LA POLIZIA DI VARSAVIA FA STRAGE DELLA CURVA DELLA LAZIO: 150 FERMI E 17 ARRESTI. MA ALMENO I BIANCAZZURRI VINCONO E VANNO AI SEDICESIMI DI EUROPA LEAGUE

Alessandro Bocci per il "Corriere della Sera"

Una buona notizia e una cattiva: la Lazio, come da pronostico, espugna la tana del Legia con le reti giovani di Perea (nel primo tempo) e Felipe Anderson (nella ripresa,) mettendo al sicuro la qualificazione. Ma non è una festa. I tifosi gustano la serata dei biancocelesti. Il bilancio è pesantissimo: 17 arrestati nella notte che precede la partita, altri 150 fermati qualche ora prima del fischio d'inizio. Varsavia è gelida e amara.

La scintilla nella notte tra mercoledì e giovedì. Un gruppetto di laziali viene a contatto con gli ultrà locali, veramente poco raccomandabili, e successivamente è protagonista di una rissa nell'albergo che li ospita. L'arresto scatta dopo la successiva perquisizione nelle stanze degli italiani dove sono rinvenuti fumogeni e armi da taglio. Sedici dei diciassette arrestati vengono processati per direttissima e rispediti in Italia, l'ultimo finirà dal giudice questa mattina.

Gli altri 150, invece, vengono fermati nel pomeriggio in una piazza del centro dove si stanno radunando per essere scortati dalla polizia locale sino allo stadio. La situazione però degenera in fretta. Tensione e nervosismo precedono una fitta sassaiola verso le forze dell'ordine, che reagiscono con una retata. 150 tifosi ammanettati e condotti nei vari commissariati della città per l'identificazione.

Igli Tare, d.s. della Lazio, prova a difenderli. «Da quanto sappiamo avevano chiesto di essere accompagnati alla partita e sono stati fermati senza motivo. Posso però garantire che non sono violenti». Sulla vicenda vigila l'ambasciata italiana. All'andata erano stati quelli del Legia a mettersi in evidenza con episodi di violenza che avevano portato a 13 arresti.

Alla Pepsi Arena per fortuna tutto fila liscio. Sulle tribune e in campo. La Lazio vince senza problemi, con un gol per tempo, mostrando progressi sul piano del gioco e mettendo in luce i suoi giovani. Perea e Anderson firmano il successo, ma anche Keita è protagonista di una buona partita.

I ragazzi trascinano la squadra fuori dalla crisi. Petkovic andrà ad allenare la nazionale svizzera dopo il Mondiale, ma non ha intenzione di mollare un centimetro: «Ho un contratto sino a giugno e sono concentrato con il cuore e con la mente sulla Lazio». Il 12 dicembre all'Olimpico i biancocelesti daranno l'assalto al primo posto del Trabzonspor che, battendo 4-2 i ciprioti dell'Apollon Limassol, mantiene 2 punti di vantaggio nel girone.

Anche la Fiorentina vuole vincere il suo raggruppamento e per farlo dovrà aspettare l'ultima giornata. Il Dnipro, superando agevolmente il Pandurii per 4-1, accorcia le distanze rispetto ai viola che chiudono sullo 0-0 in casa del Paços de Ferreira. Sarà decisivo lo scontro diretto dell'ultima giornata in programma a Firenze. La squadra di Montella ha due risultati su tre. Certo il pari in Portogallo non è esaltante.

La Fiorentina, piena di rincalzi, va piano nel primo tempo in cui rischia di andare sotto, graziata da Bebè che, a porta vuota, tira contro il portiere Munua. Con Pizarro al posto di Bakic e poi con Cuadrado per Ambrosini la squadra cresce nel secondo tempo. Mati Fernandez invoca un rigore (contatto sospetto con Irobiso), Aquilani ci prova due volte di testa, anche Compper e Alonso sfiorano il gol.

L'ultima occasione capita sui piedi di Cuadrado. Ma non c'è niente da fare. Resta lo 0-0. Anzi, i viola rischiano la beffa, salvati da Munua che che devia con bravura il tiro di Manuel José. Dopo la sconfitta di Udine, un pareggio non entusiasmante. Il primo in Europa League dopo quattro vittorie. Ilicic, il più atteso, ancora una volta è deludente e a un quarto d'ora dalla fine viene sostituito da Iakovenko. Anche Bakic non incanta in mezzo al campo, mentre Matos non graffia. Il primo posto in classifica per il momento è salvo. Per difenderlo sino in fondo basterà non perdere tra due settimane al Franchi contro il Dnipro.

 

 

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