vittorio grilli fibra ottica

VITTORIO GRILLI HA SEMPRE UN PIEDE IN DUE STAFFE – A FINE GENNAIO IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, IN RAPPRESENTANZA DELLA BANCA AMERICANA JP MORGAN, SI È ATTOVAGLIATO CON I RAPPRESENTANTI DI OPEN FIBER E FIBERCOP, CHE DA TEMPO DISCUTONO DI FUSIONE PER CREARE UNA RETE UNICA IN FIBRA OTTICA – GRILLI È STATO NOMINATO AL VERTICE DI PIAZZETTA CUCCIA A OTTOBRE 2025, DOPO UN DECENNIO AL SERVIZIO DEGLI YANKEE, MA PER TRE MESI È RIMASTO SOTTO CONTRATTO CON GLI AMERICANI, PER OTTENERE LA RICCA BUONUSCITA PATTUITA…

Estratto dell’articolo di Stefano Vergine per “Domani”

 

VITTORIO GRILLI - ILLUSTRAZIONE DI FRANCESCO FRANK FEDERIGHI

A fine gennaio, poco più di dieci giorni fa, si è tenuta una riunione tra i rappresentanti di Open Fiber e quelli di FiberCop. Le due società sono da tempo al centro di una delle partite economiche più importanti per il governo italiano, quella che riguarda le telecomunicazioni.

 

L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni vorrebbe infatti fondere le due aziende per creare una rete unica nazionale in fibra ottica. Nulla di strano, dunque, se i rappresentanti di OpenFiber e FiberCop si sono incontrati.

 

L’aspetto particolare, che Domani può rivelare, è che alla riunione tra i vertici delle due aziende c’era anche, in rappresentanza della banca americana JP Morgan, Vittorio Grilli. Sì, proprio lui: lo stesso Grilli che in quel momento era già presidente di Mediobanca.

 

Sessantotto anni, Grilli è stato nominato al vertice della banca d’affari milanese a ottobre del 2025, in seguito al completamento dell’acquisizione di Mediobanca da parte del Monte dei Paschi di Siena. Dopo un ventennio al ministero del Tesoro, fino a diventare ministro dell’Economia nel governo Monti, Grilli ha trascorso l’ultimo decennio lavorando per JP Morgan.

 

POSA DELLA FIBRA OTTICA

È stato presidente del “Corporate & Investment Bank per l’area Europa, Medio Oriente e Africa”, ma la sua attenzione è stata rivolta soprattutto all’Italia, dove la banca americana negli ultimi anni ha fatto ottimi affari, fornendo consulenza e prestiti per alcune delle più grandi operazioni finanziarie. Tra queste, anche il passaggio di proprietà di FiberCop e della rete telefonica di Tim al fondo statunitense Kkr.

 

[…]  Poi, come detto, lo scorso ottobre Grilli è diventato presidente di Mediobanca, nel frattempo passata sotto il controllo di Mps e, dunque, indirettamente partecipata anche del governo italiano (che detiene il 4,8 per cento di Mps). Perché quindi Grilli, a fine gennaio, era presente alla riunione tra Open Fiber e FiberCop in rappresentanza di JP Morgan?

 

IL NUOVO LOGO DI FIBERCOP

Secondo fonti a conoscenza della vicenda, «era risaputo che avrebbe continuato a rivestire il proprio ruolo in JP Morgan per circa tre mesi dalla data della nomina a presidente di Mediobanca. A ogni modo, le due società (Mediobanca e JP Morgan, ndr) hanno adottato tutti i presidi per evitare qualsiasi conflitto d’interessi». Insomma Grilli, a fine gennaio, era ancora sotto contratto con la banca d’affari americana. E portare a termine quel contratto (appena scaduto) era una delle condizioni per ottenere la buonuscita pattuita.

Vittorio Grilli

 

[…] il governo italiano sta tentando da tempo la strada della fusione tra Open Fiber e FiberCop, ma l’ipotesi di un’unione non piace a tutti, in particolare al fondo Kkr che controlla FiberCop, spaventato dal forte indebitamento di Open Fiber ma al contempo molto interessato agli asset della controllata di Stato.

 

La situazione tra le due società è molto tesa, tanto che lo scorso ottobre FiberCop ha presentato un esposto alla Commissione europea sostenendo che Open Fiber abbia beneficiato di aiuti di Stato illeciti da parte dell’Italia, valutati tra i 2 e i 4,5 miliardi di euro. Una mossa che ha complicato ulteriormente il progetto di fusione.

 

gaetano caputi

A occuparsi del dossier rete unica, per conto del governo italiano, è Gaetano Caputi, capo di gabinetto di Giorgia Meloni. Non è un particolare irrilevante. Come ha raccontato Domani, infatti, Grilli e Caputi si conoscono da una vita: quando il braccio destro della premier italiana entrò al Mef come vice capo di gabinetto, Grilli era infatti già da molto tempo alla Ragioneria dello Stato.

 

Poche settimane fa Domani ha rivelato un’altra notizia a proposito di Grilli. Martedì 20 gennaio il comitato remunerazione di Mps, azionista di controllo di Mediobanca, ha infatti ricevuto la richiesta di aumentare lo stipendio del manager da 900mila euro a circa 2 milioni di euro all’anno.

 

Un incremento che avrebbe portato Grilli a essere di gran lunga il più pagato presidente di una banca italiana: meglio dei suoi omologhi in Intesa Sanpaolo e Unicredit, e 20 volte più del presidente di Mps (Nicola Maione) che oggi controlla Mediobanca. Vista la sproporzione, la proposta è stata bloccata dal presidente del collegio sindacale di Mps, Enrico Ciai, che ha sospeso la decisione. […]

TIM

VITTORIO GRILLI NEL 1994vittorio grilli IL NUOVO CDA DI MEDIOBANCA BY CALTAGIRONE E MILLERI vittorio grilli. antonio fazio Vittorio Grilli

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