viperetta ferrero lotito claudio

PRESIDENTI IN FUORIGIOCO - DAI “TATUAGGI SUL CAZZO” BY DE LAURENTIIS ALLE MASSIME LOTITIANE: LO STUPIDARIO DEI CAPI (COMICI) DELLA SERIE A - SPECIAL GUEST IL PATRON DORIANO “VIPERETTA” FERRERO: “MIHAJLOVIC È COME DON MATTEO, È L’EROE DELLA SAMP. E IO POSSO ESSERE LA MAMMA”

Tommaso Rodano per il “Fatto quotidiano

 

ferreroferrero

I padroni del calcio italiano sanno offrire spettacoli più imprevedibili di quelli per cui si paga il biglietto allo stadio. Per spiegare la crisi del pallone, iniziata molto prima del disastro azzurro in Brasile, i pensieri e le parole dei presidenti della Serie A possono essere illuminanti. Berlusconi, Cellino, De Laurentiis, Lotito, Preziosi, Zamparini.

 

Capaci di exploit dialettici clamorosi, siparietti imbarazzanti, citazioni memorabili. Sempre sul confine tra serio e grottesco, spesso ben oltre quel limite: i padroni delle squadre davanti alle telecamere si permettono di tutto.

 

Negli ultimi tempi il palco della Serie A si è arricchito di nuovi interpreti. Per scalare la classifica delle bizzarrie italiane avranno bisogno di tempo, ma già promettono bene. L’indonesiano Erick Tohir si è presentato all’Inter dichiarando senza ironie che il suo giocatore preferito nella storia nerazzurra è la meteora Nicola Ventola.

Sinisa MihajlovicSinisa Mihajlovic

 

In una delle prime visite a Trigoria, l’americano de Roma Jim Pallotta, per far conoscere il suo “estro”, si è tuffato in piscina vestito di tutto punto. Poi c’è Massimo Ferrero, il nuovo presidente della Sampdoria. Appena arrivato, già mostra un potenziale comico straordinario. Iniziamo da lui.

 

MASSIMO FERRERO, UN VIRTUOSO SOTTO LA LANTERNA

Ferrero ha preso la Samp dalla famiglia Garrone poco più di un mese fa. Noto come Er Viperetta, il suo piccolo impero imprenditoriale è nel cinema: il senso dell’(avan)spettacolo non gli manca. La sua prima intervista da presidente al Secolo XIX, storico giornale genovese, è piena di perle rare.

 

aurelio de laurentiis laurea ad honorem aurelio de laurentiis laurea ad honorem

Nato delegato. “Edoardo Garrone è un signore. Era impegnato in altri lidi e per sua forma mentis delegava. Io sono nato delegato, le cose me le guardo tutte da solo” (Il Secolo XIX, 2014).

 

Istinto materno. “Mihajlovic è un grande uomo, io farò del mio meglio per metterlo nelle migliori condizioni. Perché lui è il nostro papà, il papà dei giocatori e io posso essere la mamma”.

 

Il taglio degli stipendi. “Vogliamo dire una frase che ha inventato il professor Monti? C’è la spending review, è tanto bella. Io imito l’Italia. Abbiamo un presidente, il grande Matteo Renzi, che farà molto bene. Non è che io riduco, ridurre è riduttivo come parola...” La palpatina. “La squadra sarà toccata? Io non tocco nessuno. Sono loro che toccheranno me”.

lotito foto mezzelani gmt lotito foto mezzelani gmt

 

Quasi santo. “Dopo lo stadio, la domenica, torniamo a casa e accendiamo la tv. E cosa vediamo? Una fiction. Ecco, Mihajlovic è come don Matteo, è l’eroe della Samp”.

 

CLAUDIO LOTITO, LA LEGGENDA DEL MORALIZZATORE

Il presidente della Lazio ha fatto fortuna nel settore delle pulizie. Ha una passione per i precetti morali e per il latinorum, meglio se maccheronico. Con la Curva Nord è ai ferri corti da anni, nonostante rivendichi di aver salvato la squadra dal fallimento. Il calcio non gli basta più: sostiene di aver scoperto la vocazione per la politica.

 

Ride bene chi ride ultimo. “Bisogna dare giudizi alla fine, non nella fase endoprocedimentale” (Datasport, 2008).

 

Lezioni di religione. “Quell’uomo non era un santone, ma un prete cattolico ortodosso. Lei non saprà neanche la differenza...” (Il Fatto Quotidiano, 2014)

 

Collodi chi? “Me sembrate il gatto e la volpe, ma io non so’ mica Pinocchio” (a Moggi e Giraudo che gli chiedevano di cedere il calciatore Oddo, 2004) 

 

Istigazioni. “Lei istiga e fa da terminale di alcuni interessi, lei diffonde notizie a istigare situazioni destabilizzanti, lei rappresenta un elemento di istigazione” (Al giornalista di Mediaset, Paolo Bargiggia, 2007)

BERLUSCONI silvioBERLUSCONI silvio

 

Lirico. “Bisognerebbe procedere a una rivoluzione poetica nel mondo del calcio. Scrivere, leggere, parlare. D’Annunzio, Manzoni, Pascoli! Ha presente la musicalità dannunziana della pioggia nel pineto? (Chi, 2006)

 

E le corna? “Con me pensavano d’aver preso la vacca per le zinne, e invece hanno preso le palle di un toro” (Il Foglio, 2014)

 

SILVIO BERLUSCONI, IL CAVALIERE, IL DIAVOLO E IL VANGELO

Ha portato l’Italia sull’orlo del baratro, ma anche il Milan sul tetto del mondo. Tra le tante dichiarazioni sopra le righe, una fece dimettere Dino Zoff dalla panchina della Nazionale . È noto: anche quando si tratta di calcio, il Cavaliere ha un’alta opinione di sé. Chiedere ai suoi allenatori.

 

MAURIZIO ZAMPARINI jpegMAURIZIO ZAMPARINI jpeg

Uomo d’azione. “Ho fatto bene più di chiunque altro in tutti i settori in cui mi sono cimentato” (La Stampa, 1994). Nomen omen. “Chi vorrei essere se non fossi Berlusconi? Il figlio di Berlusconi” (12 ottobre 1994).

 

E il mandolino? “Noi del Milan siamo la realtà italiana più conosciuta nel mondo dopo la mafia e la pizza” (Milanello, 1995).

 

Il brand.“Santità, mi lasci dire che lei assomiglia un po’ al mio Milan: tutti e due andiamo spesso in trasferta a portare nel mondo un’idea vincente” (in visita a Papa Giovanni Paolo II, 1988)

 

Profetico. “Il Milan? È un affare di cuore, costoso, ma anche le belle donne costano” (La Repubblica, 1986)

 

Altro che Guardiola. “Il Barcellona applica quel gioco che mi piacerebbe vedere nel Milan. Lo applicavo anche io: quando facevo l’allenatore mi arrabbiavo se i ragazzini facevano un passaggio più lungo di quattro metri...” (Festa di Natale del Milan, 2011)

 

AURELIO DE LAURENTIIS, DAI CINEPANETTONI AI TATUAGGI DI CAVANI

Massimo Cellino Massimo Cellino

Ha preso il Napoli in serie C e l’ha riportato in Champions League. In mezzo: uno show, spesso vietato ai minori. Memorabile la sceneggiata alla cerimonia dei calendari del 2012. Non gli piacque quello del Napoli: insultò tutti e scappò via in scooter (senza casco), sul sedile di una persona fermata per strada.

 

Body Art. “Cavani firma un contratto a 1,3 milioni e coi premi arriva a 2, poi mi rompe i coglioni. L’anno dopo allora io gliene do addirittura 3, e poi non gli bastano e mi rompe di nuovo i coglioni. Ora dico basta. Io non faccio di mestiere il moralizzatore, ma a volte me li guardo negli occhi e dico: ‘Fatte un altro tatuaggio sul pisello se hai spazio’” (Ritiro del Napoli, 2012)

 

Infedeltà coniugale. “Nel matrimonio si è in due, puoi convincere con i soldi una moglie a rimanere, ma se ha deciso di scopare con un altro, scoperà con un altro” (a proposito del divorzio con Walter Mazzarri, maggio 2013).

 

Igiene intima. “Hamsik e Lavezzi vogliono andare in Inghilterra? Ma che palle vivere lì. Piove tutti i giorni, si mangia uno schifo e le donne non si fanno nemmeno il bidet”. (Tuttosport, 2008)

CELLINO PRESIDENTE DEL CAGLIARI CELLINO PRESIDENTE DEL CAGLIARI

 

MASSIMO CELLINO, ROCK’N ROLL TRA MIAMI E QUARTU

Ex decano della Serie A, Massimo Cellino ha appena lasciato il Cagliari e il calcio italiano. Se ne va in Inghilterra: è il nuovo proprietario del Leeds. Lascia molti ricordi: un paio di stadi fantasma (quello di Quartu gli è costato pure quattro mesi di carcere), gli assoli di chitarra elettrica (è rockettaro incallito) e tante dichiarazioni temerarie dalla casa di Miami.

 

Come no...“Gli spogliatoi di Quartu saranno i più belli d’Europa. Lo Juventus Stadium arrossisce di fronte ai nostri, te lo giuro” (telefonata intercettata, 2012)

 

Iettatore. “Mi chiedete come si sta nel carcere di Cagliari, e io vi dico che si sta bene, tanto prima o poi ci finirete tutti, toccatevi pure” (Alla prima intervista dopo l’arresto, giugno 2013).

 

MAURIZIO ZAMPARINI, L’INCUBO DEI MISTER

silvio berlusconi silvio berlusconi

Il padrone del Palermo quest’anno ha festeggiato il ritorno in serie A. Gestisce i rosanero dal 2002: in dodici anni ha avuto 21 allenatori. In tutta la “carriera” ne ha cambiati 44.

 

Vivisezione. “Gli allenatori sono come le angurie. Finché non le apri non puoi sapere quello che c'è dentro” (2009)

 

È lui! “Tra gli allenatori liberi Zenga era quello più motivato. È l’allenatore più intelligente con cui abbia mai parlato” (giugno 2009)

 

Non è lui. “Ci ho riflettuto tutta la notte e ho deciso che non potevamo andare avanti così. Mi dispiace dal punto di vista umano, ma Zenga non era l’allenatore giusto per la piazza di Palermo” (novembre 2009)

 

Peccati di gola. “L’esonero di Pioli? Mi sto mangiando il secondo testicolo. Il primo me lo sono già mangiato” (marzo 2012)

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…