costanzo totti mourinho

MA QUESTA "ROMETTA" SE LO MERITA UNO COME MOURINHO? LO "SPECIAL" VUOLE RIVOLUZIONARE LA SQUADRA E CHIEDE DI AVERE VICINO UN DIRIGENTE ALLA PAOLO MALDINI CHE CONOSCA IL CALCIO (CHI MEGLIO DI TOTTI?). I FRIEDKIN LO ACCONTENTERANNO? ARRIVA OLIVEIRA DAL PORTO. VILLAR E MAYORAL TORNANO IN SPAGNA. I VERI COLPI IN ESTATE: SERVONO UN DIFENSORE CENTRALE DOMINANTE, UN CENTROCAMPISTA (RITORNO DI FIAMMA PER XHAKA?) E UN’ALA/SECONDA PUNTA…

ALESSANDRO ANGELONI per il Messaggero

 

FRIEDKIN MOURINHO

Sono passati otto mesi, poco più, da quel 4 maggio che ha cambiato la testa dei tifosi della Roma. L'annuncio di Mourinho, la ripartenza in grande stile. Quel giorno, José ha creduto di poter ricostruire, di organizzare una squadra competitiva, di incidere come ha sempre fatto in carriera. Perché lui è uno così, di alto livello, capace di plasmare un gruppo, un ambiente. Il percorso era portare una squadra, una società poco avvezze ai successi, al suo livello.

 

Questo concetto è stato ribadito dallo stesso allenatore ai suoi giocatori dopo la partita di San Siro, il 6 gennaio scorso: «Non sono io che devo abbassarmi al vostro livello, siete voi che dovete raggiungere il mio», questo in sintesi il pensiero espresso dal tecnico portoghese. Otto mesi dopo, poco più, siamo al punto di partenza, al prima di Mourinho.

 

jose mourinho 2

INCOGNITE E DUBBI Forse José è troppo grande per questa Roma. Nel senso: è un allenatore impegnativo, uno che ti costringe sempre a stare sul pezzo, alzando l'asticella, punzecchiando i giocatori e chiedendo rinforzi alla società. Anche se poi è sempre facile limitarsi alle richieste, un po' meno lo è incidere quando non piovono i soldi dal cielo.

 

L'estate scorsa il mercato è stato di reazione e questo è stato accettato da José, quello attuale sarà fatto da prestiti e da qualche cessione di calciatori poco funzionali. Decisiva sarà la prossima sessione, quando capiremo cosa la Roma sarà in grado di fare, se potrà accontentare al cento per cento un allenatore, giustamente e per pedigree, così esigente.

jose mourinho 1

 

Mou per ora osserva, cerca di capire, ma probabilmente si è reso conto di aver sovradimensionato il contesto dove stava per venire a lavorare e aspetta risposte dal futuro, che dovrà essere migliore del presente. I giocatori sono meno forti di quello che pensava, hanno meno carattere di quanto si aspettasse e la rosa non è così larga come si chiede a un club impegnato in tre competizioni. Le problematiche sono state tante, compresi gli imprevisti, non solo dovuti al Covid. La Roma sarà in grado di reggere una rivoluzione che lo Special pretende?

 

Perché di questo si tratta: una rifondazione, costosa oltre il mercato sostenibile. Quanti giocatori, degli attuali, rivedremo l'anno prossimo? Stando ai gusti di Mou, ce ne sono tanti che finiranno nella lista degli esuberi e quelli dovranno essere sostituiti. Zaniolo (che ha recuperato ed è pronto per il Cagliari, ma nel gruppo squadra c'è un altro positivo, titolare) e Pellegrini (e Veretour) gli unici che hanno mercato, ma nessuno pensa a cederli. La ricostruzione dovrà passare dagli ennesimi investimenti dei Friedkin.

 

mourinho

LA STRUTTURA SOCIETARIA Al fianco di José c'è una persona, Pinto, che è alla prima esperienza italiana; ci sono poi i Friedkin che sono sempre presenti e questo è sicuramente un appoggio importante. Ma la società non può chiudersi in queste sole figure.

 

Qualche mese fa, Mou, parlando del Milan aveva elogiato la figura di Maldini, come uomo di calcio capace di legare le due aree del club, calciatori e dirigenti. Nella Roma, questa figura, manca. E manca a Mou, che scalpita, smania, comincia a spazientirsi. Siamo a un punto che una separazione - al momento non considerabile - tra la Roma e Mou farebbe male soprattutto al club, eventualmente costretto a fare uno o due passi indietro nella scelta di un allenatore.

 

mourinho staff

La Roma, invece, dovrà spendere se non vuole far perde la voglia al suo allenatore, come fece nel 2000 Franco Sensi, che aveva un altro allenatore ingombrante come Capello. La rivoluzione portava il nome di Batistuta, Emerson, Samuel, investimenti da circa 150 miliardi. Oggi ne servono un centinaio, di milioni di euro. Con Mourinho. Con un x qualsiasi, invece, anche meno. Dipende dove si può e si vuole arrivare.

 

 

ORA LO AIUTERÀ OLIVEIRA I VERI COLPI SOLO IN ESTATE

STEFANO CARINA per il Messaggero

mourinho totti

La rivoluzione può attendere. A gennaio Mourinho se n'è fatto ormai una ragione: «Possiamo prendere solo prestiti, mi devo adeguare». È arrivato Maitland-Niles, ora tocca a Sergio Oliveira. In mattinata il portoghese sbarca nella Capitale (prestito da 1,5 milioni con diritto riscatto a 13,5), pronto per giocare già domenica contro il Cagliari.
 
Se non parte un centrale difensivo (Kumbulla piace alla Fiorentina; si valuta eventualmente il prestito di Sarr dal Chelsea) i discorsi saranno rimandati in estate quando Mou vorrebbe dar luogo ad una trasformazione radicale della rosa. Ne va del rapporto futuro tra lo Special One e la Roma. Perché domenica sera José è stato chiarissimo. Dipendesse da lui, cambierebbe 5-6 giocatori.
 
E stavolta il riferimento non è stato alle seconde linee come dopo Bodo. Mou ha lasciato intendere apertamente di parlare della prima squadra. Almeno un titolare per reparto, confidando in Spinazzola, è la sua idea di fondo. Non sarà facile accontentarlo. Perché il «mercato sostenibile» nel quale è costretto Pinto, comporta anche cessioni e l'alleggerimento del monte-ingaggi.

JOSE MOURINHO ALL OSTELLO DELLA CARITAS DI ROMA PER CAPODANNO

 
VIA VILLAR E MAYORAL Per intenderci: i prossimi trasferimenti di Villar (e Mayoral) al Getafe più quelli in prestito di Reynolds all'Anderlecht e Calafiori al Genoa aiutano. Ma non risolvono i problemi. Bisognerà dunque operare delle scelte. Anche radicali. Tradotto: uno degli attuali titolari con mercato (Veretout), potrebbe partire. Soldi che poi saranno reinvestiti. E in quest' ottica, le parole d'ordine saranno due: personalità ed esperienza. Che non equivale per forza a prendere calciatori alla soglia dei 30 anni come Sergio Oliveira. Abraham, ad esempio, ne ha sei in meno ma alle spalle un lustro in Premier League.
 

jose mourinho foto mezzelani gmt 034

L'importante sarà sbagliare il meno possibile. La scorsa estate la prima scelta come vice Dzeko era Azmoun. È arrivato Shomurodov, ora in difficoltà. I ruoli dove intervenire sono noti: un centrale difensivo, un centrocampista e un'ala/seconda punta. Senesi (Feyenoord), Xhaka (Arsenal) e Kostic (Eintracht), a meno che l'Inter per il serbo non beffi tutti già a gennaio, sono profili che non sono mai usciti dai radar di Pinto.

 

Sergio Oliveira

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