trump macron

“LA FRANCIA È IN FIAMME! CHIUDETE LE FRONTIERE PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – TRUMP BUTTA BENZINA SUL FUOCO E DA' UN ASSIST A MARINE LE PEN, IN CORSA PER L'ELISEO, INTERVENENDO SUGLI SCONTRI E I SACCHEGGI IN CORSO ANCHE OGGI A PARIGI E IN ALTRE CITTA’ TRANSALPINE – CI SONO STATI 1.800 ARRESTI. MA CHI SONO I PROTAGONISTI DELLE VIOLENZE? CI SONO TEPPISTI DELLE BANLIEUE, GRUPPI DI PISCHELLI ISLAMIZZATI. SONO TORNATI PURE I GILET GIALLI E NON MANCANO I “BLACK BLOC DELL’ULTRASINISTRA”, COME LI HA DEFINITI IL PREMIER SÉBASTIAN LECORNU - STASERA IL DISCORSO DI MACRON, MAI COSI’ IMPOPOLARE… - VIDEO

 

https://video.corriere.it/esteri/scene-di-guerriglia-in-place-de-la-republique-a-parigi-lancio-di-sassi-e-petardi-scontri-tra-agenti-e-manifestanti/1ff2c216-4b5d-44d7-b33d-ea39f5adbxlk

 

Stefano Montefiori per corriere.it - Estratti

 

scontri e violenze a parigi

  Il presidente Emmanuel Macron parlerà ai francesi stasera alle 20, dopo un sabato di sommosse in tutto il Paese. «Quelli che hanno distrutto, vandalizzato i municipi e saccheggiato i negozi saranno perseguiti e puniti», ha già detto ieri. Nuovi scontri e saccheggi sono in corso anche oggi, domenica 18 ottobre, vicino a Place de la République a Parigi. Lo riferisce Le Figaro aggiungendo che sono stati mobilitati gli agenti anti-sommossa.

 

Sugli scontri in corso è intervenuto anche il presidente americano Donald Trump dai suoi social: «La Francia è in fiamme! L'immigrazione di persone provenienti da un mondo completamente diverso, persone che portano odio nei loro cuori, ha mandato in frantumi quello che un tempo era un grande Paese. Chiudete le frontiere e riprendete il controllo, prima che sia troppo tardi!».

 

donald trump emmanuel macron alla reggia di versailles 2

 

Ma chi sono, in particolare, i saccheggiatori? Impossibile definirli pochi individui isolati, perché i negozi assaltati sono centinaia in tutta la Francia, e decine di video nei social media – talvolta fieramente postati dagli stessi protagonisti dei furti – mostrano gruppi di decine di persone che agiscono insieme, e che talvolta si spintonano tra loro per arrivare ad arraffare qualcosa, prima che tutta la merce sparisca.

 

La giornata di caos senza precedenti di ieri ha visto scendere in strada 800 mila persone in tutta la Francia. Gli arrestati sono stati 1.800, dice il ministro dell’Interno, Laurent Nunez, una cifra mai vista in un solo giorno. La stragrande maggioranza di chi ha partecipato ai cortei era pacifica, composta da persone che hanno esercitato il diritto democratico di manifestare: tanti studenti del movimento dei licei, tanti insegnanti e professori, e tanti cittadini che sono tornati a indossare il gilet giallo per protestare contro il carovita.

 

scontri e violenze a parigi

Poi, una frangia molto minoritaria di black bloc dell’«ultrasinistra», come li ha definiti il premier Sébastian Lecornu, estremisti più o meno politicizzati che si erano preparati da giorni – con occhiali da sci, maschere antigas, spranghe – allo scontro con la polizia in nome della lotta al capitalismo.

 

 

Poi ancora, un’altra categoria di persone, che talvolta si sovrappone alla precedente ma non sempre: centinaia di ragazzi che hanno approfittato del caos per dare l’assalto ai negozi, dai supermercati alle boutique Louis Vuitton o Christian Dior, e per rubare tutto il possibile a piene mani.

 

(…)

 

donald trump emmanuel macron - g7 evian

«Teppisti delle banlieue che arrivano in centro per seminare il caos e rubare», dice il portavoce del Rassemblement national, Laurent Jacobelli. Per lui e per il suo partito, l’identikit dei saccheggiatori è facile da tracciare: stranieri o francesi di origine straniera, che scendono dalle periferie per godere di quella di specie di festa che è per loro la sospensione – anche solo per una giornata – della convivenza civile.

 

I simpatizzanti del Rassemblement national sottolineano la presenza delle bandiere palestinesi, o algerine. In uno dei tanti video che circolano sui social media, si vede una ragazza, verosimilmente una studentessa, disperata che grida in un negozio «perché fate così, non è questa la nostra causa, non stiamo manifestando per questo». Viene spostata, spintonata, finché un ragazzo la prende da parte e cerca di farla rassegnare: «Non si fermeranno».

 

SCONTRI A PARIGI

Sono saccheggi già visti – con minore intensità – in molte altre occasioni, al di là del motivo di partenza dei raggruppamenti: che siano manifestazioni contro la riforma delle pensioni, o festeggiamenti per una vittoria del Paris Saint-Germain, o proteste per l’uccisione del 17enne Nahel, a un certo punto scatta l’assalto a supermercati e grandi magazzini. La differenza, stavolta, è che accaduto in tutta la Francia, con una violenza senza precedenti.

 

Da anni in Francia c’è chi profetizza una guerra civile, l’esplosione definitiva della frattura sociale tra ghetti di banlieue e resto della popolazione. Jean-Luc Mélenchon, beniamino dei giovani e difensore della Francia multietnica, lancia al governo accuse gravissime: «Scherza con il fuoco, e fa degenerare apposta la situazione». Il premier Lecornu si indigna, parla di giustificazione delle violenze, e chiede ai francesi di prendere posizione: «Al punto in cui siamo arrivati, è il momento di fare una scelta di campo: o con le forze dell’ordine, o con i vandali».

SCONTRI A PARIGI

 

La paura è che questo sabato di rivolta non resti isolato, e che la crisi della Francia – dal disastro dei conti pubblici all’instabilità politica al malcontento di tante categorie – provochi l’esplosione definitiva e incontrollata della rabbia sociale. Macron, mai così impopolare, è chiamato stasera a un estremo tentativo di riunire tutti i cittadini, per il bene della Francia.

scontri e violenze a parigidonald trump emmanuel macron

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