TERREMOTO NEL CALCIO TURCO: OLTRE 448 DIRIGENTI DI CLUB SONO INDAGATI PER SCOMMESSE, MILLE CALCIATORI SONO STATI SOSPESI E IL PRESIDENTE DEL COMITATO CENTRALE DEGLI ARBITRI, INSIEME AL SUO VICE E ALTRE CINQUE PERSONE SONO STATI ARRESTATI. LE ACCUSE SONO FALSIFICAZIONE DI DOCUMENTI, ABUSO DI FIDUCIA E ACQUISIZIONE ILLEGALE DI DATI PERSONALI – NEI MESI SCORSI ERA EMERSO CHE 371 ARBITRI DIRETTORI DI GARA AVEVANO CONTI SCOMMESSE E 152 SCOMMETTEVANO ATTIVAMENTE – LO SCANDALO GETTA OMBRE SU EURO 2032, CHE LA TURCHIA ORGANIZZERÀ INSIEME ALL’ITALIA…
Estratto dell’articolo di Salvatore Riggio per www.corriere.it
Il pallone turco sta affondando nuovamente sotto il peso di uno scandalo che non sembra avere fine. Ciò che era iniziato come un sospetto si è trasformato in una tempesta giudiziaria ed etica capace di travolgere i vertici della Turkiye Futbol Federasyonu (TFF), arbitri di spicco, dirigenti di prima fascia e centinaia di tesserati. […]
Il punto di svolta si è consumato nelle scorse ore con l’arresto del presidente del Comitato centrale degli arbitri (MHK), Ferhat Gündogdu, del suo vice e di altri sospettati, nell’ambito di un’operazione condotta in quattro province. Le accuse formulate dal Tribunale di Istanbul-Caglayan sono pesantissime: falsificazione di documenti ufficiali, abuso di fiducia e acquisizione illegale di dati personali.
Sullo sfondo restano le parole del ministro della Giustizia, Akin Gürlek, che ha evidenziato «accuse di ingerenza nella definizione delle classifiche degli arbitri, nelle designazioni, nei processi di valutazione e nomina, nonché negli esami». Un quadro sconfortante al quale si aggiungono intercettazioni imbarazzanti e l’arresto di direttori di gara in attività, come Yasin Kol, fermato dopo una partita amichevole. […]
[…] La TFF ha recentemente sospeso in via cautelare 448 dirigenti ed ex dirigenti di club — tra i quali spiccano il presidente del Trabzonspor, Ertugrul Dogan, e il vicepresidente del Besiktas, Hakan Daltaban — per aver piazzato scommesse negli ultimi cinque anni. Dogan ha ammesso di aver posseduto un conto, ridimensionando l’accaduto: «Nessuno pensava che questo potesse causare problemi. Se abbiamo commesso un errore, ci scusiamo, ma non abbiamo fatto nulla di sbagliato».
Una spiegazione che sfiora il paradosso di fronte alle dimensioni di un’inchiesta partita dai numeri sconcertanti emersi nei mesi scorsi, quando si scoprì che 371 arbitri professionisti su 571 possedevano conti scommesse e 152 giocavano attivamente.
Tra perquisizioni, registrazioni telefoniche e oltre mille calciatori sospesi a vario titolo, la percezione è che l’intero movimento sia ormai delegittimato. […] Con l’ombra di omesse responsabilità che lambisce persino le prossime scadenze internazionali, la promessa delle istituzioni di voler «ripulire il calcio» suona come un atto dovuto, ma forse arrivato drammaticamente in ritardo. Ed Euro 2032, che la Turchia organizzerà insieme all’Italia, incombe.




