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TRUMP HA GIOCATO SPORCO CON LA BORSA? – IERI, DOPO CHE IL TYCOON HA ANNUNCIATO “COLLOQUI COSTRUTTIVI” CON L’IRAN, L’INDICE S&P500 DI WALL STREET È SALITO DEL 3,35%, MENTRE LE QUOTAZIONI DEI FUTURES SUL PETROLIO SONO CROLLATE – MA GIÀ VENTI MINUTI PRIMA CHE “THE DONALD” PARLASSE, SI È REGISTRATO UN SINGOLO MOVIMENTO ANOMALO DI ACQUISTI SULLO S&P500 PER 1,5 MILIARDI DI DOLLARI, CHE HA PERMESSO AL “FORTUNATO” INVESTITORE DI GUADAGNARE 50 MILIONI DI DOLLARI IN MEZZ’ORA. E C’È STATA UNA VENDITA DI FUTURES SUL PETROLIO PER 200 MILIONI, PRIMA CHE CROLLASSERO – FUBINI: “DIFFICILE CAPIRE SE CI SONO STATE FUGHE DI NOTIZIE ALLA CASA BIANCA, PERCHÉ L’AUTORITÀ DI MERCATO SEC IN QUESTI MESI SI È DIMOSTRATA DEL TUTTO PASSIVA DI FRONTE A QUALUNQUE SOSPETTO DI INSIDER TRADING. NON È LA PRIMA VOLTA CHE L’OMBRA DELLA MANIPOLAZIONE DI MERCATO SI ADDENSA SULLA CASA BIANCA…”

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

donald trump - conferenza stampa sulla guerra in iran

Erano le 7:24 del mattino sulla costa Est degli Stati Uniti, quando Donald Trump pubblica il suo post in cui annuncia una sospensione degli attacchi alle centrali elettriche dell’Iran, perché sarebbero in corso «conversazioni costruttive». Poche parole che spostano migliaia di miliardi di dollari.

 

L’indice dei futures sullo S&P500, il principale listino azionario di Wall Street, sale del 3,35% e cioè di quasi duemila miliardi di valore teorico. Il tutto in dieci minuti. Quanto alle quotazioni dei futures sul petrolio, crollano a doppia cifra.

 

I mercati a quell’ora sono ancora chiusi, ma è già possibile prendere posizioni appunto sui futures: derivati il cui prezzo dipende dalle valutazioni del titolo sottostante. E i dati sui volumi di scambi rivelano un singolo movimento anomalo di acquisti sullo S&P500 per circa 1,5 miliardi di dollari.

 

DONALD TRUMP - WALL STREET

Accade venti minuti prima che Trump pubblichi il suo post. Chi lo ha fatto è molto bravo, fortunato oppure bene al corrente. Di certo guadagna 50 milioni di dollari in mezz’ora. C’è poi una vendita di futures sul petrolio per quasi 200 milioni, prima che i titoli crollassero.

 

Difficile però capire se ci sono state fughe di notizie alla Casa Bianca, perché l’autorità di mercato Securities and Exchange Commission (Sec) in questi mesi si è dimostrata del tutto passiva di fronte a qualunque sospetto di insider trading: è nelle mani di Paul Atkins, un avvocato d’affari newyorkese fedelissimo di Trump e nominato alla Sec perché lasci mano libera a qualunque operazione delle società di criptovalute (inclusa quella del presidente).

  

DONALD TRUMP E I MERCATI

Non è la prima volta che l’ombra della manipolazione di mercato si addensa attorno alla Casa Bianca. Venerdì 20 marzo per esempio l’indice S&P500 di Wall Street attorno alle ore 16 sta perdendo l’1,8% a causa dei messaggi preoccupanti della giornata.

 

Un’ora e mezza prima la CBS aveva detto che Trump avrebbe valutato l’invio di forze sul terreno in Iran; un quarto d’ora prima Trump stesso aveva aggiunto: «Non voglio un cessate il fuoco».

 

DONALD TRUMP - PETROLIO

A quel punto le perdite di giornata sul mercato azionario sono di circa mille miliardi di dollari. Poi alle 17:13 arriva la giravolta, giusto prima della chiusura delle contrattazioni. Trump dice che valuta di “diminuire gradualmente” gli attacchi. Da allora il mercato recupera l’intero 1,8% che stava perdendo: basta che il tycoon pronunci una frase; contraddetta peraltro il giorno dopo (a mercati chiusi) [...]

 

Ma è solo l’ultimo di una sequenza di episodi sospetti. A inizio gennaio, poche ore prima che l’amministrazione catturasse il dittatore di Caracas Nicolas Maduro, qualcuno sulla piattaforma di scommesse Polymarket punta 32 mila dollari esattamente su quel “risultato” (allora ritenuto improbabile); la sua vittoria arriva subito ed è di 400 mila dollari.

 

melania e donald trump a wall street

Poi ci sono gli interventi di Trump che sembrano fatti solo per aggiustare le quotazioni di giornata. Il 10 marzo, sempre nell’ora che precede la chiusura degli scambi a Wall Street, il presidente dichiara che la guerra è «praticamente finita», innescando un rimbalzo degli indici dopo le grandi cadute di quel giorno. Non era vero, neanche che l’amministrazione lo pensasse.

 

Finita la seduta di contrattazioni, Pete Hegseth corregge Trump: il conflitto «è solo all’inizio», dichiara il segretario alla Difesa. Ma lo fa a mercati chiusi, quando ormai gli investitori hanno potuto beneficiare del rimbalzo di borsa indotto dal presidente. [...]

 

Impossibile sapere con certezza se qualcuno stia facendo insider trading sugli annunci del tycoon riguardo alla guerra. Più evidente invece è il suo tentativo di compensare le cadute della borsa, vera base del suo consenso fra i miliardari che finanziano le campagne elettorali e fra centinaia di milioni di americani con fondi pensione investiti in borsa.

 

VIGNETTA ELLEKAPPA - TRUMP E IL DISASTRO IN IRAN

Ma i sospetti non sono nuovi. Subito prima della sua ritirata sui dazi in aprile, che fece risalire gli indici, Trump twittò un consiglio agli investitori: «È un momento fantastico per comprare!” E quel giorno additò il finanziere Charles Schwab, allora nello Studio ovale: «Oggi ha fatto 2,5 miliardi!».

isola di Kharg in iran - produzione di petroliowall street e donald trump

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