VENGHINO, SIORI. VENGHINO AD AMMIRARE ROMA PERVESTITA
BARNUM VOLANTE PER STILISTI DEMENS E CELEBRO-LESI TREMENS
SBALLO IN MASCHERA PER VELTRONI E KIT CAT, PIVETTI E LADY DINI
BARNUM VOLANTE PER STILISTI DEMENS E CELEBRO-LESI TREMENS
SBALLO IN MASCHERA PER VELTRONI E KIT CAT, PIVETTI E LADY DINI
Reportage di Umberto Pizzi
Nella vita ci sono i grandi misteri e i piccoli misteri. Quelli grandi (perché si nasce e si muore?) sono destinati a rimanere senza soluzione, e dunque ci si abitua, con gli anni, a rimuoverli oppure a sopportarli con rassegnata ignoranza. Quelli piccoli (perché i sarti godono come scimmie a ridicolizzare il guardaroba dell'uomo?), invece, fanno soffrire peggio dei sassolini nelle scarpe. Proprio perché piccoli, e dunque pare impossibile non riuscire a farsene una ragione.
Fatto sta che la bassa Roma insiste ad occuparsi di alta moda, coinvolgendo tutto il baraccone mondano e di Stato. Una sfilata tira l'altra, e tutte insieme tirano il tirato di Palazzo Chigi. Da Kit Cat a Silvio Berlusconi, da Walter-Ego Veltroni a Lella Bertinotti. La verità è che le Rosanne Cancellieri, le Donatele Dini e Irene Pivetti se ne fregano bellamente della celebre massima di Coco Chanel: "Alcuni credono che il lusso sia il contrario della povertà. No. E' il contrario della volgarità".
E pertanto il Truce Stil Novo delle femminucce la fa da padrone. E ogni "celebro-leso" è già uno sketch. Prendete in esame Anna Bettazzi, in arte Anna Betts, polposa imprenditrice di case che crede di essere una rockstar, mercé aderenze galeotte in modo da fare del sedere un autotreno indimenticabile (mancano solo i fanalini rossi sulle natiche) più stivaloni da cavallerizza sadomaso in confusione mentale.
Certo che è ridicolo. Ma è così ad ogni stagione. La Roma modaiola promette eleganza, erotismo, sicurezza, potere, bellezza. Insomma, di realizzare sogni a cui pochi sanno resistere. Contemporaneamente però, con pura scemenza e bieca malvagità, le passerelle capitoline scodellano i fenomeni più incredibili, le immagini più pagliacce, numeri nazionali dello smandrappo.
Da una parte. Dall'altra: continua su ogni giornale e telegiornale la leggenda del tormento creativo del grande stilista, della sua folgorazione improvvisa, della mutanda che si fa arte. Dalla prevalenza del cretonne siamo passati alla prevalenza del cretino. Perché?
In mezzo ci siamo noi che ci domandiamo attoniti: Da dove nasce la loro meravigliosa moda? Da un viaggio a Disneyland? Da una visita al dentista? Dall'album di foto di Cicciolina? Da un viaggio a Torpignattara? Da quando piccini spiavano le puttane? Da una visione sotto acido di Star Trek? Alla fine della ronda fotografica di Umberto Pizzi ti senti come uno shaker in mano a un barista impazzito. Col rischio di un coccolone da ridarella.
Forse aveva ragione lo scrittore André Suarès quando osservava:"La moda è la più eccellente delle farse, quella in cui nessuno ride perché tutti vi recitano".
Dagospia 2 Febbraio 2004
Nella vita ci sono i grandi misteri e i piccoli misteri. Quelli grandi (perché si nasce e si muore?) sono destinati a rimanere senza soluzione, e dunque ci si abitua, con gli anni, a rimuoverli oppure a sopportarli con rassegnata ignoranza. Quelli piccoli (perché i sarti godono come scimmie a ridicolizzare il guardaroba dell'uomo?), invece, fanno soffrire peggio dei sassolini nelle scarpe. Proprio perché piccoli, e dunque pare impossibile non riuscire a farsene una ragione.
Fatto sta che la bassa Roma insiste ad occuparsi di alta moda, coinvolgendo tutto il baraccone mondano e di Stato. Una sfilata tira l'altra, e tutte insieme tirano il tirato di Palazzo Chigi. Da Kit Cat a Silvio Berlusconi, da Walter-Ego Veltroni a Lella Bertinotti. La verità è che le Rosanne Cancellieri, le Donatele Dini e Irene Pivetti se ne fregano bellamente della celebre massima di Coco Chanel: "Alcuni credono che il lusso sia il contrario della povertà. No. E' il contrario della volgarità".
E pertanto il Truce Stil Novo delle femminucce la fa da padrone. E ogni "celebro-leso" è già uno sketch. Prendete in esame Anna Bettazzi, in arte Anna Betts, polposa imprenditrice di case che crede di essere una rockstar, mercé aderenze galeotte in modo da fare del sedere un autotreno indimenticabile (mancano solo i fanalini rossi sulle natiche) più stivaloni da cavallerizza sadomaso in confusione mentale.
Certo che è ridicolo. Ma è così ad ogni stagione. La Roma modaiola promette eleganza, erotismo, sicurezza, potere, bellezza. Insomma, di realizzare sogni a cui pochi sanno resistere. Contemporaneamente però, con pura scemenza e bieca malvagità, le passerelle capitoline scodellano i fenomeni più incredibili, le immagini più pagliacce, numeri nazionali dello smandrappo.
Da una parte. Dall'altra: continua su ogni giornale e telegiornale la leggenda del tormento creativo del grande stilista, della sua folgorazione improvvisa, della mutanda che si fa arte. Dalla prevalenza del cretonne siamo passati alla prevalenza del cretino. Perché?
In mezzo ci siamo noi che ci domandiamo attoniti: Da dove nasce la loro meravigliosa moda? Da un viaggio a Disneyland? Da una visita al dentista? Dall'album di foto di Cicciolina? Da un viaggio a Torpignattara? Da quando piccini spiavano le puttane? Da una visione sotto acido di Star Trek? Alla fine della ronda fotografica di Umberto Pizzi ti senti come uno shaker in mano a un barista impazzito. Col rischio di un coccolone da ridarella.
Forse aveva ragione lo scrittore André Suarès quando osservava:"La moda è la più eccellente delle farse, quella in cui nessuno ride perché tutti vi recitano".
Dagospia 2 Febbraio 2004