esposito corona zaniolo

“ZANIOLO DA TESSERATO DELLA ROMA INVITAVA A PUNTARE ANCHE SUI GIALLOROSSI” – LA “TALPA” DI CORONA MAURIZIO PETRA, ZIO DELL’EX INTER ANTONIO ESPOSITO, INGUAIA ZANIOLO - PARLA DELLA MADRE DELL'EX TALENTINO ROMANISTA CHE AVREBBE FATTO AVERE DELLE PROVVIGIONI AL NIPOTE ANTONIO CHE FUNGEVA DA BANCO PER LE SCOMMESSE DEI CALCIATORI. SI PARLA ANCHE DI UN APPARTAMENTO A LA SPEZIA FATTO RIVENDERE AGLI ZANIOLO - “IL PAGAMENTO LO HA INCASSATO MIO NIPOTE” - IN UNA CHIAVETTA CHAT E AUDIO DEI CALCIATORI. SI FANNO I NOMI ANCHE DI BARELLA, GIASY, LAMELA. E SI SENTE ANTONIO ESPOSITO DIRE: “STATE ATTENTI, SE VI BECCANO VI INCULANO" - SECONDO IL NIPOTE PETRA SI STA INVENTANDO TUTTO...

Giacomo Amadori per “La Verità” - Estratti

 

antonio esposito

C’è una chiavetta nascosta in uno studio legale della Spezia che potrebbe cambiare la storia dell’inchiesta sul calcio scommesse. Una chiavetta collegata a un testamento. Infatti in caso di decesso del cinquantacinquenne Maurizio Petra, la fonte di alcune delle rivelazioni di Fabrizio Corona e zio del calciatore Fabrizio Esposito, presunto «banco delle scommesse» a Roma, la memoria elettronica dovrebbe passare subito nelle mani degli inquirenti che indagano sulle puntate dei calciatori. Forse Petra è troppo ansioso (recentemente ha subito un’operazione ed è finito su tutti i giornali per un incontro con Corona), ma la notizia è molto importante.

 

«Dispongo che la chiavetta Usb allegata al presente testamento sia consegnata a cura dell’avvocato M.B. […] alla Procura della Repubblica di Torino per riferimenti al calcio scommesse» si legge in un foglio autografo. Nella chiavetta ci sono diversi file audio e altri documenti.

francesca costa la mamma di nicolo zaniolo 10

 

Petra, in chat, ha scritto al nipote: «Sei tu che mi hai fatto ascoltare l’audio delle squallide discussioni familiari in cui si parla di soldi, di tradimenti, Rolex e firme sui conti correnti». In questo dossier sarebbe entrato di tutto.

 

(...)

Non c’entro niente, la gente su questa vicenda delle scommesse fa i nomi a caso». E ha aggiunto: «L’unica cosa che mi viene da pensare di questo delirio è che mio zio ne abbia voluto approfittare, qualcuno gli avrà offerto qualcosa, ma io cosa c’entro?». In realtà lo zio, cinquantacinquenne napoletano, e il padre Egidio sembrano remare nella stessa direzione «per aiutare Antonio».

 

(...)

ZANIOLO E TONALI

Signor Maurizio, che cosa c’è nell’audio più importante che ha consegnato al suo avvocato?

«In uno si sente chiaramente la voce di Antonio e di Zaniolo che conversano, secondo mio nipote, con altri calciatori di seria A. Uno ha un accento che sembra portoghese… parlano chiaramente di scommesse fatte, di somme vinte e perse (57.000 euro, 30.000, 6.000), di importi consistenti. Su specifica domanda di Antonio i presenti rispondono menzionando i nomi di Lamela, Giasy, Barella, lo stesso Niccolò. Si sente Antonio dire: “State attenti, se vi beccano vi inc…” o qualcosa del genere.

 

Mio nipote chiede anche: “Ma dove vi mettete a giocare?”. E, non ricordo chi, risponde: “Nelle stanze”, senza specificare a quali stanze si riferisse».

 

Si ricorda se si parlasse di una specifica piattaforma di scommesse?

«Non vorrei sbagliarmi, ma si faceva riferimento a qualcosa con base a Dubai».

Lei come ha fatto a entrare in possesso di questi file?

NICOLO ZANIOLO NICOLO FAGIOLI SANDRO TONALI

«Mio nipote ha raccolto molti documenti, una sorta di archivio. Erano dentro ai due telefonini che aveva almeno sino al 7 dicembre 2022 quando è stato ospite per l’ultima volta a casa mia, dopo l’ennesima fuga da Roma e l’ennesimo tentativo di recuperare denaro per far fronte alla sua situazione debitoria.

 

Lui caricava i file su alcuni pc di famiglia per poi spostarli su una chiavetta, su cui diceva di aver salvato tutto. Diciamo che in questi passaggi qualcosa sui computer di casa è rimasto».

 

Ma perché suo nipote ha registrato sé stesso e gli altri? «Glielo ho chiesto anche io e lui mi ha risposto: “Non si può mai sapere. Può sempre servire”».

 

ZANIOLO E TONALI

Antonio le ha detto se i suoi amici calciatori scommettessero sulle loro squadre? Zaniolo sostiene di aver giocato solo a poker e blackjack.

«Antonio mi ha detto che scommetteva per sé e per Nicolò e quando gli ho chiesto se l’amico fosse così stupido da puntare sulla Roma, mi ha mostrato una chat con Nicolò in cui lo stesso lo invitava a giocare su una partita di Coppa Italia dei giallorossi, non ricordo contro chi.

 

Gli ha inviato gli estremi della scommessa e del sito e lo ha invitato a prelevare con il suo (di Zaniolo, ndr) bancomat il denaro contante. Per questo gli ha inviato anche il pin della carta».

 

antonio esposito

Suo nipote è stato anche malmenato per questioni di gioco? (Petra ci mostra un’immagine che assomiglia molto a un fotomontaggio in cui Esposito ha un occhio bendato e il volto tumefatto.

 

Il trentatreenne è rosso come una ciliegia). «Ce l’ha inviata per convincere noi famigliari a mandargli dei soldi. Antonio, in un’altra occasione, ha raccontato di essere stato picchiato e minacciato da personaggi a me sconosciuti a causa del mancato rispetto delle date di scadenza per la restituzione dei soldi che si era fatto prestare. La cosa ha indotto il padre a sporgere denuncia».

 

Anche Zaniolo lo ha aiutato?

«Antonio mi ha riferito che la mamma di Nicolò, Francesca Costa, gli aveva prestato dei soldi, ma non che faceva di qualche sistema. Ha detto che la donna ha fatto da tramite con il procuratore di suo figlio (Claudio Vigorelli, ndr) per fargli anticipare le provvigioni per il suo ruolo di osservatore. Secondo Antonio, tra lui e la Costa c’era una relazione e mi ha mostrato dei messaggi che aveva nel cellulare. La cosa a me non è piaciuta per il rapporto che aveva con Nicolò».

 

Gossip a parte, ci racconti dell’accordo con Vigorelli e suo nipote…

nicolo zaniolo sandro tonali

«Nella primavera dell’anno scorso, mio nipote diceva di avere debiti per circa 150.000 euro. I miei parenti mi hanno raccontato che gli avevano già dato 200.000 euro in un anno, ma non erano bastati. Per questo decisi di mettere a disposizione un carnet di assegni a garanzia che Antonio portò alla Costa. Lei avrebbe dovuto anticipare i 150.000 euro e noi li avremmo restituiti a rate.

 

Ma la mamma di Zaniolo, secondo Antonio, avrebbe risposto che per dargli velocemente quella cifra doveva sbloccare dei titoli/polizze in banca e che comunque non poteva garantire l’operazione con gli assegni.

 

Per questo contattò il procuratore di Nicolò (Claudio Vigorelli, ndr) con cui Antonio collaborava per chiedergli di anticipargli le provvigioni di sua competenza sui contratti di Nicolò, un “corrispettivo forfettario”, visto che mio nipote aveva presentato e fatto sì che Nicolò entrasse nella scuderia di Vigorelli. Operazione poi andata a buon fine con un anticipo di 150.000 euro pagati a rate da 25.000 euro bimestrali».

FABRIZIO CORONA A AVANTI POPOLO

 

(...)

Antonio avrebbe ceduto un appartamento alla società immobiliare degli Zaniolo…

 «Mi ha detto di averlo venduto per recuperare parte del denaro che aveva ricevuto in prestito e che doveva restituire. Non ricordo le cifre esatte, ma si parlava di 30-40.000 euro. Quella casa in realtà l’ha ceduta prima al compagno di sua madre e, poi, dopo cinque mesi, l’ha fatta rivendere agli Zaniolo. Credo che in entrambi i casi il pagamento lo abbia incassato mio nipote».

 

Sa di altri movimenti di soldi?

«Antonio mi ha riferito che Zaniolo aveva un debito di gioco, forse a Milano, e che lo stesso era stato coperto con bonifici bancari. Cosa che ho ritenuto folle».

 

Che cosa faceva esattamente a Roma suo nipote?

«Mi ha detto che era finito in questa situazione perché oltre a scommettere, “avevano fatto il banco”, ma non mi ha mai detto se con quel plurale si riferisse anche a Nicolò. Ho cercato di capire chi fosse coinvolto e lui non mi ha fatto nomi, ma mi ha detto: “Zio, giocano tutti!”».

nicolo zaniolo sandro tonali

 

Che significa fare «il banco»?

«Mi ha detto che vuol dire raccogliere le scommesse, ma non mi ha spiegato chi ci fosse dietro. Mi ha solo confessato di essersi rovinato per far fronte al pagamento delle vincite perché i giocatori pretendono il pagamento immediato e per saldare la parte di sua competenza sarebbe stato costretto a mettersi nelle mani degli strozzini accumulando debiti su debiti».

 

Ma adesso suo nipote ha detto che lei si sta inventando tutto…

Petra prende il cellulare e ci mostra alcuni messaggi che ha inviato ad Esposito negli ultimi giorni. Il 15 ottobre gli ha scritto: «Sappi che possono offrirmi qualsia cifra, ma io non smentirò neanche una virgola! Io non sono mica come te! Loro si sono comprati il tuo silenzio con quattro spiccioli. Cosa pensi che non si sia capita la mossa della tua improvvisa sparizione […]. Hanno sentito puzza di bruciato e ti hanno nascosto per far cadere tutte le responsabilità su di te».

nicolo zaniolo sandro tonali

 

Per Petra qualcuno, all’improvviso, avrebbe saldato anche i debiti del nipote.

«La cosa che mi ha fatto più schifo è che mio nipote è stato costretto a nascondersi in un paesino sperduto, è dovuto scappare da Roma dove vive la sua bambina, mia sorella era disperata perché nessuno sapeva dove fosse… allora ho fatto due più due: significa che ‘sti qui hanno capito che stava per succedere qualcosa, perché credo che le indagini di Torino siano in corso a 5-6 mesi».

 

Chi sono ‘sti qui?

«Non mi faccia fare nomi».

 

Antonio ha lasciato la Capitale da un giorno all’altro?

nicolo zaniolo con la mamma

«Sì, all’improvviso, non ha chiamato il padre e la madre per annunciarlo, dalla sera alla mattina è partito. Ci ha contattato la compagna per dirci che era sparito e non sapeva dove fosse. Non le dico la preoccupazione».

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