"IL MONDO" - SONO IN ROSSO LE VILLE DI BERLUSCONI (POVERINO) - LA GAFFE AL 300% DI BANCA SELLA - A CAPITALIA SI CAMBIA: IN USCITA 3 DIRETTORI GENERALI - GORI IN THE SKY - CHE COSA FACEVA LAGOSTENA A MEDIASET?
Da Il Mondo
1 - SONO IN ROSSO LE VILLE DI BERLUSCONI
Conti in picchiata per Dolcedrago e Minerva, le due principali finanziarie della famiglia Berlusconi. Dolcedrago, la spa che gestisce partecipazioni ed è attiva anche in campo immobiliare detenuta da Silvio Berlusconi (oltre il 90%) e dai figli Marina e Pier Silvio, ha fatto registrare un risultato economico negativo dopo due anni di utile: la perdita nel 2002 è stata di 274 mila euro, mentre l'anno precedente si era chiuso con un risultato positivo di 132 mila euro. La finanziaria possiede tra l'altro il 100% di Immobiliare Idra, proprietaria delle maggiori ville del Cavaliere (Arcore, Macherio e La Certosa).
Anche Immobiliare Idra è in rosso: meno 6,6 milioni il risultato d'esercizio, triplicato rispetto all'anno precedente. Dolcedrago, che tra l'altro ha concesso prestiti a Forza Italia per 15 milioni di euro, fa segnare segni negativi anche nei principali indici. Il roe (redditività del capitale proprio) è -0,73 e il roi (redditività del capitale investito) è a -0,45%. A influire sui risultati, in particolare: le prestazioni di servizi per noleggio mezzi di trasporto (che salgono da 189 a 287 mila euro) e l'incremento dei costi del personale (+30 mila). Sulla stessa china di Dolcedrago anche Minerva finanziaria, la srl di Miriam Bartolini (ossia Veronica Lario, consorte del premier) e di Silvio Berlusconi: la perdita è stata di 37 mila euro, con un roe di -1,35.(M.A.)
2 - QUANTO È CARO SELLA
Per mettersi in regola in tutta fretta con le disposizioni di via Nazionale sulla trasparenza, la Banca Sella, l'istituto della famiglia del presidente dell'Abi, Maurizio Sella, ha inviato ai correntisti un'informativa sulle condizioni contrattuali. Ma nella fretta ha comunicato aumenti del 300% sui costi di gestione (da 25 a 103 euro a trimestre). Numerose le proteste allo sportello.
E precipitoso tentativo di correggere l'errore. II tutto mentre Sella continua a promuovere in tutta Italia l'iniziativa PattiChiari.
3 - QUEI CONTINUI MOVIMENTI IN VIA MINGHETTI
In via Minghetti, quartier generale di Capitalia, nei prossimi mesi potrebbero registrarsi delle novità nella squadra di comando. In vista, ufficialmente, non c'è nulla. Ma stando ai tam tam che si rincorrono nella capitale, con il consolidamento nel ruolo di ad di Matteo Arpe, negli ultimi tempi si è indebolito il ruolo del direttore generale Carmine Lamanda, ex Banca d'Italia e uno degli estensori della attuale legge bancaria. Tanto che in molti danno probabile una sua uscita. In questo caso, in pole position per la promozione a dg c'è Fabio Gallia, attuale condirettore generale, che si muove in tandem con il coetaneo Arpe. Le voci di un possibile disimpegno riguardano anche l'altro condirettore, Alberto Giordano, storico segretario del consiglio di Banca di Roma, uno dei più stretti collaboratori del presidente Cesare Geronzi.
4 - SKY, MR. MOCKRIDGE ORA SI AFFIDA A GORI
Sky si affiderà a Giorgio Gori per nuovi programmi al via ad aprile. La società di produzione Magnolia che fa capo principalmente a Gori avrebbe infatti trattato con Tom Mockridge, il numero uno di Sky in Italia, un progetto di collaborazione piuttosto ampio che si tradurrà in alcune delle principali novità del palinsesto di primavera sulla tv satellitare del magnate australiano, Rupert Murdoch.
5 - CHE COSA FACEVA LAGOSTENA A MEDIASET?
Che ci facevano Raimondo Lagostena (patron del gruppo Profit), il presidente di Telereporter (una delle emittenti di Profit) e un altro dei consigliori più stretti del gruppo tv di Milano, venerdì scorso nell'anticamera degli uffici dirigenziali di Mediaset? I gossip, nei corridoi della tv del Biscione, si sono subito scatenati anche perché non è passata inosservata un'altra presenza di Lagostena: era in prima fila alla cena pre-elettorale di Berlusconi di metà febbraio, a Milano. Anni fa, ospitando sulle frequenze della sua Telecampione le trasmissioni di Telepadania Lagostena ha, di fatto, consentito per primo alla Lega di approdare in tv.
Dagospia 27 Febbraio 2004
1 - SONO IN ROSSO LE VILLE DI BERLUSCONI
Conti in picchiata per Dolcedrago e Minerva, le due principali finanziarie della famiglia Berlusconi. Dolcedrago, la spa che gestisce partecipazioni ed è attiva anche in campo immobiliare detenuta da Silvio Berlusconi (oltre il 90%) e dai figli Marina e Pier Silvio, ha fatto registrare un risultato economico negativo dopo due anni di utile: la perdita nel 2002 è stata di 274 mila euro, mentre l'anno precedente si era chiuso con un risultato positivo di 132 mila euro. La finanziaria possiede tra l'altro il 100% di Immobiliare Idra, proprietaria delle maggiori ville del Cavaliere (Arcore, Macherio e La Certosa).
Anche Immobiliare Idra è in rosso: meno 6,6 milioni il risultato d'esercizio, triplicato rispetto all'anno precedente. Dolcedrago, che tra l'altro ha concesso prestiti a Forza Italia per 15 milioni di euro, fa segnare segni negativi anche nei principali indici. Il roe (redditività del capitale proprio) è -0,73 e il roi (redditività del capitale investito) è a -0,45%. A influire sui risultati, in particolare: le prestazioni di servizi per noleggio mezzi di trasporto (che salgono da 189 a 287 mila euro) e l'incremento dei costi del personale (+30 mila). Sulla stessa china di Dolcedrago anche Minerva finanziaria, la srl di Miriam Bartolini (ossia Veronica Lario, consorte del premier) e di Silvio Berlusconi: la perdita è stata di 37 mila euro, con un roe di -1,35.(M.A.)
2 - QUANTO È CARO SELLA
Per mettersi in regola in tutta fretta con le disposizioni di via Nazionale sulla trasparenza, la Banca Sella, l'istituto della famiglia del presidente dell'Abi, Maurizio Sella, ha inviato ai correntisti un'informativa sulle condizioni contrattuali. Ma nella fretta ha comunicato aumenti del 300% sui costi di gestione (da 25 a 103 euro a trimestre). Numerose le proteste allo sportello.
E precipitoso tentativo di correggere l'errore. II tutto mentre Sella continua a promuovere in tutta Italia l'iniziativa PattiChiari.
3 - QUEI CONTINUI MOVIMENTI IN VIA MINGHETTI
In via Minghetti, quartier generale di Capitalia, nei prossimi mesi potrebbero registrarsi delle novità nella squadra di comando. In vista, ufficialmente, non c'è nulla. Ma stando ai tam tam che si rincorrono nella capitale, con il consolidamento nel ruolo di ad di Matteo Arpe, negli ultimi tempi si è indebolito il ruolo del direttore generale Carmine Lamanda, ex Banca d'Italia e uno degli estensori della attuale legge bancaria. Tanto che in molti danno probabile una sua uscita. In questo caso, in pole position per la promozione a dg c'è Fabio Gallia, attuale condirettore generale, che si muove in tandem con il coetaneo Arpe. Le voci di un possibile disimpegno riguardano anche l'altro condirettore, Alberto Giordano, storico segretario del consiglio di Banca di Roma, uno dei più stretti collaboratori del presidente Cesare Geronzi.
4 - SKY, MR. MOCKRIDGE ORA SI AFFIDA A GORI
Sky si affiderà a Giorgio Gori per nuovi programmi al via ad aprile. La società di produzione Magnolia che fa capo principalmente a Gori avrebbe infatti trattato con Tom Mockridge, il numero uno di Sky in Italia, un progetto di collaborazione piuttosto ampio che si tradurrà in alcune delle principali novità del palinsesto di primavera sulla tv satellitare del magnate australiano, Rupert Murdoch.
5 - CHE COSA FACEVA LAGOSTENA A MEDIASET?
Che ci facevano Raimondo Lagostena (patron del gruppo Profit), il presidente di Telereporter (una delle emittenti di Profit) e un altro dei consigliori più stretti del gruppo tv di Milano, venerdì scorso nell'anticamera degli uffici dirigenziali di Mediaset? I gossip, nei corridoi della tv del Biscione, si sono subito scatenati anche perché non è passata inosservata un'altra presenza di Lagostena: era in prima fila alla cena pre-elettorale di Berlusconi di metà febbraio, a Milano. Anni fa, ospitando sulle frequenze della sua Telecampione le trasmissioni di Telepadania Lagostena ha, di fatto, consentito per primo alla Lega di approdare in tv.
Dagospia 27 Febbraio 2004