PARMACRACK - CALISTO TANZI FERMATO PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA - DOMANI L'INTERROGATORIO NEL CARCERE DI SAN VITTORE.
da repubblica.it
MILANO - Il fondatore della Parmalat Calisto Tanzi è stato fermato a Milano con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta. Dopo essere stato sentito in Procura in piazzetta Umanitaria dai pm di Parma, Antonella Ioffredi e Silvia Cavallari, e da quelli di Milano Francesco Greco ed Eugenio Fusco, Tanzi è stato trasferito in carcere a San Vittore. Qui domani verrà interrogato dai pm di Parma e Milano che svolgono le due distinte inchieste sul dissesto della Parmalat. L'udienza di convalida del fermo si dovrà tenere entro 48 ore davanti al gip di Milano.
Il provvedimento che ha portato al fermo di Tanzi è stato firmato dalla procura di Parma dopo una serie di indagini condotte a Milano che hanno permesso agli investigatori di venire a sapere che in serata l'imprenditore sarebbe giunto nel capoluogo lombardo. E qui l'hanno bloccato, per strada, in una via del centro del capoluogo lombardo.
Tanzi, che era dato dai suoi legali di rientro dalla Spagna per rispondere ai magistrati che l'avevano convocato lunedì in Procura a Parma assieme al figlio Stefano, insieme a quest'ultimo deve rispondere di numerosi reati societari in relazione al crac dell'azienda di famiglia.
Le accuse che pesano su Calisto Tanzi sono pesantissime: bancarotta fraudolenta, bancarotta documentale, false comunicazioni sociali, truffa, aggiottaggio (l'aver influenzato i corsi di Borsa del titolo con notizie false).
Non si conoscono, al momento, i nomi delle persone accusate con Tanzi di associazione per delinquere, ma all'esame della procura di Parma ci sono le posizioni di suo figlio Stefano e dell'ex direttore finanziario del gruppo, Fausto Tonna.
L'arresto di Tanzi non arriva come un fulmine a ciel sereno. Nei giorni scorsi erano stati interrogati lo stesso Fausto Tonna, altri ex amministratori della società e alcuni contabili. Hanno ammesso i buchi in bilancio, hanno ammesso di aver falsificato documenti con l'aiuto di uno scanner per dimostrare l'esistenza di un deposito alla Bank of America. Su quel conto, risultato falso, Parmalat dichiarava di aver depositato 3,95 miliardi di dollari, quasi ottomila miliardi di lire. Invece nei conti della società ci sono solo debiti.
E tutti gli interrogati hanno detto di aver agito su indicazione del Cavaliere, cioè di Calisto Tanzi. Consigliato anche dai suoi legali, oggi Tanzi è tornato in Italia (aveva detto di essere in Spagna ai giorni precedenti il Natale). Sapeva che la Finanza e i magistrati di due procure lo stavano cercando. Dopo l'interrogatorio di stasera sarà sentito ancora tante volte, la prima domnani nel carcere di San Vittore. E con lui sarà sentito il figlio Stefano, il suo primogenito, il giovane presidente del Parma calcio. Dovranno dire dove sono finiti i soldi e come è stato possibile costruire quella montagna di debiti e con quali raggiri è stato possibile occultare le carte al mercato, alla Borsa, alle banche, ai risparmiatori.
Questa mattina in Procura, dopo la breve sosta di Natale, è ritornato poco dopo mezzogiorno il presidente e amministratore di Parmalat Enrico Bondi, nel frattempo nominato commissario straordinario per il caso Parmalat alla vigilia di Natale dal ministro per le attività produttive Antonio Marzano. Ieri Bondi era già al lavoro con gli advisor legali e bancari: l'intenzione è quella di chiudere il piano industriale entro la fine di gennaio.
(27 dicembre 2003)
MILANO - Il fondatore della Parmalat Calisto Tanzi è stato fermato a Milano con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta. Dopo essere stato sentito in Procura in piazzetta Umanitaria dai pm di Parma, Antonella Ioffredi e Silvia Cavallari, e da quelli di Milano Francesco Greco ed Eugenio Fusco, Tanzi è stato trasferito in carcere a San Vittore. Qui domani verrà interrogato dai pm di Parma e Milano che svolgono le due distinte inchieste sul dissesto della Parmalat. L'udienza di convalida del fermo si dovrà tenere entro 48 ore davanti al gip di Milano.
Il provvedimento che ha portato al fermo di Tanzi è stato firmato dalla procura di Parma dopo una serie di indagini condotte a Milano che hanno permesso agli investigatori di venire a sapere che in serata l'imprenditore sarebbe giunto nel capoluogo lombardo. E qui l'hanno bloccato, per strada, in una via del centro del capoluogo lombardo.
Tanzi, che era dato dai suoi legali di rientro dalla Spagna per rispondere ai magistrati che l'avevano convocato lunedì in Procura a Parma assieme al figlio Stefano, insieme a quest'ultimo deve rispondere di numerosi reati societari in relazione al crac dell'azienda di famiglia.
Le accuse che pesano su Calisto Tanzi sono pesantissime: bancarotta fraudolenta, bancarotta documentale, false comunicazioni sociali, truffa, aggiottaggio (l'aver influenzato i corsi di Borsa del titolo con notizie false).
Non si conoscono, al momento, i nomi delle persone accusate con Tanzi di associazione per delinquere, ma all'esame della procura di Parma ci sono le posizioni di suo figlio Stefano e dell'ex direttore finanziario del gruppo, Fausto Tonna.
L'arresto di Tanzi non arriva come un fulmine a ciel sereno. Nei giorni scorsi erano stati interrogati lo stesso Fausto Tonna, altri ex amministratori della società e alcuni contabili. Hanno ammesso i buchi in bilancio, hanno ammesso di aver falsificato documenti con l'aiuto di uno scanner per dimostrare l'esistenza di un deposito alla Bank of America. Su quel conto, risultato falso, Parmalat dichiarava di aver depositato 3,95 miliardi di dollari, quasi ottomila miliardi di lire. Invece nei conti della società ci sono solo debiti.
E tutti gli interrogati hanno detto di aver agito su indicazione del Cavaliere, cioè di Calisto Tanzi. Consigliato anche dai suoi legali, oggi Tanzi è tornato in Italia (aveva detto di essere in Spagna ai giorni precedenti il Natale). Sapeva che la Finanza e i magistrati di due procure lo stavano cercando. Dopo l'interrogatorio di stasera sarà sentito ancora tante volte, la prima domnani nel carcere di San Vittore. E con lui sarà sentito il figlio Stefano, il suo primogenito, il giovane presidente del Parma calcio. Dovranno dire dove sono finiti i soldi e come è stato possibile costruire quella montagna di debiti e con quali raggiri è stato possibile occultare le carte al mercato, alla Borsa, alle banche, ai risparmiatori.
Questa mattina in Procura, dopo la breve sosta di Natale, è ritornato poco dopo mezzogiorno il presidente e amministratore di Parmalat Enrico Bondi, nel frattempo nominato commissario straordinario per il caso Parmalat alla vigilia di Natale dal ministro per le attività produttive Antonio Marzano. Ieri Bondi era già al lavoro con gli advisor legali e bancari: l'intenzione è quella di chiudere il piano industriale entro la fine di gennaio.
(27 dicembre 2003)