giovanni malago paolo maldini leonardo

IL RETROSCENA DELLO SCAZZO TRA MALAGO’ E PAOLO MALDINI – "REPUBBLICA": “C'È STATO UN MOMENTO PRECISO IN CUI MALDINI HA DECISO DI LASCIARE. È STATO QUANDO MALAGÒ, DOPO 24 ORE DI DISCUSSIONE, GLI HA DETTO: ‘PIRLO È STATA UNA SCELTA INFELICE, MA IL PRESIDENTE SONO IO, A QUESTO PUNTO MI ASSUMO LA RESPONSABILITÀ. E DECIDO’. MALDINI HA CAPITO QUELLO CHE GIÀ SOSPETTAVA DALL'11 LUGLIO: CHE L'AUTONOMIA CHE GLI ERA STATA GARANTITA E CHE LUI AVEVA PRETESO ERA IN REALTÀ LIMITATA. IL SOSPETTO È DIVENTATO CERTEZZA: MALAGÒ SUBISCE TROPPE PRESSIONI. MALDINI HA CAPITO CHE IL PRESIDENTE DELLA FEDERCALCIO NON AVREBBE AFFRONTATO I CLUB DI SERIE A, LA POLITICA, LE POLEMICHE PER PROTEGGERLO. A MALDINI RESTAVA IL TARLO CHE IL PRESIDENTE FEDERALE AVESSE GIÀ DECISO CHE PER IL RUOLO DI CT C'ERANO NOMI PIÙ ADEGUATI: QUELLO DI MANCINI SU TUTTI, MA ANCHE QUELLO DI CONTE. MALDINI SI È SENTITO LIMITATO, MALAGÒ HA PENSATO CHE CHI PROPONE PIRLO DOPO AVER DETTO PUBBLICAMENTE CHE VUOLE GUARDIOLA NON È DAVVERO ADEGUATO A DIRIGERE UNA FEDERAZIONE”

Estratto dell’articolo di Silvia Scotti per “la Repubblica”

 

giovanni malago e paolo maldini

Dallo scarso entusiasmo iniziale alla diffidenza delle ultime ore, i dubbi, i sospetti, la fiducia tradita, la sensazione di non essere libero: così una storia appena nata è già finita. Paolo Maldini e Giovanni Malagò, fine di un amore mai nato dopo appena due settimane, o poco più. Risoluzione del contratto immediata. Consensuale. Senza nulla in cambio. Una rottura che non ha un solo motivo.

 

Il "no" a Pirlo da parte di Malagò per Maldini era la spia di tutta una serie di problemi che si sarebbero presentati: temeva che di non avere libertà, che i confini dei ruoli fossero pochi chiari, che il presidente fosse ancora innamorati di Roberto Mancini come ct. Infastidito dalle polemiche per quell'inopportuno ruolo di testimonial di Fonbet, azienda russa di scommesse, di Andea Pirlo, l'uomo che lui aveva scelto.

giovanni malago leonardo paolo maldini

 

Collaborazione sottovalutata prima, discussioni considerate pretestuose dopo. Ma c'è stato un momento preciso in cui Maldini ha deciso di lasciare. È stato quando Malagò, dopo 24 ore di discussione, gli ha detto: «Pirlo è stata una scelta infelice, ma il presidente sono io, a questo punto mi assumo la responsabilità. E decido».

 

Fine dei giochi. Addio. Dalla sera precedente presidente federale e dt discutevano. Malagò gli aveva telefonato domenica sera chiarendo che la questione del contratto con Fonbet era «insuperabile, insostenibile». Maldini aveva incassato, provato a prendere tempo. Aveva chiamato Pirlo, il tecnico che si sentiva già ct e che aveva provato a difendersi con un post in cui parlava "di significato politico che non ho espresso".

MALAGO' MALDINI

 

[…] Ieri mattina, alle 8, Malagò era già in ufficio: ha alzato il telefono e ha detto a Maldini che non c'erano margini per rivedere la decisione «è insormontabile, non arginabile, ora decido io» e l'ex milanista ha capito di dover fare un passo indietro. Pirlo a quel punto non ha potuto far altro che modificare il post della sera precedente aggiungendo quel «non sarò il ct» che gli ha cancellato i suoi sogni.

 

Nelle utime 48 ore da dt Maldini ha capito quello che già sospettava dall'11 luglio: che l'autonomia che gli era stata garantita e che lui aveva preteso era in realtà limitata. Il sospetto è diventato certezza: Malagò subisce troppe pressioni. Anche se per convincerlo a diventare dirigente della Nazionale (proposta accettata dall'ex bandiera del Milan tra dubbi e scarso entusiasmo) gli aveva promesso libertà di scegliere e agire. Maldini ha capito che il presidente della Federcalcio non avrebbe affrontato i club di serie A, la politica, le polemiche per proteggerlo.

 

paolo maldini foto mezzelani gmt019

E così ieri sera, dopo una giornata difficile iniziata molto presto, gli ultimi tentativi, le mediazioni provate, (Malagò dopo il primo colloquio della mattina ha provato, invano, per qualche ora, a convincere Maldini e Leonardo a non lasciare) è finita. […] Ma a Maldini restava il tarlo che il presidente federale avesse già deciso che per il ruolo di ct c'erano nomi più adeguati: quello di Mancini su tutti, ma anche quello di Conte, i tecnici già bocciati da Maldini nei colloqui preliminari.

 

[…] Maldini si è sentito limitato, Malagò ha pensato che chi propone Pirlo dopo aver detto pubblicamente che vuole Guardiola non è davvero adeguato a dirigere una federazione. Si chiude così. Sedici giorni appena, mai felici. […]

giovanni malago'

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