sarri agnelli

“LA MIA ULTIMA PARTITA? CON QUESTA DOMANDA SI DÀ DEI DILETTANTI AI NOSTRI DIRIGENTI…” - MAURIZIO SARRI METTE LE MANI AVANTI IN VISTA DEL RITORNO DI CHAMPIONS CONTRO IL LIONE CHE PUO’ COSTARGLI LA PANCHINA: “PENSO CHE AVRANNO FATTO LE LORO VALUTAZIONI. SE SCEGLIERANNO DI CAMBIARE O MENO LO AVRANNO GIÀ DECISO…”

Paolo Tomaselli per il “Corriere della Sera”

 

maurizio sarri

Chi siamo? Dove andiamo? Riusciremo a fare due gol in più del Lione, possibilmente senza subirne? Quando torna la Champions League, le domande esistenziali della Juventus si fanno ogni volta più dense. E sono impossibili da ignorare, perché la chiave che apre lo scrigno dei desideri di Lisbona - tre partite in otto giorni per vincere una Coppa che manca da 24 anni - è ancora nelle mani del Lione. L'1-0 è un risultato scivoloso da rimontare, specie dopo un mese e mezzo faticoso e non del tutto appagante come quello che ha portato al primo scudetto di Maurizio Sarri.

john elkann maurizio sarri villar perosa

 

Di fronte c'è un avversario alla seconda uscita ufficiale in una settimana, dopo cinque mesi di stop: un'incognita assoluta in termini di ritmo partita e resistenza. Ma la Juve, che si è già fatta sorprendere dalla banda dell'ex romanista Garcia a febbraio, non può sbagliare tempi e modi di una rimonta «difficilissima ma possibile» come dice Sarri: nelle precedenti uscite di Champions il tecnico predicava «leggerezza», mentre adesso chiede «lucidità e pazienza».

 

maurizio sarri paulo dybala

A proposito di pazienza e di domande fondanti: Sarri - e non solo lui - stasera si gioca molto, addirittura il posto? Considerato che Allegri fu allontanato dopo l'eliminazione ai quarti con l'Ajax, ci sarebbe una logica. Se si guarda all'andamento della stagione, segnata dal Covid, e al tipo di cambiamento richiesto all'allenatore, allora un po' meno: «Se penso che questa possa essere la mia ultima partita sulla panchina della Juve? Con questa domanda si dà dei dilettanti ai nostri dirigenti. Penso di avere a che fare con dirigenti di alto livello, che avranno fatto le loro valutazioni. Se sceglieranno di cambiare o meno lo avranno già deciso».

 

MAURIZIO SARRI

Un discorso dal tono e dal tenore molto diversi rispetto a quelli di qualche settimana fa, quando il succo era «ho un contratto, resto». Per cui davvero lo spartiacque del Lione può cambiare il corso delle cose e non è da escludere che quello del tecnico sia un modo per chiamare in causa proprio la società, che fin qui lo ha confermato, come del resto aveva fatto fino al'ultimo con Allegri. Confondere i destini di Sarri con quelli della squadra però rischia di far perdere energie preziose alla Juve, perché il Lione è battibile, a causa anche della sua tendenza a non riordinarsi in fretta dopo aver portato il pressing: non a caso nel secondo tempo del Parc Olympique, Madama attaccò molto, sfiorando il pareggio.

 

Dybala potrebbe recuperare per la panchina («proveremo fino al mattino» spiega Sarri), quindi accanto a Ronaldo ci sarà Higuain. Cuadrado può fare il terzino, ma soprattutto l'esterno d'assalto. Bernardeschi garantirebbe più equilibrio, in attesa di vedere che piega prende la serata.

 

UN GIOVANE MAURIZIO SARRI

Garcia, come ammette Sarri, è nelle condizioni ideali per esaltare il proprio gioco basato sulla difesa a 3, la densità in mezzo (con il regista Guimaraes svelto a orientare il gioco, a differenza di Pjanic), tecnica e velocità sulla trequarti, con il gioiellino Aouar e Cornet: una serie di ingredienti indigesti alla Juve. Senza dimenticare il recupero in attacco di Depay, rapper di successo. Nello Stadium vuoto, però, gli amplificatori li porta CR7: per provare una rimonta rock, come quella sull'Atletico dello scorso anno. E vedere l'effetto che fa.

 

 

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