john elkann la stampa

LA STORIA DELLA JUVE NON SI SVENDE, QUELLA DELLA “STAMPA” SÌ – IL CDR DEL QUOTIDIANO DI TORINO INFIOCINA JOHN ELKANN PER IL VIDEO IN STILE CHIARA FERRAGNI (FELPA GRIGIA E SGUARDO CONTRITO) CON CUI HA RIFIUTATO L’OFFERTA DI TETHER PER LA SQUADRA BIANCONERA: “VALE PER IL CALCIO, MA NON PER IL NOSTRO GIORNALE E I SUOI OLTRE 150 ANNI DI STORIA. STORIA CHE SI PUÒ SERENAMENTE SVENDERE, SENZA NEMMENO CURARSI DI CAPIRE A CHI" – IL CDR DI “REPUBBLICA” CONTRO GIORGIA MELONI: “COLTIVA OTTIMI RAPPORTI SIA CON JOHN ELKANN CHE CON IL POSSIBILE ACQUIRENTE DI GEDI: SE PROPRIO RITIENE DI POTERSI RENDERE UTILE, LE SUGGERIAMO DI UTILIZZARE LA SUA INFLUENZA PER GESTIRE QUESTO DELICATO PASSAGGIO”

john elkann rifiuta l offerta di tether per la juventus 6

CDR LA STAMPA, 'LA NOSTRA STORIA NON SI SVENDE'

(ANSA) - "Sabato scorso John Elkann ha respinto l'offerta di acquisto della Juventus con un video messaggio e la precisazione che "la squadra, la nostra storia e i nostri valori non sono in vendita".

 

Vale per il calcio, ma non per il nostro giornale e i suoi oltre 150 anni di storia. Storia che si può serenamente svendere, senza nemmeno curarsi di capire a chi". Lo afferma il Cdr del quotidiano La Stampa, in un comunicato.

 

"Anche se negata per mesi - prosegue il Cdr -, la scelta della proprietà è dismettere l'intero gruppo Gedi, compresa Repubblica, le radio e le altre testate. La Stampa fa - anche se a questo punto è ormai tempo di scrivere, faceva - parte della stessa famiglia e dello stesso grande gruppo industriale che si sta via via disgregando, distruggendo valore e valori, dal 1926.

 

JOHN ELKANN IN REDAZIONE A LA STAMPA DOPO L ASSALTO DEI PRO PAL

Abbiamo profonde radici a Torino, nel Piemonte e nel Nord Ovest, guardiamo e parliamo all'Europa e al mondo. Difendiamo la nostra Costituzione e i valori ereditati da Norberto Bobbio e Galante Garrone e sempre tramandati. Siamo europeisti, democratici e sostenitori convinti e innamorati del pluralismo e della libertà di informazione. Valori fondanti non solo di un quotidiano come il nostro, ma di una Repubblica che può dirsi davvero democratica".

 

"Lo scorso 30 novembre, dopo l'assalto alla nostra redazione - conclude il Cdr -, anche John Elkann ha portato la sua solidarietà. Si è rivolto ai colleghi e alle colleghe parlando alla prima persona plurale, con l'inteso che proprietà, direzione e redazione fossero un tutt'uno. Menzogne.

 

JOHN ELKANN IN REDAZIONE A LA STAMPA DOPO L ASSALTO DEI PRO PAL

Nemmeno quindici giorni dopo è arrivata la dichiarazione ufficiale di Exor e la conferma della volontà di uscire dal settore dell'editoria. Gedi ceduta a un investitore greco, La Stampa chissà. Alla delusione si aggiungono amarezza, sconcerto e preoccupazione per i destini di lavoratori e lavoratrici.

 

Non solo giornaliste e giornalisti, ma personale poligrafico e tecnico, amministrativo e collaboratori tutti. Posti di lavoro e vite di cui temiamo il governo non abbia troppa intenzione di farsi carico, almeno a giudicare dal palco di Atreju di ieri. La vendita del gruppo Gedi è stata menzionata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni giusto il tempo di polemizzare con i suoi avversari politici, senza dare rassicurazioni sulle sorti di 1.300 lavoratori e lavoratrici"

 

theodore kyriakou

IL COMUNICATO DEL CDR

Da “la Repubblica”

 

Invece di occuparsi di una crisi industriale che riguarda 1.300 lavoratrici e lavoratori e al contempo di fare la propria parte per salvaguardare il pluralismo dell'informazione, ieri dal palco della sua kermesse la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha preferito sfoderare l'arma della più bassa propaganda politica per parlare di Gedi: attaccando un partito di opposizione, un sindacato e un articolo di Michele Serra su questo giornale che rappresenterebbe «una sinistra isolata e rabbiosa».

 

giorgia meloni atreju 2025 10 foto lapresse

Anche stavolta le sue parole denotano scarsa attitudine istituzionale, visto che Meloni in teoria rappresenta tutti i cittadini di questo Paese e non solo i suoi elettori. In più sono completamente false rispetto a fantasiosi accordi tra l'attuale editore di Gedi su Stellantis e le interviste fatte dalle colleghe e dai colleghi nel corso degli anni a Maurizio Landini, segretario generale della Cgil.

 

Ci risulta piuttosto che Meloni coltivi ottimi rapporti sia con John Elkann che con il possibile acquirente di Gedi: se proprio ritiene di potersi rendere utile visto il ruolo che ricopre, e di cui spesso si dimentica, le suggeriamo di utilizzare la sua influenza per gestire questo delicato passaggio tutelando non gli interessi — per la gran parte esteri — di grandi e ricchi imprenditori, ma delle persone che qui vivono del proprio lavoro.

 

JOHN ELKANN

Lo sfregio di Meloni, casualmente, fa il paio con il video nel quale lo stesso Elkann annuncia il rifiuto a prendere in considerazione l'offerta ricevuta per l'acquisto della Juventus.

 

«La Juve, la sua storia, i suoi valori, non sono in vendita», sono le sue parole.

Concetti che non valgono per Repubblica, la Stampa e le altre testate del gruppo di cui ha gran fretta di disfarsi. Confidiamo che la sua uscita di scena dal mondo dell'editoria sia almeno dignitosa, nel rispetto delle garanzie occupazionali e di indipendenza che non solo le lavoratrici e i lavoratori ma anche il sottosegretario all'editoria Alberto Barachini gli hanno chiesto di mettere nero su bianco nelle clausole del contratto di compravendita in via di definizione.

Il Comitato di redazione.

 

SE LA PREMIER USA LE TRATTATIVE SU GEDI

Estratto dell'articolo di Giuseppe Bottero per “la Stampa”

 

john elkann rifiuta l offerta di tether per la juventus 4

Prima, la solidarietà a La Stampa, convinta e senza esitazioni, per l'attacco alla redazione. Poi, quella alla categoria per le parole di Francesca Albanese. Ecco perché stupisce che le frasi più pesanti pronunciate da Giorgia Meloni dopo l'annuncio delle trattative per la cessione del nostro gruppo editoriale siano state queste: «Oggi il Pd si indigna perché gli Elkann vogliono vendere il gruppo Gedi e non ci sarebbero garanzie per i lavoratori, però quando chiudevano gli stabilimenti di Stellantis ed erano gli operai a perdere il posto di lavoro, tutti muti! Anche Landini, che faceva le interviste a Repubblica, sul tema fischiettava! Tutti muti!».

 

Al di là dell'impressione che quei colloqui siano stati letti piuttosto distrattamente, sorprende soprattutto che dalla premier non sia arrivato un intervento per chiedere tutele per una realtà da 1.300 posti di lavoro, bensì un affondo nel momento della sua massima esposizione: la festa in casa, ad Atreju.

 

Quello che per le istituzioni di diverso colore è, a tutti gli effetti, un passaggio di proprietà delicato, da monitorare con attenzione, entra così nel tritacarne della propaganda.

 

giorgia meloni atreju 2025 13 foto lapresse

Ieri, dal palco, l'abbiamo sentita parlare «delle agenzie di rating che rivedono al rialzo il giudizio per l'Italia, riportandola in serie A». Degli «80 miliardi di investimenti che abbiamo portato in Italia in tre anni grazie agli accordi con altre nazioni». Dello spread, «che oggi è a un terzo rispetto a quando ci siamo insediati».

 

Nessun passaggio, però, sulla politica industriale che in questo momento ci riguarda così da vicino, nessun accenno a una produzione scesa per 23 mesi di fila prima di rimbalzare timidamente. Niente riferimenti, per esempio, agli addetti dell'Ilva, finiti in una tenaglia pericolosissima che rischia di lasciare il nostro Paese senza acciaio.

 

Eppure sarebbe interessante capire le strategie per un territorio che non cresce e in cui il tema dei costi dell'energia, dice Confindustria, è ormai «una questione di sicurezza nazionale». [....]

john elkann rifiuta l offerta di tether per la juventus 2JOHN ELKANNgiorgia meloni atreju 2025 4 foto lapresse giorgia meloni atreju 2025 7 foto lapresse giorgia meloni e mateusz morawiecki ad atreju foto lapresse giorgia meloni atreju 2025 17 foto lapresse giorgia meloni atreju 2025 21 foto lapresse john elkann juventusjohn elkann rifiuta l offerta di tether per la juventus 1john elkann rifiuta l offerta di tether per la juventus 3john elkann rifiuta l offerta di tether per la juventus 5

Ultimi Dagoreport

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”