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TERREMOTO NEL GOLFO – GLI EMIRATI ARABI UNITI, CON L’USCITA DALL’OPEC E DALL’OPEC+, LANCIANO LA SFIDA AI PRINCIPALI PAESI ESPORTATORI DI GREGGIO (SU TUTTI L’ARABIA SAUDITA) PER CAMBIARE L’ORDINE MONDIALE DEL PETROLIO – IL MINISTRO DELL’ENERGIA, SUHAIL AL MAZROUEI: “IL MONDO AVRÀ BISOGNO DI PIÙ ENERGIA”. TRADOTTO: ABU DHABI AUMENTERA’ LA PRODUZIONE DI ORO NERO – DIETRO LA SCELTA C’È LA VOLONTÀ DI INGRAZIARSI TRUMP, IN DIFFICOLTÀ PER LA MESSA IN DISCUSSIONE DEL PETRODOLLARO, E OTTENERE DAGLI USA LINEE DI CREDITO IN UN MOMENTO DI DIFFICOLTÀ A CAUSA DELLA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ – GLI EFFETTI SUL PREZZO DEL PETROLIO...

EMIRATI, ADDIO ALL'OPEC: UN PASSO INDIETRO CHE STRIZZA L'OCCHIO A TRUMP

Estratto dell’articolo di Sissi Bellomo per “Il Sole 24 Ore”

 

EMIRATI ARABI - PETROLIO

Tra gli effetti collaterali della guerra nel Golfo Persico c’è anche l’addio all’Opec da parte degli Emirati arabi uniti: un abbandono che rappresenta una delle fratture più gravi che si ricordino nella storia dell’Organizzazione degli esportatori di petrolio e che potrebbe essere stato accelerato dalla volontà di Abu Dhabi di ingraziarsi gli Stati Uniti.

 

[…]

 

Con la guerra e la chiusura dello Stretto di Hormuz che si protraggono ormai da due mesi, anche le robuste economie dei Paesi del Golfo oggi sono messe a dura prova, tanto da rischiare addirittura la recessione, come ha fatto notare il Fondo monetario internazionale (Fmi).

 

donald trump con mohammed bin zayed ad abu dhabi emirati arabi uniti

Gli Emirati – che soffrono perdite non solo sul fronte delle materie prime, ma anche su quello del turismo, che era un’altra importante fonte di entrate – si sono dunque rivolti all’amministrazione Usa per testare la disponibilità a sostenerli attraverso la concessione di linee di swap in dollari: uno strumento usato in passato, da parte della Federal Reserve, soprattutto per fornire liquidità a banche centrali di Paesi occidentali, in occasione di gravi crisi (ad esempio nel 2008-2009).

 

[…]

 

Mohammed bin Salman e Mohammed bin Zayed al Nayan

Secondo fonti del Wall Street Journal – che aveva riferito per primo dei colloqui, una decina di giorni fa – Abu Dhabi avrebbe avanzato le sue richieste a Washington facendo leva in particolare sul crollo delle entrate in valuta statunitense dovuto alla guerra, facendo notare che avrebbe potuto costringerla a un minore utilizzo del biglietto verde a favore di alternative quali lo yuan cinese:

 

una minaccia particolarmente temibile – se davvero c’è stata – in un periodo in cui proprio la guerra nel Golfo ha acceso il dibattito sul possibile tramonto del petrodollaro, uno dei pilastri più solidi sui cui è stata costruita l’egemonia del biglietto verde.

 

EMIRATI ARABI - PETROLIO

Gli Stati Uniti non hanno fatto orecchie da mercante. Il presidente Donald Trump in persona ha dichiarato di essere pronto ad aiutare gli Emirati, perché «sono stati un buon Paese, un nostro buon alleato».

 

E il segretario al Tesoro Scott Bessent – particolarmente esperto di valute, visto che in passato è stato il braccio destro di George Soros, ai tempi della speculazione che ha affondato la sterlina – ha confermato nello specifico che sta valutando di concedere linee di swap non solo ad Abu Dhabi, ma anche agli altri Paesi del Golfo Persico.

 

Tutti questi Paesi hanno valute nazionali indicizzate al dollaro. E soprattutto hanno un flusso importante e regolare di entrate in dollari (in cambio dell’export di idrocarburi, oggi bloccato) che in gran parte reinvestono in Treasuries e in altri asset negli Stati Uniti. […]

 

2. COSÌ GLI EMIRI CAMBIANO IL MERCATO

Estratto dell’articolo di Fausta Chiesa per il “Corriere della Sera”

 

Suhail Al Mazrouei - ministro energia emirati arabi uniti

Una «decisione politica» presa senza consultare gli altri Paesi. Gli Emirati Arabi Uniti, con l’uscita dall’Opec […] e dall’Opec+ (che comprende tra gli altri anche la Russia), lanciano la sfida ai principali Paesi esportatori per cambiare l’ordine mondiale del petrolio, Arabia Saudita in primis.

 

La decisione a sorpresa è stata ufficialmente motivata dal ministro dell’Energia Suhail Al Mazrouei, con queste parole: «Il mondo avrà bisogno di più energia». Gli Emirati Arabi Uniti prevedono di aumentare gradualmente la produzione di greggio L’appartenenza all’Opec vincola i Paesi aderenti a rispettare le decisioni dell’organizzazione in termini di aumento o calo della produzione.

 

TENSIONE NELL OPEC - MERCATO MONDIALE DEL PETROLIO

[…] Da tempo gli Eau volevano aumentare la produzione e avevano espresso un’opinione contraria all’interno dell’Opec, contestando i tagli alla produzione. Per questo, avevano beneficiato di un trattamento preferenziale per incrementare le quote di produzione più degli altri.

 

La decisione può dunque essere letta come un modo per gestire autonomamente la capacità produttiva, aumentata negli ultimi anni. Ma non solo. «Con questa mossa — spiega Salvatore Carollo, uno dei massimi esperti di petrolio in Italia — gli Eau hanno lanciato un segnale all’Iran e a Donald Trump sul possibile dissolvimento di una politica unitaria dei Paesi del Golfo e di ogni governo del mercato petrolifero mondiale, con il tentativo di mettere in discussione il Brent e il dollaro».

 

[…]  «Ogni volta che gli Usa si trovano ad affrontare una crisi di approvvigionamento — prosegue Carollo — accusano l’Opec di esserne la causa. Mentre i sauditi sono più accomodanti con Washington, gli Emirati hanno sempre cercato una politica di autonomia. Hanno creato le Borse petrolifere e i loro benchmark. Hanno consentito la commercializzazione e i pagamenti nelle valute di Cina e India e non in dollari».

 

prezzo petrolio vertice opec

La decisione di uscire formalmente dall’Opec è la riaffermazione di indipendenza. «Questa mossa — analizza ancora Carollo — potrà accelerare la presa di coscienza che l’Opec può esistere solo se modifica il benchmark di riferimento passando dal Brent a quello degli Emirati».

 

Questa è strategia, ma nel concreto? «Dal punto di vista energetico — commenta Matteo Villa, ricercatore senior dell’Ispi — il tempismo non è dei migliori. Con Hormuz ancora chiuso, gli Emirati non possono esportare di più. E a decidere del futuro dell’Opec sarà solo l’Arabia Saudita, che rispetto agli Emirati conta per il 31% della capacità di produzione potenziale del cartello, ovvero il doppio».

saudi arabia s crown prince mohammed bin salman left and de facto united arab emirates ruler mohammed bin zayed right getty images

donald trump con mohammed bin zayed ad abu dhabi emirati arabi uniti 2donald trump con mohammed bin zayed ad abu dhabi emirati arabi uniti opec - mercato mondiale del petrolio

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