luca erminia nino manfredi

UNO, NESSUNO E CENTO...NINO! LUCA MANFREDI RACCONTA IL PADRE NINO: “TUTTO SI PUÒ DIRE TRANNE CHE FU UN MARITO FEDELE. E DA UNA SCAPPATELLA IN BULGARIA, NACQUE ANCHE UNA SORELLASTRA, TONINA. NON AVEVA INTENZIONE DI RICONOSCERLA, MA FU COSTRETTO A TORNARE A SOFIA: DAL DNA VENNE FUORI LA VERITÀ. IO L’HO CONOSCIUTA AL FUNERALE DI MIO PADRE. LE DISSI: QUALE MIGLIORE OCCASIONE DI QUESTA PER CONOSCERCI? E PENSARE CHE MIA MADRE ERMINIA RINUNCIÒ ALLA SUA CARRIERA DA INDOSSATRICE PER DEDICARSI A LUI" - QUELLA VOLTA CHE NINO RACCONTO’ AL NONNO CHE A ROMA C’ERA IL GABINETTO: “IN CAMPAGNA NON C’ERANO I BAGNI, LA CACCA SI FACEVA VICINO ALLE PIANTE. E ALLORA, GIOVANNI COMMENTÒ LA NOTIZIA DATA DAL NIPOTE, DICENDO: “CHE BRUTTI TEMPI... OGGI, ORMAI, SE BUTTA VIA TUTTO !”

 

Emilia Costantini per il Corriere della Sera - Estratti

 

«Quando Luigi Comencini gli propose di interpretare Geppetto nello sceneggiato Le avventure di Pinocchio, mio padre gli disse che forse non era adatto al ruolo... Ma il grande regista gli rispose: “Lei, Manfredi, è l’unico attore italiano che può essere capace di parlare con un pezzo di legno”. Un complimento straordinario», racconta Luca Manfredi, secondogenito dell’indimenticabile Nino. 

LUCA NINO MANFREDI 2

 

Suo padre come si preparò al ruolo? 

«Andò a spiare i vecchietti nel Giardino degli aranci a Roma, che si trova davanti al nostro villino sull’Aventino, per studiarli nei loro atteggiamenti con i nipotini. E notò un nonno con la sua nipotina, la quale teneva in grembo un bambolotto con cui faceva finta di parlare.

 

Fu così che ebbe un’illuminazione, e cioè: non doveva impersonare Geppetto come un anziano, ma con il candore di un bambino che comunica col suo bambolotto... nel suo caso, un pezzo di legno. Walter Veltroni, quand’era sindaco di Roma, gli ha dedicato il Viale Nino Manfredi proprio in quella zona». 

 

Protagonista della mitica Commedia all’italiana, attore a 360 gradi, regista... 

«E anche cantante! Nel 1970 fu ospite del Festival di Sanremo ed ebbe grande successo interpretando Tanto pe’ cantà , una famosa canzone del 1932: un brano non proprio spensierato, semmai malinconico, che Ettore Petrolini ideò mentre era malato di angina pectoris, tanto che nel 1935 fu costretto a lasciare le scene. E non bisogna dimenticare che papà, da ragazzo, era stato ricoverato al Forlanini per tre anni a causa della tubercolosi». 

 

Non a caso, lei ha dedicato a suo padre un libro, intitolato «Un friccico ner core», che è proprio una frase della canzone. 

«Sì, insieme al film-tv In arte Nino e il documentario Uno, nessuno, cento Nino , è uno dei miei omaggi postumi, dove però non ne faccio un santino, ma descrivo pregi e difetti. È stato un attore coraggioso, moderno per i suoi tempi e, tra l’altro, si è fatto interprete della “perdenza”, cioè di personaggi sconfitti come il protagonista di Pane e cioccolata : insomma, il portatore di una risata amara, come quella del suo idolo, Charlie Chaplin». 

LUCA NINO MANFREDI

 

(…)

Un padre speciale... 

«Nino era un tipo schietto... vantava origini contadine, di cui si sentiva molto orgoglioso, tanto che quando comprò il villino all’Aventino, la prima cosa che fece fu quella di piazzare nel giardino un pollaio, dove ogni giorno andava a controllare se le galline avevano sfornato le uova, che gli piacevano tanto... poi piantò un nespolo come quello che il nonno materno Giovanni aveva piantato in Ciociaria, e glielo dedicò». 

 

Perché? 

«Perché non aveva avuto una vita tanto facile. Giovanni era stato per trent’anni in America a fare il minatore, poi per fortuna era rientrato in Ciociaria a fare il contadino. La cosa divertente è che Nino, da ragazzo, quando ormai si era trasferito e stabilito a Roma con la famiglia, e andò a trovarlo a Castro dei Volsci, gli raccontò che sul balcone di casa avevano persino il gabinetto. Ma il nonno non sapeva cosa fosse e gli chiese: che è il gabinetto? Nino gli rispose: è una tazza, ti ci siedi sopra, fai la cacca, poi tiri la catena e l’acqua se la porta via». 

ERMINIA NINO MANFREDI 3

 

Il nonno come reagì alla... curiosa notizia? 

«In campagna non c’erano i bagni, la cacca si faceva vicino alle piante o agli alberi fiacchi, per concimarli. E allora, Giovanni commentò con rammarico la notizia data dal nipote, dicendo: “Che brutti tempi... oggi, ormai, se butta via tutto !”». 

 

Nino, dalle origini contadine ciociare, ebbe poi la possibilità di acquistare il villino di lusso in un quartiere elegante della Capitale... 

«Ettore Scola vi aveva girato una scena del film C’eravamo tanto amati, quella in cui Stefania Sandrelli tenta il suicidio e papà, che nel film impersona l’infermiere che la salva dal disperato gesto, durante la lavorazione viene a sapere che quel villino era in vendita... al termine delle riprese, lo comprò: fu un affare». 

 

Un attore maniacale, un uomo schietto. Difetti? 

«Tanti, aveva un carattere difficile». 

 

Quando avete iniziato a lavorare insieme com’è andata? Buoni rapporti? 

«Innanzitutto, Nino è stato un insegnante di vita, perché veniva dalla povertà: era molto rispettoso del denaro, del cibo... a casa non si buttava via niente, riciclava gli avanzi, persino i vini avanzati li miscelava in un unico bottiglione che riponeva in frigorifero: lo avevamo soprannominato il “piccolo chimico” di schifezze imbevibili... E, col suo caratterino, lavorare insieme non è stato tanto facile. Una volta facemmo una litigata furiosa...». 

LUCA ERMINIA MANFREDI

 

Cos’era successo? 

«Anni Novanta, eravamo a Tolosa, a girare una serie tv.  Una sera, lui viene nella mia camera in hotel, perché c’era una scena che non lo convinceva e intendeva riscriverla. 

Sotto la sua dettatura, mi metto a cambiare le battute e quant’altro.

 

Il giorno dopo, mentre la stavamo girando, irrompe sul set chiedendo molto arrabbiato: ma chi l’ha scritta ‘sta stronzata? Gli rispondo: l’hai scritta tu. E lui insiste inviperito: no, l’hai scritta tu e sei un cretino, è colpa tua non capisci niente, io faccio questo mestiere da 40 anni! Andai su tutte le furie e, urlando “sono tutte parole tue!”, gli sono saltato al collo. Ci hanno dovuto separare e quel giorno non abbiamo più girato niente». 

 

Poi avrete fatto pace... 

nino manfredi e il figlio luca

«Certo... rammento la grande tenerezza, che molti anni dopo, mi fece quando, tra noi, si erano ribaltati i ruoli. Nino lavorava di meno ed era assalito dalle insicurezze. Io stavo preparando la serie-tv Un posto tranquillo e mi chiese se, per caso, ci potesse essere una particina per lui. Cioè lui, un gigante dello spettacolo, chiedeva a me, che ero praticamente alle prime armi, una raccomandazione per interpretare un ruolo! E sono stato proprio io a raccomandarlo alla produzione!». 

 

Comunque, non era tipo da ammettere i suoi errori di comportamento nel passato... 

«No, e di scuse soprattutto a mamma ne avrebbe dovute chiedere parecchie...». 

 

Per le numerose scappatelle che Nino ogni tanto si concedeva? 

«Eh già... dopo la prima notte di nozze, Nino la guarda stralunato ed esclama scherzando: “ E mo’ devo sta’ co’ te per tutta la vita ?”.... tutto si può dire, tranne che fosse un marito fedele». 

 

LUCA NINO MANFREDI 56

E da una scappatella in Bulgaria, nacque anche una vostra sorellastra, Tonina... 

«Nino non aveva intenzione di riconoscerla, negava la sua paternità, ma fu costretto a tornare a Sofia, dove era stata concepita, per sottoporsi alle analisi del sangue: dal Dna venne fuori la verità. Io l’ho conosciuta al funerale di mio padre. Tina mi venne vicino e mi disse: sono tua sorella. Io le risposi: quale migliore occasione di questa per conoscerci?

 

E pensare — conclude — che Erminia rinunciò alla sua carriera da indossatrice per dedicarsi completamente a lui. È stata il suo puntello, gli ha dato stabilità nei 50 anni che hanno condiviso. Senza di lei, forse, si sarebbe perso: d’altronde, accanto a grandi uomini ci sono sempre grandi donne». 

luca manfredinino manfredi vedo nudo nino manfredi brutti, sporchi e cattivinino manfredi attenti al buffonenino manfredi c'eravamo tanto amati 1luca manfredinino manfredi al matrimonio del figlio luca con nancy brillinino manfredi con i figli luca e robertaluca manfredi 3luca manfredi 2nino manfredi vedo nudo

 

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