PISCODRAMMA ROMA: COME OGNI ANNO, DA QUANDO CI SONO I FRIEDKIN, E’ PARTITA LA RUMBA SULLA NECESSITA’ DI UNA RIFONDAZIONE (CHE NON ARRIVA MAI) – LE 5 PERE CONTRO L’INTER HANNO APERTO IL VASO DI PANDORA SULLA MODESTIA DELLA ROSA (CON DIVERSI CALCIATORI BOLLITI), LE SCELLERATE SCELTE SUL MERCATO DEL DS MASSARA, E ANCHE I LIMITI DI GASPERINI: INTEGRALISMO TATTICO E 11 SCONFITTE SU 31 PARTITE, UN RUOLINO CHE LO COLLOCA PER ORA TRA I PEGGIORI TECNICI DEGLI ULTIMI ANNI VISTI A TRIGORIA – PS: MA RANIERI PERCHE' NON PARLA?
Jacopo Aliprandi per corrieredellosport.it - Estratti
Il rumore non è stato quello di una semplice caduta. È stato uno schianto. Fragoroso, assordante, impossibile da ignorare. Il 5-2 incassato dalla Roma contro l’Inter non è soltanto una sconfitta pesante: è un verdetto che non lascia spazio a interpretazioni. Una sirena, più che un campanello d’allarme, capace di attraversare l’oceano e arrivare dritta nei pensieri - e nelle decisioni - della proprietà. Negli uffici di Dan Friedkin e Ryan Friedkin non si è fatto finta di niente. Delusione, sì. Irritazione, inevitabile.
Ma soprattutto una consapevolezza che adesso pesa come un macigno: questa Roma non basta. Non ancora. Non così. La classifica, fredda e spietata, racconta il resto. La zona Champions, oggi occupata dal Como, dista quattro punti.
La Juventus segue a tre lunghezze, mentre l’Atalanta soffia sul collo a una sola distanza, pronta a lottare anche per quel sesto posto che i giallorossi difendono con meno certezze. È una corsa che non ammette pause. E la Roma, invece, si è fermata troppe volte.
La reazione della proprietà è stata immediata. Contatti, confronti, parole chiare. Il messaggio è uno solo: la squadra non è competitiva, serve una rivoluzione. Non un ritocco, non un’aggiustatina. Una rifondazione vera, profonda, che tocchi il cuore della squadra. Perché il lavoro iniziato la scorsa estate da Massara ha posto le basi, ma si è trascinato dietro scorie del passato: giocatori fuori ciclo, errori ereditati, limiti mai davvero superati. La stagione, etichettata dalla proprietà fin dall’inizio come “di transizione”, oggi si rivela per ciò che è davvero: una diagnosi.
massara ranieri foto mezzelani gmt 0040
Qualche lampo, qualche illusione, ma nessuna continuità. E senza continuità non si costruisce. Si galleggia. Sempre tra quinto e sesto posto. Una terra di mezzo che a Trigoria è diventata ormai insopportabile. La partita contro l’Inter è stata la fotografia perfetta: spettacolare, disordinata, crudele.
Difesa fragile, equilibri instabili, personalità che appare e scompare. Troppo poco per competere con le grandi. Troppo poco per sognare davvero. E allora lo sguardo va avanti. Oltre. Dietro le quinte si parla già della Roma che verrà. Una Roma diversa, inevitabilmente. I Friedkin sono stati chiari: il nucleo sarà toccato, modificato, forse stravolto. Anche i pilastri vacillano. La parola chiave è competitività, e per raggiungerla serviranno scelte forti, anche dolorose.
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