elden ring nightreign night reign

DAGOGAMES BY FEDERICO ERCOLE - LA PROVA IN ANTEPRIMA DEGLI INCUBI IPERCINETICI DI "NIGHTREIGN", SPIN-OFF DI" ELDEN RING" CHE CON QUESTO CONDIVIDE SOLO IL MONDO, TRATTANDOSI INVECE DI UN’ESPERIENZA ORIENTATA VERSO IL MULTIPLAYER COOPERATIVO. MENTRE LO SPAZIO SI RESTRINGE E IL TEMPO MORDE LE DITA, SI COMBATTONO ORRORI IN UNO SPAVENTOSO E PUNITIVO ETERNO RITORNO DI TUTTE LE COSE… - VIDEO

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Federico Ercole per Dagospia

 

Il mondo si restringe, mentre fiamme piovose di un colore violaceo quasi indescrivibile come quello venuto dallo spazio di Lovecraft, allagano la terra inghiottendola e negandola al giocatore.

 

Ancora una volta nell’Interregno di Elden Ring, terra orribile quanto magnificente come collezione solenne di più incubi panoramici. E questa volta si tratta di un incubo dentro ad un incubo, come in un film di David Lynch, un ipercinetico delirio mentre regna la notte in quelle terre già piagate del pluripremiato e straordinario gioco di From Software, espanso l’anno scorso con l’immenso Shadow of The Eldtree, un contenuto aggiuntivo che ha alimentato ancora il successo globale e milionario di questa summa del pensiero ludico e artistico di Hidetaka Miyazaki. Un successo che non è piaciuto tanto al “vero gamer”, che si è visto privato dell’esclusività di un opera che usava venerare solingo nella sua nicchia di nerd.

 

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Ma non si inganni il giocatore non uso a frequentare “notizie” dei siti dedicati ai videogiochi: Elden Ring Nightreign non ha nulla da condividere con il gioco originale se non il mondo e il sistema di combattimento, sebbene anche questo in maniera parziale. Nightreign è una sorta di affascinante mostro difficile da definire e soprattutto comprendere per il profano: “un multiplayer cooperativo action survival stand alone” con dinamiche “roguelite”.

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Allora, in definiva si gioca insieme ad altri online , questa è la parte facile da capire, in un gioco d’azione ostico ma formativo secondo la tradizione di From Software; morendo si ricomincia sempre da capo, mantenendo tuttavia qualche raro miglioramento nella forma di reliquia (al contrario sarebbe “roguelike” e non “roguelite”). “Standalone” vuol dire che non è necessario possedere Elden Ring e neppure averlo giocato.

 

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Una specie di Fortnite impazzito e terrificante infettato da germi “rogue”? Un po’ si e un po’ no, ma sarebbe bello che tutti coloro, soprattutto i ragazzini, che giocano a quell’insulso insieme policromatico e ingannevole di macchiette e pum-pum preferisse Elden Ring Nightreign, una questione di stile più che di gioco sebbene in ogni caso quest’ultimo sarà giocabile anche da soli.

 

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SOLO UN’OMBRA DI CIÒ CHE SARÀ

È stato possibile provare, da venerdì a domenica in orari limitati, una versione ridotta e dimostrativa di Elden Ring Nightreign. Premettendo che non amo questo genere di esperienze in multiplayer online (e in questo caso non è stato possibile giocare da soli), il gioco in questione nella sua parzialissima forma è riuscito comunque a divertirmi con la sua velocissima e disperata corsa contro il tempo: tre giorni di un quarto d’ora circa che si concludono ognuno con il combattimento contro un “boss”, fino al terzo in cui invece c’è il “super boss” che preludia alla fine di un ciclo e all’inizio di un altro.

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La velocità è dovuta al fatto, come già accennato, che lo strano e letale fuoco che precipita con pioggia cammina contro chi gioca rubandogli lo spazio disponibile e restringendolo fino all’arena in cui lo attendono i nemici principali. Quindi in pochi minuti bisogna racimolare armi decenti, salire di livello e cercare di non smarrire gli altri due giocatori perché è fondamentale cercare di stare vicini, anche perché solo un compagno può resuscitare l’altro prendendolo curiosamente a mazzate.

 

IL TRICEFALO

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Durante il ciclo provato sono riuscito solo una volta ad arrivare al boss definitivo, una specie di Cerbero con la spada che ricorda il lupo Sif di Dark Souls. Questo poiché bisogna essere fortunati a capitare con altri giocatori, (qui non sono riuscito a scegliere la mia compagnia) che non andavano a zonzo per conto loro in un incapace egoismo. Il Tricefalo comunque ha vinto malgrado fosse ormai rimasto con pochissima vita, Nightreign mi ha sconfitto.

 

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Si potevano scegliere solo quattro classi tra le sette che saranno disponibili nel gioco completo che uscirà per PlayStation, XBox e PC il 30 maggio: il Selvaggio che è il classico guerriero, il Guardiano con il volto di Falco armato di scudo e lancia, l’agile Duchessa e la Reclusa che è una maga. Il gioco trascorre in maniera frenetica ma non dissennata, persino appassionante anche per chi non ama questo genere di esperienze, sebbene sia altro e di tutt’altro spessore quello che ci si aspetta da From Software.

 

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Elden Ring Nightreign sembra un “divertissement”, un’opera che per definire furba o coraggiosa, riuscita o fallimentare, bisognerà attendere nella sua forma definitiva. Tuttavia se all’annuncio provai solo sensazioni prevenute e negative ora un margine di effettiva curiosità c’è, anche solo per provarlo in solitaria.

 

Permane nel suo fascino, anche se stravolto dalla necessaria velocità di movimento e dalla furia smaniosa dell’azione, il mondo di Elden Ring con le sue terrificanti e stralunate forme ostili di creature micidiali e architetture che inducono allo sgomento.

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