paolo bonolis inter roma

ROMA-INTER RACCONTATA DA PAOLO BONOLIS, ROMANO E TIFOSO NERAZZURRO: “UNA VOLTA ERO ALL'OLIMPICO E SENTO UN SIBILO ALLA MIA SINISTRA. ERA UNA PIZZETTA ROSSA, LANCIATA VERSO DI ME MA CHE PRESE IN PIENO UN RAGAZZINO NELLA FILA SOTTO. CHE SE LA MANGIÒ PURE. MI VOLTO E LI VEDO. ERANO IN CINQUE, TIPI DAVVERO POCO RASSICURANTI. E INIZIANO A URLARMI DI TUTTO, LE PEGGIO COSE DAVVERO. NON SO CHE MI HA PRESO, MA MI VIENE DA SALIRE AD AFFRONTARLI…E LÌ MI SI AFFIANCA UN UN ARMADIO CHE SUPERAVA IL CONCETTO STESSO DI ARMADIO. ERA UNO DEL SERVIZIO D'ORDINE CHE, CON FARE IMBARAZZATO, MI DICE…”

Estratto dell’articolo di Antonio Dipollina per “la Repubblica”

 

PAOLO BONOLIS

Interisti di Roma. Non pochi: tra i più individuabili un Paolo Bonolis che oggi non sarà allo stadio in quanto si trova in località nella quale si potrebbe anche faticare a vedere la partita. […]

 

È difficile la condizione di interisti nella Capitale?

«Ma no. Ovvio che siccome mi conoscono tutti, gli sfottò vanno a mille. Perdiamo e arriva il messaggio: vojo vede se domani scenni al bar…».

 

La loro esaltazione di questo periodo però è cospicua.

«Ma li conosco benissimo, il Circo Massimo e quelle cose. Poi bastano due pareggi e si intristiscono. Ci scherziamo su, anche su questo. […]».

 

Davvero mai qualche momento complicato? Nemmeno allo stadio?

«Una volta sì. Ero seduto tranquillo all'Olimpico e sento un sibilo alla mia sinistra. Era una pizzetta rossa, lanciata verso di me ma che prese in pieno un ragazzino nella fila sotto.

paolo bonolis (2)

Che se la mangiò pure».

 

Ti tiro una pizzetta.

«Aspetti, c'è il seguito. Mi volto e li vedo. Erano in cinque, tipi davvero poco rassicuranti. E iniziano a urlarmi di tutto, le peggio cose davvero. Non so che mi ha preso, ma mi viene da salire ad affrontarli…».

 

Ahia.

«E lì mi si affianca un essere che non credevo potesse esistere in natura. Un armadio che superava il concetto stesso di armadio. Era uno del servizio d'ordine che, con fare imbarazzato, mi dice: "Signor Paolo, lasci stare, torni al suo posto"».

 

La saggezza dei servizi d'ordine.

«Decido di proseguire lo stesso. E lì non so come sia stato, ma in pratica sento una mano, ma definirla mano non spiega, che mi afferra di peso e in un attimo mi ritrovo seduto al mio posto». […]

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