risolte, in grado di trasmettere ai giovani soltanto due cose, però decisive: le radici e le ali.
ACCADEMIA MERCEDES
Niccolò Maurelli per “la Repubblica” - Estratti
Mercedes veste su misura e ogni pilota è un pezzo unico. «Per i giovani usiamo l'approccio del sarto. Questo rende il nostro programma imbattibile», racconta Gwen Lagrue, nel 2016 fondatore del Mercedes junior team, l'accademia che ha forgiato Antonelli. «Elaboriamo un pacchetto specifico per ognuno.
toto wolff balla sulle note di sarà perchè ti amo
Prima del passaggio in Formula 4, con Kimi abbiamo lavorato tanto sulla mente — il segreto dei grandi piloti è anche la gestione del sonno — e sul fisico, un po' fragile, con nutrizionista e mental coach», prosegue il francese che presto passerà in Red Bull. «Io e Toto Wolff, team principal della Mercedes, abbiamo fondato questo programma una decina di anni fa. Nel 2017 ci siamo fiondati su Kimi. Nel 2024 eravamo d'accordo: "Antonelli prenderà il posto di Hamilton". Abbiamo ricevuto molte critiche».
Ogni anno il team investe milioni nel programma che, tra gli altri, ha cresciuto George Russell, compagno di scuderia di Kimi. È cambiato l'approccio, però: «George ha passato del tempo in Williams, forse troppo, prima di sbarcare in Mercedes, quindi abbiamo dovuto aspettare un periodo di adattamento. Con Antonelli non è servito».
Da programma, per i giovani esistono tre piani di sviluppo: A, B o C. La meta più ambita è la Formula 1 (A) con Mercedes, come Kimi e Russell. C'è anche chi — Ocon prima dell'espulsione dalla Haas — resta nel circus al volante di un'altra macchina (B). Poi ci sono le altre categorie del motorsport (piano C).
In ogni caso, l'obiettivo è garantire un futuro ai talenti. L'investimento varia: per il percorso di crescita di Antonelli, Mercedes ha speso più di 15 milioni. «Senza le academy si fatica. Noi abbiamo supportato Kimi nelle primissime curve della sua carriera», spiega Mario Isola, direttore generale di Aci Sport, nei primi anni 2000 tecnico delle gomme di Toto Wolff, allora pilota Gt. Un rapporto di amicizia conservato nel tempo: «Due anni fa, Toto mi confessò il suo piano: Antonelli subito in Formula 1, al volante della Mercedes. Gli dissi: "Non è meglio farlo passare dalla Williams?".
Mi sbagliavo. E adesso i summer camp di Aci Sport raccolgono tantissime adesioni. C'è già un effetto Kimi».
Nel 2014, in uno dei camp organizzati dall'Automobile club a Sarno, era stato proprio il nuovo campione del mondo a distinguersi, come rivela Raffaele Giammaria, direttore della Scuola federale Aci Sport: «I genitori degli altri bambini pensavano che il suo kart fosse truccato. Allora, per smentirli, gliene abbiamo cambiati tre. Ha gareggiato — e vinto — con un mezzo sfasciato».
Si sono ricreduti tutti, anche suo padre Marco. «Ora hai un dovere morale. Rendi tuo figlio un pilota», gli ripeteva Giammaria dopo quell'esperienza. «Sei pazzo? », la replica di Antonelli senior mentre baby Kimi «sembrava un professore in mezzo a ragazzi molto più grandi di lui».
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