jannik sinner roland garros

“SONO MORTO” - A FINE APRILE, A MADRID, SINNER CONFESSÒ A UN FISIOTERAPISTA VETERANO DEL CIRCUITO ATP TUTTA LA SUA STANCHEZZA – JANNIK ERA REDUCE DA INDIAN WELLS, MIAMI E MONTECARLO. MA HA IGNORATO I SEGNALI DI AFFATICAMENTO E HA GIOCATO ANCHE A ROMA. FINO AL CROLLO INEVITABILE AL ROLAND GARROS – IL NUMERO 1 DEL MONDO ORA SI RIPOSA GIRANDO IN VESPA A MONTECARLO: NON SEMBRA AVERE ALCUNA FRETTA DI FARE GLI ACCERTAMENTI PER CUI AVEVA ALLERTATO IL J MEDICAL DI TORINO…

 

Gaia Piccardi per corriere.it - Estratti

 

«Sono morto». È l’ultima settimana di aprile. Nei meandri del Master 1000 di Madrid, che ha scelto di giocare prima del Foro Italico, Jannik Sinner incrocia un fisioterapista veterano del circuito Atp e gli confida tutta la sua stanchezza. È reduce da Indian Wells, Miami e Montecarlo, la tripletta attraverso le superfici e i continenti: nel Principato ha superato la crisi fisica con Machac al terzo turno e un Alcaraz involuto — ma pur sempre drenante energie psicofisiche — in finale. 

jannik sinner foto lapresse 7

 

(...)

 

A pochi giorni dal dramma sportivo del Roland Garros, dove era arrivato con il trolley carico di 29 match vinti in 71 giorni, Roma inclusa, Jannik è ricomparso in pubblico per le vie di una Montecarlo addobbata con i marchi del Gran Premio di domenica, a bordo della Vespa rossa che usa per spostarsi quando non è il caso di estrarre dal garage la Ferrari 812, la Porsche 911 o l’Audi RS6, le auto di una collezione privata che è solo all’inizio.

 

jannik sinner foto lapresse 6

Oggi che il Roland Garros è rimasto terra di conquista di chi non ha mai vinto uno Slam in vita sua, e che liberato dalla cappa di ineluttabilità (per gli altri) di un successo sinneriano sta producendo match combattutissimi in un livellamento totale dei valori verso l’alto, è facile dire che a Madrid, con quella zavorra di stanchezza già addosso, il n.1 non ci doveva andare. Soprattutto presagendo la pesantezza di un impegno come gli Internazionali del Foro Italico nell’anno del cinquantennale del trionfo di Panatta.

 

 

 

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Un altro Master 1000 extended, come Madrid, per di più con le aspettative del focoso tifo casalingo da gestire e le richieste degli sponsor da accontentare. La cena con l’assicurazione, il firma-palline nello stand della crema solare, mille persone che ti tirano per la giacchetta, che vorrebbero un pezzettino del campione che l’Italia non aveva mai avuto.

 

Altri sei match da impilare sopra quel «sono morto» che adesso suona profetico, sei conferenze stampa, sei bagni nel ghiaccio, sei massaggi, sei allenamenti, dodici notti piene di pensieri. Che non basta certo una mezza giornata sul green o una gita in Valle Aurina per far evaporare.

 

È assodato che, quando non dorme tutte le sue ore e ritiene di non aver riposato abbastanza, la performance di Sinner ne risente. Dormire male significa allenarsi o giocare male, trascinarsi dietro il fastidio per un lavoro non eseguito a regola d’arte innescando un effetto domino di ansie e preoccupazioni.

 

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«Mi basta guardalo in faccia la mattina per capire come ha riposato» ha detto coach Vagnozzi. Aveva dormito male — per sua ammissione — alla vigilia di Medvedev a Wimbledon 2024 e Roma, e di Rune a Melbourne 2025. Il calo di energie con Spizzirri in Australia lo scorso gennaio potrebbe essere riconducibile, oltre al caldo, all’indebolimento conseguente alla forte influenza presa da Jannik prima di Natale, tanto che il calcetto del primo gennaio con gli amici (Giovinazzi, Ciccone, Pier Guidi) era saltato.

 

La macchina-Sinner, insomma, è un organismo delicato che risente di ogni spiffero, figuriamoci del carico che l’ha portata alla rottura in mondovisione sul centrale del Roland Garros, nel terribile secondo turno con Cerundolo.

 

In un torneo che gira la boa degli ottavi di finale senza i due predestinati, Jannik gironzolante in Vespa e Alcaraz al mare con gli amici in Portogallo senza più tutore al polso destro, Sinner rimane l’elefante nella stanza.

jannik sinner foto lapresse 1

 

Sui motivi del clamoroso malore piovuto dal cielo a un game dal passaggio del turno, l’ambiente tennis continua a interrogarsi. «Non è normale quello che gli è successo però non è normale nemmeno quello che ha fatto Jannik fin qui» ha sottolineato Matteo Berrettini, che per l’altoatesino è un punto di riferimento. Come a dire che, nel bene e nel male, tutto ciò che riguarda Sinner è esagerato. Non sembra avere alcuna fretta di fare gli accertamenti per cui aveva allertato il J Medical di Torino. C’è un tempo per tutto, tornerà anche quello di Jannik Sinner.

jannik sinner foto lapresse 3jannik sinner foto lapresse 2JANNIK SINNER

 

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