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STIAMO TRASFORMANDO LA TERRA IN UN FORNO! - UN RAPPORTO DELL'ONU PREVEDE CHE LA TEMPERATURA GLOBALE AUMENTERA' DI 2.6 GRADI CELSIUS ENTRO IL 2100, ANCHE NELL'IPOTESI IN CUI I GOVERNI RISPETTINO GLI IMPEGNI CLIMATICI ASSUNTI - IL DOSSIER: "SI TRATTA DI UNO SCENARIO PEGGIORE RISPETTO A QUELLO PREVISTO LO SCORSO ANNO, A SEGUITO DEL RITIRO FORMALE DEGLI STATI UNITI DALL’ACCORDO DI PARIGI E DELLA REVISIONE DELLE STIME SULLE EMISSIONI STORICHE"

cambiamento climatico - global warming

(LaPresse/AP) - L’umanità si sta dirigendo verso un mondo più caldo di quanto gli esperti avessero previsto lo scorso anno, e gli Stati Uniti sono una delle principali cause di questa situazione. È quanto emerge da un nuovo rapporto delle Nazioni Unite.

 

Se tutti i Paesi manterranno le promesse di ridurre le emissioni che intrappolano il calore nell’atmosfera, secondo l’aggiornamento dei calcoli climatici diffuso mercoledì dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) la Terra si riscalderà probabilmente di altri 1,2 gradi Celsius rispetto alle temperature attuali.

donald trump riscaldamento globale

 

Si tratta di circa 0,1 gradi Celsius in più rispetto alle proiezioni formulate lo scorso anno dallo stesso gruppo di scienziati. "Si tratta di uno scenario peggiore rispetto a quello previsto lo scorso anno, a seguito del ritiro formale degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi e della revisione delle stime sulle emissioni storiche",

 

si legge nel rapporto, che attribuisce agli Stati Uniti anche l’aumento delle emissioni registrato lo scorso anno, sottolineando che tutte le altre 20 principali economie mondiali hanno ridotto il proprio inquinamento da carbonio oppure, quantomeno, hanno rallentato la crescita delle emissioni di anidride carbonica derivanti dalla combustione di carbone, petrolio e gas.

 

CAMBIAMENTO CLIMATICO

"In termini quantitativi, l’aumento registrato negli Stati Uniti (133 milioni di tonnellate di CO2 equivalente) ha superato di gran lunga quello di tutti gli altri Paesi ed è stato determinato dalla maggiore domanda di elettricità e dalla ripresa della produzione di energia elettrica da carbone", afferma il rapporto.

 

Secondo il documento, i 124 Paesi che hanno aumentato le proprie emissioni - a esclusione dei 63 che le hanno ridotte, tra cui la maggior parte delle nazioni europee - hanno aggiunto 189 milioni di tonnellate di anidride carbonica nel 2025.

 

cambiamenti climatici

Il 70% di questo incremento è riconducibile agli Stati Uniti. I nuovi calcoli indicano che, se i Paesi attueranno integralmente gli impegni contenuti nei piani climatici presentati alle Nazioni Unite, entro il 2100 la temperatura globale sarà superiore di 2,6 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali. Se invece il mondo continuerà lungo il percorso attuale, senza considerare gli impegni nazionali, la temperatura sarà più alta di 2,8 gradi Celsius rispetto alla seconda metà del XIX secolo: una stima identica a quella formulata lo scorso anno.

proteste contro il cambiamento climatico

 

Entrambi gli scenari superano ampiamente gli obiettivi fissati dal Patto sul clima di Parigi del 2015: mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi Celsius e, preferibilmente, limitarlo a 1,5 gradi Celsius. Attualmente, la temperatura globale è già superiore di circa 1,4 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali. All’inizio di quest’anno, e nuovamente nel presente rapporto, i funzionari delle Nazioni Unite hanno riconosciuto che non è più possibile limitare il riscaldamento all’obiettivo di 1,5 gradi Celsius che si erano prefissati.

migrazioni cambiamenti climatici

 

Le speranze sono ora riposte nella possibilità di contenere l’aumento della temperatura a circa 1,8 gradi Celsius, per poi riuscire in qualche modo a rimuovere dall’atmosfera una quantità sufficiente di anidride carbonica da riportare le temperature a 1,5 gradi. Il mondo è ancora "pericolosamente lontano" persino da questi obiettivi, ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres. "Ma disponiamo degli strumenti necessari per cambiare rotta e allontanarci dall’orlo del precipizio",

 

cambiamenti climatici

ha aggiunto. Ridurre drasticamente le emissioni globali di carbonio - del 18% entro il 2030 e del 69% entro il 2040 - "è l’unico modo per tornare a una situazione in cui la realtà sia ancora in larga misura gestibile, senza impatti devastanti. Per questo motivo, una simile riduzione è assolutamente sensata", ha affermato Inger Andersen, direttrice esecutiva dell’Unep. 

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