napoli roma dzeko

DZEKO SPACCANAPOLI! COLPACCIO ROMA, SARRI SI RITROVA LA JUVE A MENO UNO (CON UNA GARA IN MENO) – PARTITA BELLISSIMA AL SAN PAOLO: APRE INSIGNE, POI DILAGANO I GIALLOROSSI - IN GOL UNDER, DZEKO (DOPPIETTA) E PEROTTI – ALISSON PARA TUTTO - NEL RECUPERO A SEGNO MERTENS – SARRI: "LA CORSA SCUDETTO? LA JUVE E' DI UN ALTRO PIANETA". E SUI BIANCONERI CHE GIOCANO PRIMA RIBADISCE...- VIDEO

 

Gianluca Monti per www.gazzetta.it

 

napoli roma dzeko

Impresa della Roma al San Paolo che rivitalizza morale e classifica della squadra di Di Francesco e mette il Napoli a portata di sorpasso da parte della Juve, che deve recuperare una partita. Gli ospiti vincono anche grazie a centravanti e portiere. Straordinario Dzeko, e non solo per la doppietta, eccezionale Alisson nel mortificare ogni tentativo degli azzurri di rimettere in piedi il risultato. Il Napoli, dunque, è entrato in campo sapendo della vittoria al fotofinish della Juve a Roma con la Lazio e con tanta rabbia in corpo, ma il colpo lo ha accusato con il passare dei minuti. Dal canto suo, la squadra capitolina ha giocato a viso aperto sin dall'inizio e pi nella ripresa ha mostrato, stavolta, una condizione atletica tale da chiudere il match.

 

FUOCHI D'ARTIFICIO — Nonostante il campo pesante per via della pioggia, le emozioni non sono mancate sin dall'avvio: Perotti ed Insigne hanno però colpevolmente evitato di "indirizzare" la partita fallendo due grosse occasioni nei primi tre minuti. L'attaccante della Nazionale però si è rifatto immediatamente portando avanti gli azzurri al sesto minuto: cross basso e preciso di Mario Rui, dimenticato da Florenzi, e piattone vincente con deviazione dell'attaccante del Napoli (sette conclusioni a rete nel primo tempo). Nemmeno il tempo di mettere il pallone a centrocampo che Under ha pareggiato per i giallorossi, complice anche stavolta una deviazione (di Mario Rui) dopo una bella verticalizzazione di Nainggolan. Insomma, inizio di gara con i fuochi di artificio.

napoli roma insigne

 

I ritmi si sono poi normalizzati con la Roma che ha abbassato il baricentro e rischiato grosso sulla volée del solito - ispiratissimo - Insigne, miracolo di Alisson. Roma però chirurgica ed in vantaggio al 26' con il terzo tiro in porta: cross di Florenzi e prodezza aerea di Dzeko che salta più in alto di Albiol ed indirizza all'angolino. Risultato ribaltato un po' a sorpresa. Inerzia della partita che comunque è cambiata ripetutamente, Napoli che ha sfiorato il pari con Mertens (straordinario Alisson) e giallorossi che hanno usato proprio Dzeko per tenere botta e congelare il pallone. Il bosniaco ha giocato una grande prima frazione, "rischiando" anche di mandare in porta Under nel finale.

 

DZEKO E CHIUDO — Ripresa al via con il San Paolo che ha alzato i decibel e con un contatto dubbio Hysaj-Perotti dopo due minuti. Il Napoli ha provato come consuetudine con Insigne (vicinissimo al bersaglio grosso al 66') ma ha cercato spazi anche sulla fascia destra con Callejon, che addirittura ha colpito un palo direttamente da calcio d'angolo. Comunque, a destra pure la Roma ha sfondato con Florenzi e Cenzig Under, facendo venire talvolta i brividi alla difesa di casa (Hysaj e Koulibaly hanno risolto un paio di situazioni scabrose). Insomma, tema tattico delineato con Napoli d'assalto e Roma compatta ma anche squadre stanche e lunghe.

sarri

 

I giallorossi sono stati bravi ad approfittare degli spazi concessi dagli azzurri ed hanno colpito nuovamente con Dzeko al 28': prodezza balistica dell'ex City che di sinistro l'ha messa a giro da fuori area nell'angolino basso. Sarri, che già aveva mandato in campo Hamsik per Zielinski, a quel punto si è giocato la carta Milik, tornato 161 giorni dopo l'infortunio con la Spal, mentre Alisson ha continuato il suo show alzando un muro davanti a Insigne. Il 4-2-3-1 ha spaccato in due il Napoli e Perotti su errore di Mario Rui ha fatto poker chiudendo in anticipo la contesa, che neppure la rete di Mertens nel recupero (bel destro all'angolino basso) ha potuto riaprire.

 

2. SARRI
Da gazzetta.it

sarri

Con la Juve a un solo punto di distacco e una gara da recuperare, le cose lassù in vetta per il Napoli cominciano a farsi complicate. La sconfitta con la Roma ha interrotto a 10 la striscia di vittorie consecutive e gli azzurri sentono il fiato sul collo dei bianconeri, che invece continuano a macinare successi. "La lotta scudetto riguarda la Juventus e basta - dice Maurizio Sarri a Premium Sport nel post partita di Napoli-Roma -. Noi abbiamo cercato di renderle la vita difficile e ci proveremo fino alla fine, ma loro sono di un altro pianeta sotto tutti i punti di vista, penso sia palese. Il gol della Juve al 93'? Quello che penso l'ho già detto settimane fa (si riferisce al calendario che propone i match dei bianconeri prima di quelli del Napoli, ndr), non voglio ripeterlo per non dare alibi ai miei giocatori".
 

dzeko napoli roma

L'ANALISI — "Vista dal campo - prosegue Sarri -, ci sono stati tanti aspetti positivi per noi, abbiamo tirato 26 volte e 13 in porta, resta da capire perché la Roma abbia trovato così facilmente la via del gol una volta che si avvicinava alla nostra area, ma la prestazione del Napoli è piena di cose positive. Mi spiace per il nostro pubblico, il nostro ambiente sa che noi non siamo un'espressione così forte del calcio italiano, ma sa anche che stiamo dando tutto e stiamo facendo bene. L'attacco della profondità della Roma non ci ha creato molti problemi, la sensazione è che gli episodi siano stati un po' sfavorevoli per noi". ..

 

 

Ultimi Dagoreport

khamenei damad iran proteste

DAGOREPORT – È FINALMENTE SCOCCATA L’ORA DI UNA NUOVA RIVOLUZIONE IN IRAN? GLI OTTIMISTI LO SPERANO, IL REGIME TEOCRATICO LO TEME: AL DODICESIMO GIORNO DI PROTESTA, LE VIOLENZE SI MOLTIPLICANO E IL POTERE DI KHAMENEI È SEMPRE PIÙ FRAGILE – LA PRESA DELLA DITTATURA REPRESSIVA SI STA INDEBOLENDO AL PUNTO CHE SI INIZIA A PARLARE DI TRANSIZIONE, E CRESCONO LE QUOTAZIONI DELL’AYATOLLAH MOSTAFA MOHAGHEGH DAMAD, CHE IN UN DISCORSO RECENTE HA ATTACCATO NIENTEPOPODIMENO CHE LA GUIDA SUPREMA – IL FALLIMENTO DEL REGIME È TOTALE: DALL’ECONOMIA ALLA POLITICA ESTERA. ESSERSI LEGATO MANI E PIEDI A RUSSIA E CINA HA ELIMINATO POSSIBILI ACCORDI ECONOMICI CON L’OCCIDENTE, E I TERRORISTI FORAGGIATI PER ANNI (HAMAS, HEZBOLLAH, HOUTHI) SONO STATI SPAZZATI VIA FACILMENTE DA ISRAELE…

trump putin macron starmer

DAGOREPORT – I BOMBARDAMENTI FRANCO-BRITANNICI IN SIRIA, PIÙ CHE A COLPIRE L’ISIS, SERVIVANO A MANDARE UN MESSAGGIO A TRUMP E PUTIN: GUARDATECI, CI SIAMO ANCHE NOI. LONDRA E PARIGI, UNICHE POTENZE NUCLEARI EUROPEE E MEMBRI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ONU, MA SONO STATI BEN ATTENTI A NON CONDANNARE IL BLITZ AMERICANO IN VENEZUELA. IL MOTIVO? ABBIAMO TROPPO BISOGNO DI TRUMP SULL’UCRAINA PER SFANCULARLO. IL TOYBOY DELL'ELISEO CI HA RIPENSATO SOLO QUANDO QUELLO L'HA PRESO PER IL CULO IMITANDOLO MENTRE LO PREGA DI NON FARGLI TROPPO MALE CON I DAZI – LA SIRIA A UN PASSO DALLA NORMALIZZAZIONE CON ISRAELE: MA AL JOLANI PREPARA LA RESA DEI CONTI CON I CURDI…

marco rubio donald trump jd vance

DAGOREPORT – DONALD TRUMP STA “IMPEACHATO” PER LE MIDTERM: RISCHIA UNA BATOSTA CLAMOROSA ALLE ELEZIONI DI METÀ MANDATO E PER FOMENTARE LA BASE PROVA A INCITARE I DEPUTATI USANDO LO SPAURACCHIO DELL’IMPEACHMENT. DELLA SERIE: SE MI METTONO SOTTO ACCUSA, FINITE SENZA POLTRONA ANCHE VOI – L’ISOLAMENTO DI VANCE È UN CONTENTINO ALLA BASE DEL “VECCHIO” PARTITO REPUBBLICANO, CHE PUNTA TUTTO SU QUEL VOLPONE DI MARCO RUBIO. MA ANCHE IL SEGRETARIO DI STATO HA UNA GROSSA MACCHIA SUL CURRICULUM: DA FIGLIO DI ESULI CUBANI, PER FARE CARRIERA SI ERA INVENTATO CHE IL PADRE ERA FUGGITO DALL’ISOLA PERCHÉ ANTI-CASTRISTA (ERA UNA BALLA) – LA LOTTA PER LA CANDIDATURA NEL 2028 E I PRECEDENTI: SOLO DUE VOLTE NEGLI ULTIMI TRENT’ANNI IL PARTITO DEL PRESIDENTE HA GUADAGNATO SEGGI ALLE MIDTERM…

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)